L’IRRESISTIBILE FASCINO DEL VOTO DISGIUNTO

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la riunione del consiglio regionale ha offerto solo la riprova che anche nei momenti gravi il Pd non riesce proprio a offrire una dignitosa rappresentazione di unità , segno di una famiglia in sfacelo e che litiga su tutto e in tutte le occasioni. Da una parte si gioca a forzare la mano su una proposta di legge che in nome dell’ingresso alle donne con la quota di genere introduce altre sostanziali modifiche , dall’altro si cerca ancora di riflettere sulla opportunità di cambiare la legge  e sui rischi che questo cambiamento comporta. Da entrambi i ragionamenti interni al pd, la questione in punta di diritto portata avanti da Bolognetti non è affatto contemplata e anche se Valvano (psi) gli dà indirettamente una mano dicendo che è meglio che non se ne faccia niente,  il motivo più recondito è che ancora non è chiaro all’establishement del centrosinistra se andare avanti o no sul voto disgiunto. Il quale sistema di voto è oggettivamente un regalo fatto ai cinque stelle che non inseguono le preferenze ma un voto in più degli altri sul candidato presidente. Ottenuto il quale tutto il resto viene da sé, nel senso che tutto il resto viene deciso da chi è titolato a farlo. Per qualche consigliere del pd, forte di una propria consistenza elettorale, lo sdoppiamento del voto offre margini di manovra maggiore ,consentendogli anche di pescare in un elettorato che magari prima era di sinistra e che poi è passato ai cinque stelle. Cioè da una parte ci si ricorda dell’amico e dall’altra si insegue la protesta. Roba che purtroppo appartiene alla mentalità di questo territorio  e che nel passato ha portato a grandi sorprese, nelle due città capoluogo. Se è comprensibile umanamente che ogni consigliere insegua il proprio obiettivo personale, non è comprensibile sul piano politico che il pd stia fermo e zitto su questa questione e che continui a sfogliare la margherita prendendo tempo e dando tutta l’impressione che  insegua proprio il nulla di fatto per scadenza dei termini. E’ questo il modo peggiore di affrontare la questione, perché offre l’immagine di un partito che non solo non ha unità ma non ha neanche un progetto sotto il quale poggiare una legge elettorale. Perché, chi conosce la storia di questa regione sa che il listino , come premio di governabilità , è nato per mettere dentro persone dotate di peso specifico proprio in grado di assicurare prestigio e competenza al governo regionale , mettendo appunto quelle espressioni alte della società che si sono fatte luce nelle diverse attività, imprenditoriali, sociali o culturali e che non inseguono carriere politiche ma non si tirano indietro quando c’è da servire la collettività. Poi, man mano, con un partito che arrivava alla maggioranza assoluta, è diventato la nicchia nella quale spartirsi i posti sicuri tra la maggioranza del centrosinistra, fino a diventare un oggettivo intralcio a quei consiglieri che i voti se li andavano a cercare casa per casa. Oggi che i voti servono,  mantenere il listino è sicuramente un azzardo forte, ma che potrebbe anche avere il suo peso elettorale nella misura in cui fosse in grado di indicare un progetto di lavoro, o meglio una svolta di qualità nel lavoro , magari anche un esecutivo regionale secondo il metodo Di Maio ( che ha reso noto il governo prima di accertarsi di poterlo fare): insomma qualcosa che possa indicare che il centrosinistra fa quadrato intorno a persone in grado di riconnetterlo con l’elettorato. Ma poiché tutto questo non si vede, e a quattro mesi dal voto non vi è alcun segnale che possa verificarsi, allora tanto vale che si sguinzaglino i segugi migliori per stanare l’elettorato scomparso.  Ma sempre col voto congiunto, perché , in uno scenario di anatra zoppa, il sale sulla ferita di una opposizione sarebbero i  singoli consiglieri che si vanno a cercare sinecure intorno ad un Governatore senza maggioranza. E Potenza e Matera dimostrano che questo è esattamente già  accaduto e giorno dopo giorno ha portato i perdenti a riprendersi il governo. Si vuole anche qui rientrare dalla finestra? ROCCO ROSA

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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