“NOI” AL DON UVA (…. CON OSCAR, SPILLO, ALEX, E ALTRI)

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“Le Meraviglie dell’alterità-emozioni a due e quattro zampe”

 

 di CLAUDIA DE LUCA

Cosa fanno uno psicologo e due educatrici cinofile a luglio? Organizzano “Le meraviglie dell’alterità-emozioni a due e quattro zampe” nell’ambito del progetto organizzato da Universo Salute Opera Don Uva “ Don Uva estate 2018”,
Hanno deciso di provare a far incontrare l’esterno con l’interno, il mondo al di là della recinsione con quello al di qua, facendo sì che il “normale” e “l’altro” interagiscano finalmente.
Parleremo di emozioni si sono detti, di alterità in ambito cinofilo, facendo sì che i cani possano riuscire a comunicare efficacemente lì dove il linguaggio verbale perde di incisività. Esiste qualcosa oltre quello che si vede, c’è una potenzialità meravigliosa dietro una disabilità, c’è la forza di voler vivere e reinventarsi!
Il 25 luglio, giorno stabilito per la manifestazione è arrivato, siamo pronte io e la mia collega Ria, arriviamo, e con noi il primo dei cani, il mio compagno di avventure; saliamo la scala sopra la serra dell’Opera Don Uva (nella quale splendidamente maturano pomodorini, lattughe, sedano, basilico profumato e magici peperoni colorati rigorosamente Bio) ed eccoli lì, i nostri spettatori, ci sorridono, ci salutano, aspettano i cagnolini dicono gli operatori, aspettano di scoprire qualcosa di nuovo, aspettano che il binomio Io-Cane, dato da noi quasi per scontato, diventi realtà, seppur per poco tempo, anche per loro. Arrivano tutti i conduttori ed i cagnolini invitati, arrivano anche i nostri ospiti disabili: Gioia, Pitt Bull bellissima, cieca della nascita ed abbandonata come inutile oggetto; Alex, segugio cacciatore, divenuto tripode in seguito ad un incidente di caccia (ma che il suo amico bipede ha tenuto con sé); e Spillo, piccola roccia, exrandagio paraplegico, oggi compagno della mia collega.
Non ci sono solo loro, ci sono anche meticci normodotati (Oscar, Ettore, Savana, Biagio) e cani che seppur di razza non sono stati salvati dal loro sangue blu; non sono cani da Pet Terapy, ma la loro presenza ha creato una strana e bellissima atmosfera.
E’ su questo che vorrei soffermarmi, su quanto empaticamente si è creato all’Opera Don Uva.
Ho assistito alla bellezza, ho visto quella umanità (di cui tanto si parla in questo periodo) prendere forma e concretezza nei sorrisi, negli sguardi vivi e felici, nell’avvicinarsi cani e pazienti gli uni gli altri come se si conoscessero da tempo, come se parlassero la stessa lingua, quella semplice, quella immediata, quella del cuore; ho visto Gioia, salterella per natura, avvicinarsi ai suoi nuovi amici pacatamente, senza che le fosse stato dato alcun segnale, ma come se avesse parlato con loro usando un codice ahimè sconosciuto ai più, a noi che siamo fagocitati da strutture e sovrastrutture emotive.
Ho visto la meraviglia, la scoperta, quando uno dei pazienti mi ha chiesto di accarezzare Biagio, quando ha toccato il suo pelo ho visto una luce nei suoi occhi: la mano dapprima tesa si è rilassata poi, come a voler sentire bene bene cosa stesse toccando, come se quella mano fosse un registratore di sensazioni che non devono sfuggirgli più, e a noi? A noi ha regalato un sorriso, grande di gioia vera, quella pulita, quella autentica, quella che a volte facciamo fatica a raggiungere.
Quando abbiamo terminato ci hanno salutato, sorriso, loro andavano a cenare; noi abbiamo smontato tutto per andare via, è stato quell’ improvviso silenzio a concederci di mettere a fuoco cosa fosse accaduto.
I cani hanno fatto quello che noi non saremmo mai riuscite a fare da sole, hanno catalizzato l’attenzione, hanno comunicato, hanno parlato, hanno creato relazioni speciali, hanno abbattuto muri invisibili, ma ben presenti, solo scodinzolando.
Non si è vissuta l’alterità, non c’era diversità, ma una bellissima dimensione di eterogeneità che ha portato tutti a dimenticarsi dei limiti, ad interagire nel più spontaneo e normale dei modi.
È vero, probabilmente io sono di parte perché credo, insieme alla mia collega, che i nostri amici possano davvero insegnare tanto, ma è stato davvero così: non c’era per loro diversità, loro non si sono chiesti se la persona che avessero difronte fosse bella o brutta, “normale” o meno, né quale fosse il 730, loro scodinzolando hanno fatto amicizia: “Il motivo per cui i cani hanno tanti amici è perché agitano la coda anziché la lingua”.
Vorrei che l’esterno, la mia città, non avesse paura della diversità, non si sentisse frenata nell’attraversare il recinto, vorrei che provasse ad ascoltare, a vivere le storie che sono “altro” da noi, ma che ad ogni modo fanno parte del nostro presente.
La meraviglia dell’alterità, è questo che noi ci portiamo nella valigia della nostra vita, qualcosa di meraviglioso da tenere accuratamente custodito con noi come una ricchezza che ci ha formato, segnato, cambiato.
Se qualcuno durante la notte, dopo averci incontrato e vissuto, ha sognato, beh possiamo dire di aver vinto!

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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