LO SCENARIO ELETTORALE IN BASILICATA, TRA BRACCI DI FERRO E DANZA DEL VENTRE

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Cinque anni di lotte fratricide hanno talmente allontanato la tradizionale base del Pd in Basilicata che si stenta a capire da dove può arrivare il miracolo di rimotivare i delusi  e di far uscire di casa chi si è allontanato. Molto probabilmente si continuerà a menarsela di santa ragione  impostando l’intera campagna elettorale sull’addebito di responsabilità a questo o a quello. Se così fosse sarebbe l’allontanamento definitivo di quello che è rimasto della base che si era formata con la fusione tra ds e margherita , e la permanenza solo dei militanti organizzati che stanno diventando sempre meno numerosi. A questo si aggiunge che la componente giovanile  andata via dalla Basilicata per più della metà non ritornerà neanche per votare  perché non ne può più di un sistema che non offre opportunità e quelle che offre non sono collegate al merito. Un argomento che in verità nessuna delle due parti può toccare senza rischiare di essere colto in fallo, perché quello che l’opinione pubblica pensa è che sono migliorate le politiche ma non è stato toccato il sistema di potere. Ieri aveva dei nomi e cognomi, oggi ha altri nomi e altri cognomi.  Quello che desta la curiosità dell’osservatore è che le politiche portate avanti da Pittella, a detta di molti imprenditori nuove ed efficaci, hanno privilegiato ceti che tradizionalmente  erano o agnostici ( nel senso di chi si facevano i cavoli propri e non ne volevano sapere di politica) oppure imprenditori e partite iva, giovani professionisti che per la prima volta hanno visto  da vicino una politica che non pensava solo a salvare il posto ai lavoratori delle fabbriche ma anche a consentire uno svolgimento pieno di attività di servizio che sono utili in questa società moderna. Il quesito è quanto pesa questo nuovo corpo sociale, che ha sostituito quello dei sindacati, con sigle che un tempo portavano le masse e oggi si e nò portano l’apparato di comando).  Se si gioca la partita entro questo spazio corto di una resa dei conti finale , c’è il pericolo che entrambe le formazioni ex centrosinistra  ne escano ammaccate da una campagna elettorale che confermerà gli indecisi nella loro sensazione che alla fine non vale la pena andare a votare perché niente può cambiare sotto questo cielo. Diverso sarebbe una campagna elettorale giocata solo sulle proposte intorno a pochi problemi che toccano il nervo scoperto di questa regione: il lavoro e come finalizzare ad esso gli investimenti ,  le grandi società e come chiedere che ci accompagnino nello sviluppo industriale, la lotta alla precarietà pubblica e privata , i concorsi  orientati al merito, il rinnovamento del ceto politico, norme sul conflitto di interesse in regione. Questa storia che sono sempre gli stessi a litigare su chi deve aprire la processione , toglie mordente già dall’inizio ed è per questo che chi ha la responsabilità deve aprire il gioco e non presentarsi con il parco buoi chiuso.Insomma non è una passeggiata e c’è il pericolo che la destra possa approfittarne con il solito personaggio che veste tutti i ruoli e che quando entra in campagna elettorale diventa sinuoso e accattivante come…. un’odalisca che, in quel di Matera ha già avuto molti apprezzamenti.

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Sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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