LO SCIPPO DELLA RISORSA ACQUA E L’ “OBBEDISCO” DEL GENERALE BARDI

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La stragrande maggioranza dei sindaci lucani ha disertato l’Assemblea annuale di Acquedotto lucano, nonostante all’ordine del giorno vi fosse l’approvazione del bilancio . Un fatto grave, mai registrato nella vita di questa società , che non è certo dovuto al periodo agostiano o al disinteresse dei primi cittadini. Tutt’altro! E’ la diretta conseguenza  dell’esproprio da parte del Governo dell’interesse territoriale alla gestione del bene acqua, diventato bene  parzialmente privato e sacrificato sull’altare dell’interesse partitocratico nazionale. E tra i pochi sindaci che hanno preso parte all’assemblea si sono distinte le voci critiche ( il sindaco di irsina, quello di Senise, quello di Vietri, quello di Picerno) e veementi contro chi ha permesso di fatto questo scippo in terra lucana, considerato il principale Santario dell’acqua del Mezzogiorno.  In un’atmosfera piuttosto tesa, sono emerse con evidenza le accuse per l’atteggiamento subalterno di Bardi, che in questa occasione non ha mosso un dito ,né prima né dopo della scellerata legge, limitandosi ad un militaresco “ obbedisco”  rispetto alla Premier  Meloni. E sì che , nella conferenza delle regioni , se solo avesse voluto, Bardi avrebbe trovato sponde  per delle modiche importanti alla legge, come quella di ridurre la quota dei privati nella nuova azienda e di aumentare il peso delle Regioni meridionali e soprattutto quello di tarare il peso della partecipazione regionale in funzione dell’acqua generata e non dell’acqua consumata. Così come la partecipazione  all’esecutivo della nuova società da parte di un rappresentante eletto dalle principali regioni fornitrici avrebbe potuto essere inserita per legge, proprio in funzione del ruolo di protagonista territoriale della risorsa idrica e quindi della necessità di provvedere ad una corretta difesa del bene, ad una corretta manutenizone delle dighe, ad una sana gestione della risorsa. Tutto questo non c’è stato e il risultato è che i Sindaci non solo si sono sentiti traditi, ma incominciano a realizzare l’inutilità della presenza in un contesto in cui non c’è più nulla da decidere, con la Regione che si comporta da socio unico anche abbastanza schizofrenico ( siamo passati dalla necessità di portare acquedotto lucano al fallimento  all’ottimismo sul futuro della stessa società, dopo una bella iniezione di soldi puibblici, alle promesse di riduzione delle tariffe dell’acqua. E tutto questo senza che nessuno si sia alzato per spiegare il percorso di risanamento che si è deciso di fare, gli obiettivi da realizzare nel breve e medio termine e i problemi connessi alla distribuzione della risorsa in relazione al nuovo quadro normativo). Così che rimangono in piedi  tutti i quesiti che c’erano prima che si parlasse di fallimento: come procede il rimborso delle compensazioni che la Puglia si è impegnata a fare? Il nuovo quadro normativo come influisce sulle compensazioni? E ancora: le opere del PNRR passano in mano alla nuova società o sono soggette all’acentramento operativo romano . E infine: può questo Governo regionale far sapere ai lucani come e se intende agire per migliorare questa scellerata legge ricavandone quel tanto di spazio atto a difendere la dignità di una regione che è stata designata a sacrificare le sue risorse per l’intero Paese? Finora c’è solo silenzio e delusione. E la mezzanotte è lenta a passare.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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