LO SGUARDO SULLA CITTA’

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medicidi TIZIANA MEDICI *

Lo sguardo sulla città quando viene da dentro, dalla strade, dai palazzi, dalle case e dalle scuole ha una sua prospettiva, dimensione. Ha un suo colore specifico, un peso, un suono. Poi la visuale si allarga e i confini scompaiono e la città altro non è che un grande contenitore di cose e persone…… ma vuoi mettere le colline intorno che la difendono, vuoi mettere quel verde verde e quell’azzurro bianco-cielo che solo la Basilicata ha.

Proprio questo pensavo, quando mi sono trasferita a Potenza. Dove vivi adesso? A Potenza. Ma a  Potenza città? Ed io: “Ma vuoi mettere le colline, il verde verde e il bianco-cielo che solo la Basilicata ha?”. E non lo dicevo solo per difendere la mia nuova terra, la mia nuova casa. Ne ero convinta.

Bastano pochi, pochissimi kilometri in uscita dalla città ed io mi sono persa. Ed ho scoperto l’orizzonte in montagna, lo sguardo che si riesce a perdere anche qui. Ed ho scoperto la saudade lucana, quello struggimento che ti  strappa dentro solo la vista della bellezza. I contorni definiti delle cose, il terso terso del freddo, la lucentezza dei colori che non hanno vie di mezzo. Il giallo desolante dei calanchi, il nero profondo della notte.
E le pale eoliche.
Le ho viste così d’ improvviso come una stonatura, come uno stridio.
Come un colore che proprio non sai dove mettere.
Non ne capivo il senso, non riuscivo a capire il loro lessico, la sintassi delle pale eoliche.
Ma sai, sono poche .. servono.
E poi dieci, venti, trenta tutto intorno a chiudere per sempre l’orizzonte.
A Montocchino, a Piani del Mattino, a contrada Botte, a Dragonara, fino a ad Avigliano, a Lagopesole.

La nuova geografia non compresa né voluta.
Poi ti fermi e approfondisci.
Cerchi un senso, e dici: è energia pulita.
Insomma nella terra del petrolio ben venga l’energia rinnovabile.
Ti dai un senso.Lo cerchi.

E niente, niente, il senso non c’è!

Ti rimane solo la rabbia perché queste pale non servono alla comunità, perché come il petrolio per la benzina noi che subiamo il brutto non abbiamo mica l’energia gratis. Scopri che ogni pala eolica ha come proprietario una fantomatica società il cui legale rappresentante sta nei posti più disparati d’Italia e anche d’Europa, scopri che per non avviare la procedura di valutazione di impatto ambientale che consentirebbe ai cittadini di esprimersi proliferano le pale definite mini ma che si alzano per trenta metri. Se poi di queste mini ne fai trenta non sono un parco eolico ma tante pale insieme.

Come se un bosco non fosse bosco ma tanti alberi insieme.

E vai al Comune che “… se la regione non modifica la legge ho le mani legate” e vai alla Regione che “… se lo Stato non modifica la legge ho le mani legate”. E allora dico, se ne accorgeranno i potentini, se ne accorgeranno i lucani. Tranquilla. Faranno un convegno, un sit-in a difesa del bello. Una manifestazione a difesa dell’orizzonte. Sì sì … lo faranno.

Esperta in sviluppo locale e metodi partecipativi, manager in PST (Pianificazione Strategica Territoriale); consulente per la Pubblica Amministrazione da circa dieci anni  per la progettazione integrata, fondi strutturali,  animazione territoriale, concertazione, valutazione e monitoraggio. Membro del Consiglio Direttivo di Stati generali dell’innovazione.  Tra i Fondatori del Coordinamento nazionale NO TRIV  nel 2012, riceve il Premio Nazionale  “Fuoco”: Donne Pace E Ambiente “Wangara Maathai” nel 2015. Vive tra la Campania e la Basilicata.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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