UN CUORE ROSSO PER LA PREVENZIONE: DAVVERO?

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ida leoneHa irritato molte la nuova comunicazione virale sui social network relativa alla settimana della prevenzione del tumore al seno (che poi non é a gennaio ma a marzo). Funziona così: nella messaggeria privata di Facebook ci viene inviato da qualcuno che conosciamo (o di cui siamo “amici” su Facebook) un messaggio, questo:

“Ciao, puoi mettere un ❤ sulla tua bacheca, senza commenti, solo un ❤, poi invia questo messaggio ai tuoi contatti femminili, dopo aver messo un cuore sulla bacheca della persona che ti ha inviato questo messaggio. Se qualcuno ti chiede perché hai tutti questi cuori in bacheca non rispondere. È per le donne, per ricordare la settimana di prevenzione per il cancro al seno. ❤ Controlla il tuo seno! Tieni il tuo dito premuto sul messaggio e premi “inoltra”

Non è una vera e propria catena, anche se la presenza di espressioni come “invia questo messaggio” e “tieni il tuo dito premuto sul messaggio e premi Inoltra” finiscono per farcela diventare: si chiede comunque di mandare lo stesso messaggio ad altre, pur se senza minacce se non lo si fa o promesse di felicità eterna se lo si fa. Ma il punto ovviamente è un altro.

Serve davvero, pubblicare un cuoricino sulla propria bacheca, senza dare nessuna altra spiegazione, ad incentivare la prevenzione dei tumori al seno? Probabilmente no, raccontato così. Sembra – alla prima lettura – un volersi alleggerire la coscienza: metto un cuore, due click e via, io il mio l’ho fatto. E senza alcuna parola di spiegazione chi NON ha ricevuto il messaggio privato non ci capisce nulla, e meno che mai le arriva il senso del “facciamo prevenzione”. La penso anche io così, la campagna del cuoricino mi pare inutile come tante che l’hanno preceduta e che le somigliano, alcune anche molto inquietanti, come “Se vuoi guarire metti amen e condividi” in genere sotto una foto della Madonna delle sette spade o di Padre Pio, sempre piuttosto gettonato quando si tratta di miracoli. Mettere un cuore nella propria bacheca Facebook senza alcuna altra spiegazione perchè un’amica ce lo ha chiesto in privato, per ricordare la settimana di prevenzione per il cancro al seno, è inutile e perfino crudele nei confronti di chi ci sta passando, per la lotta al tumore, è come regalare un calendario ad un ergastolano. Non è un caso se fra le mie conoscenze quelle più arrabbiate sono due donne cui il seno l’hanno asportato, e che stanno affrontando lunghe e dolorose cure, e una senologa di chiara fama che con i tumori mammari ha a che fare tutti i giorni, e conosce le storie di lotta e sconfitta.

Ci sono però due micro attenuanti, a mio parere, prima di bollare definitivamente come senza senso e pericolosa la storia del cuoricino:

  1. c’è stata una amica che ha pensato a noi come destinatarie di un messaggio di prevenzione. “Ehi, amica, ricordati di fare tutto quanto è necessario per prevenire. Perchè io ci tengo a te“. Continuo a pensare che una campagna massiva fatta di SOLI messaggi privati, se pure con le fattezze della catena di sant’Antonio, sarebbe stata bellissima. “Ricordati di fare tutto quanto è necessario per prevenire. Perchè io ci tengo a te. Manda questo messaggio ad altre 10 amiche a cui tieni“: un messaggio di amore universale, e utile, che poteva correre sotterraneo nelle messaggerie delle donne di tutta la terra, in tutte le lingue, verso donne di ogni età e condizione, purchè in possesso di uno smartphone e iscritte a Facebook. Un fiume carsico di affetto e solidarietà che non era necessario venisse alla luce, poteva rimanere un fatto nostro, di sorellanza digitale. Peccato, una occasione sprecata. Però il senso di fondo del “ti ho pensata” rimane, ed attenua un po’ la delusione per l’inutile cuoricino;
  2. campagne così non nascono a caso. La mancanza di senso irritante del cuoricino senza altre spiegazioni potrebbe essere stata pianificata a tavolino, per suscitare appunto rabbia, polemiche, dibattito, circolazione virtuosa o viziosa di un tema. Tanto è vero che ne stiamo parlando. Se così è, forse l’obiettivo è stato raggiunto, anche se il “purchè se ne parli” sta raggiungendo vette di beceritudine pericolose, perchè giustificano veramente ogni nefandezza e cattivo gusto. Valgano per tutte le orrende campagne del Ministero della Sanità per incentivare la procreazione in età giovanile, o quelle relative al perseguimento di uno stile di vita sano.

E dunque, cuoricino sì o no, se tenete a qualcuna consigliatele con forza tutte le operazioni di prevenzione del tumore al seno: autopalpazioni, ecografie, mammografie quando è tempo, esami più approfonditi se necessario. Tutte abbiamo paura. Tutte possiamo salvarci. Un cuore rosso su Facebook non serve a niente, un’amica che ti prende per mano e ti porta da un medico sì.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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