LO STADIO A POTENZA FORSE LO REGALERA’ IL COVID!!

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Il primo cittadino di Potenza, sul tema Viviani, ha avuto modo d’intervenire pubblicamente in diverse occasioni, forse perchè tirato per la giacca, dal momento che lo stadio non era una priorità del suo programma elettorale.
Riqualificazione del  Viviani o stadio nuovo: il quesito è andato via via crescendo sia in relazione ai programmi societari, sia in relazione alla accresciuta consapevolezza di dare nuova linfa ad un bene monumentale di grande fattura.

Potenza ha preso atto che non solo occorre uno stadio ma un’infrastruttura sportiva completa di palestre, medicheria e tutti quei servizi accessori che rendono autosufficiente  il fabbisogno di una squadra professionistica.
A che punto siamo?
Caiata è insoddisfatto e deluso perché non si è mossa una foglia da quando sono stati ultimati i pochi  lavori di adeguamento dello stadio per partecipare alla lega Pro nell’estate 2018.
L’amministrazione attuale con a capo Guarente sembra giocare in difesa, più preoccupata di respingere gli attacchi provenienti da vari fronti che a rispondere ai tifosi, alla città e alla società su un problema importante attraverso gli atti amministrativi.
Al di là delle puntuali affermazioni di principio sulle attenzioni che il sindaco ha di  volere dare alla città tutte le infrastrutture sportive di cui ha bisogno, tutta la questione rimane aperta ed insoluta.
È vero che sul sindaco pesa tutto il disinteresse delle trascorse amministrazioni, ma è pure vero che al momento, per mancanza di una programmazione di ampio respiro, non si vede l’ombra di un documento scritto, di un progetto, di un’identificazione di un’area precisa e definita.

E conseguentemente di una somma già disponibile o da reperire attraverso i vari canali di finanziamento.

In mancanza di progettualità e di opportunità infrastrutturali  da offrire, anche gli investitori privati, pronti a  trasformare le occasioni appetibili create sul territorio dai pubblici poteri e/o favorite da qualche legge, si tengono a distanza.
Sono tutte ipotesi ma nessuna strada intrapresa.
Siamo ancora fermi alle parole,… avvinte ‘all’arbre magique del salvifico Recovery Fund.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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