
di Teri Volini
Sono in molti oggi a chiedersi che società sia quella che privilegia le opinioni ai fatti, e che presta attenzione solo alle narrazioni ufficiali piuttosto che informarsi seriamente e senza partito preso sugli accadimenti e sui personaggi che ne sono protagonisti.
Per quanto riguarda l’informazione, vengono sottaciute o manipolate notizie di fondamentale importanza, e le conseguenze di questo modo d’ “interpretare” la realtà non sono di poco conto, perché impediscono la corretta visione di ciò che accade, nel piccolo e nel grande, e contribuiscono a formare una pubblica opinione che accetta tutto ciò che viene proposto dai più forti, mediaticamente o politicamente parlando…
Si assiste al desolante spettacolo di un nemmeno tanto strisciante analfabetismo del pensiero, aggravato dall’applicazione di azioni censorie verso chi esprime opinioni diverse o diversificate – seppure palesemente ben articolate – senza riguardo per la libertà di pensiero e di espressione.
Neanche un centimetro
La dissoluzione della ragione sembra contagiare tutti, pervadendo pericolosamente anche le dichiarazioni di politici irresponsabili, che non mostrano di avere a cuore le sorti dei popoli che governano, né quelle dell’umanità. Tra gli altri, colpisce l’esempio offerto dal presidente polacco Duda, che, facendo eco alle parole del ministro degli Esteri ucraino, Kuleba (febbraio 22, “non rinunceremo a un centimetro del nostro territorio”), durante un intervento pubblico mostrava il suo sostegno totale all’Ucraina, affermando anche lui con enfasi che “neanche un centimetro del territorio dell’Ucraina dev’essere perso”.
Entrambi ignorano – o dimenticano opportunisticamente – che quel “centimetro” era stato alla base delle parole del segretario generale delle Nazioni Unite che, agli inizi degli anni ‘90, si dichiarava non favorevole all’espansione Nato, asserendo che “ il limite non si sarebbe spostato neanche di un centimetro”. Si era al tempo della caduta del Muro, quando si formava la Germania Est, entrando da un giorno all’altro a far parte della NATO. Alla richiesta di garanzie per la salvaguardia del territorio dell’Unione Sovietica da parte di Gorbaciov, Bush dichiarava che gli USA non avevano alcuna intenzione di danneggiare la Russia… Invece, a poco a poco, la Russia si ritrovò circondata da una trentina di nazioni aderenti alla Nato. Già nel 2007, dopo l’ultima ondata che aveva portato Estonia, Lettonia e altre nazioni a collocarsi nella NATO , Putin, nella Conferenza Internazionale di Sicurezza, dichiarava che “l’espansione rappresenta una seria provocazione, riducendo il livello di fiducia reciproca. Cosa ne è stato delle rassicurazioni che i nostri partner occidentali ci avevano dato dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia?”
Androdonne atomiche
Un altro “episodio” molto significativo, riguardante l’attenzione faziosa della stampa e del pubblico verso eventi di primaria importanza per la sopravvivenza stessa dell’umanità: si parla reiteratamente delle mi -nacce nucleari da parte della Russia, reali o ipotizzate che siano, ma non si tiene conto, ad esempio, delle terrificanti video-affermazioni della prima ministra inglese Truss, che al momento della sua nomina, il 6 settembre 2022, alla domanda di un cronista, se fosse pronta a premere il bottone dell’atomica, affermava, con orgogliosa protervia e con ferma convinzione, di esserlo, eccome! Una vera androdonna, intendendo con questo termine colei che assume in sé le caratteristiche del peggior maschile patriarcale, guerrafondaio e portatore di morte e distruzione. Androdonne sono le donne che, dimenticando quale sia l’autentico valore femminile, attinente tutto ciò che onora la Vita, la Libertà, la Responsabilità dell’essere. stringono alleanze con il sistema dominante, ne accettano strumentalmente regole e modi di pensare e di agire.
Quando assumono posti di potere, sono molto dannose: diventando “più realiste del re” , si sentono in dovere di superare gli uomini, ma non nelle doti che favoriscono o salvaguardano l’umanità, bensì nel più estremo e cieco uso del potere.
Sberleffi
Un altro esempio, tanto eclatante quanto sottovalutato, tale che, in una società capace di discernimento, farebbe inquietare esponenzialmente la gente, e spingerla a mobilitarsi per chiedere conto delle responsabilità, è fornito alla scarsa o nulla attenzione prestata alle affermazioni (filmate) della responsabile per i mercati internazionali di Pfizer, Janine Small, quando ammette che sul vaccino anti-Covid non sono mai stati condotti test anti-contagio.
Lo fa in audizione Ue, sollecitata da alcuni eurodeputati, dichiarando con il sorriso sulle labbra: “vaccini anti-Covid? Nessun test per lo stop ai contagi durante il trial: nessuno ce lo ha chiesto e non avevamo tempo”… Un incredibile e arrogante cinismo, pari allo scarso rilievo dato dal mainstream a una simile affermazione, e all’indifferenza generale verso la stordente notizia: cosa vogliamo più, per affondare del tutto nell’oceano dell’incoscienza generalizzata, se persino rivelazioni come questa, che riguarda gli sberleffi alla nostra salute e alla nostra vita, non destano la giusta reazione?