L’OLIVICOLTURA LUCANA PERDE COLPI. PERSO IN UN ANNO IL 30 PER CENTO DI FATTURATO
0Solo due o tre anni fa, il settore sembrava in forte ripresa, con prezzi che erano arrivati anche a 635 euro a tonnellata, oggi sono scese a 400 euro.
“Fare impresa nel mondo olivicolo lucano è diventata una missione impossibile. Colpa di un pericoloso mix dato dall’instabilità delle quotazioni sul mercato, dalle condizioni climatiche e dall’aggressiva presenza nella grande distribuzione organizzata di olio prodotto da olive di Paesi extra Ue messo in vendita persino in offerta speciale”. E’ l’allarme lanciato dall’Oprol-Cia (Organizzazione Produttori olivicoli lucani, presieduta da Rocco Pace, che ha come punto di riferimento confederale il Cno, Consorzio nazionale degli Olivicoltori). L’Oprol conta circa 3000 soci, di cui circa 2000 in provincia di Potenza e circa 1000 in provincia di Matera, e oltre 2.200 oliveti. La filiera è costituita dai soci olivicoltori, da 4 centri di raccolta olive situati a Lavello, Montescaglioso, Grassano e Ferrandina, da 4 tecnici agronomi presenti su tutto il territorio regionale, da 7 frantoi che producono olio extra vergine di oliva e commercializzano direttamente al consumatore finale, e da una rete commerciale indiretta che commercializza sempre direttamente al consumatore finale e quindi alle famiglie, in Italia e all’estero.
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