L’ON. ROSPI, CHE SUL PETROLIO SI PORTA IN ALTO MARE

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O c’è o ci fa. L’onorevole grillino Lucano, Gianluca Rospi, esperto di petroli*, ha preso l’iniziativa di una proposta di legge che ufficialmente mira a mettere sotto accusa l’intera politica di estrazione petrolifera, così come si è andata espandendo in questi decenni, ma che ufficiosamente si riduce ad una commissione d’inchiesta su quello che è successo per il petrolio lucano. C’è tutta una premessa, nella sua proposta di legge, in cui praticamente il molto onorevole rappresentante lucano, a parte alcune inesattezze sulle cifre lucane del lavoro negli impianti,  dice una verità che tutti conoscono ma che nessuno è disposto ad affrontare.  Dopo aver ricordato che ci sono 83 permessi di ricerca in terraferma e 36 in mare ( tra cui l’Adriatico- dice- che e” un mare chiuso” dall’ecosistema fragile , già messo a dura prova  da ben 78 concesSioni attive, e 17 permessi già rilasciati), e dopo aver evidenziato che la basilicata “ il texas italiano” è la regione con il più basso Pil, con le royalties più basse e nella quale la trivellazioni rischiano di compromettere l’oro bianco delle risorse idriche, il nostro preziosissimo onorevole, esperto di petroli, anziché proporre una legge per la decarbonizzazione subito, oppure per fermare le trivellazioni subito, oppure per  fermare quanto meno tutti i permessi di ricerca che stanno correndo per i tanti Santuari dell’acqua lucana, facendo rizzare i capelli alla popolazione intreressata, che ti fa il nostro onorevole esperto? Cambia strada e propone una Commissione parlamentare d’inchiesta con il compito di indagare :
a) sulle attività illecite connesse alla prospezione, all’estrazione, alla ricerca, alla coltivazione, allo stoccaggio e alla raffinazione degli idrocarburi;
b) in merito alla connessione esistente tra le metodologie previste per la prospezione, l’estrazione, la ricerca, la coltivazione, lo stoccaggio e la raffinazione di idrocarburi e l’inquinamento delle falde acquifere e dei mari nei territori ove avvengono le predette attività;
c) sulle eventuali connessioni tra l’inquinamento ambientale derivante dalle attività di prospezione, estrazione, ricerca, coltivazione, stoccaggio e raffinazione di idrocarburi e le patologie sanitarie riscontrate nelle popolazioni residenti nelle aree interessate;
d) in merito alla corretta attuazione della normativa vigente in materia di prospezione, estrazione, ricerca, coltivazione, stoccaggio e raffinazione di idrocarburi in mare e in terra;
e) sugli illeciti connessi in merito all’assegnazione delle concessioni esplorative e all’aggiudicazione di appalti relativi alla realizzazione e gestione degli impianti;
f) sulle attività di monitoraggio condotte dalle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale in merito agli impatti che le attività di prosperazione, estrazione, ricerca, coltivazione, stoccaggio e raffinazione di idrocarburi sia in mare che in terra hanno sulla qualità dell’aria e sulla salute dei cittadini;
g) sulle attività di reiniezione dei liquidi durante il processo di estrazione e sui pozzi in disuso;
h) su eventuali illeciti correlati alla gestione e corretto utilizzo da parte delle amministrazioni locali delle risorse derivanti dalle royalties;
La Commissione inoltre dovrà compiere approfondimenti:
a) sul regime fiscale e amministrativo applicato dai paesi dello spazio economico europeo ove si svolgono attività di prospezione, estrazione, ricerca, coltivazione, stoccaggio e raffinazione di idrocarburi in mare e in terra;
b) sulle attività di decommisioning e riconversione di piattaforme e dei centri olii, al termine delle attività estrattive.
La relazione che la Commissione parlamentare di inchiesta produrrebbe al termine dei propri lavori andrebbe a costituire il frutto delle indagini condotte dalla Commissione e sarà spunto di riflessione per la Camera dei deputati affinché questa possa prendere misure adeguate in merito”.

Ora, premesso che a me non frega niente se la facciano o meno questa commissione, che praticamente perderà l’intera legislatura solo per capire da dove cominciare vista l’insalata russa che il nostro onorevole ha buttato nella proposta, non posso non constatare che l’iniziativa puzza tremendamente di perdita di tempo e di un modo furbesco di affrontare il tema petrolio con l’ottica corta dello sfruttamento elettorale, dove non ci sono fatti da portare ma solo accuse da fare ai predecessori. Una cosa è l’inchiesta, altra cosa è aspettarne l’esito come spunto di riflessione per la Camera de Deputati affinchè questa possa prendere misure adeguate; esito che l’ing. Rospi già conosce avendolo messo, nero su bianco, in premessa della propria iniziativa parlamentare. Se il consigliere Gianni Rosa si affannava a sfottere il Movimento cinque stelle sul perchè non ci sia iniziativa alcuna sullo stop alle trivelle, la risposta l’ha avuta. Bisogna riflettere, indagare, analizzare….pensare, pensare pensare! Vi ricordate Corrado Guzzanti in Mr. Mortadella? Si, tale e quale! Rocco Rosa

 

 

dal chi è dell’ing. Gianluca Rospi,

  • da gennaio 2010 a gennaio 2013 viene contrattualizzato da ENI come consulente esterno per svariate competenze, tra le quali i provvedimenti coattivi
  • lavora al pozzo pergola 1, alla bunkerizzazione della sala controllo del COVA, ai pozzi Monte Enoc 6-7 per l’allestimento delle sonda, alla messa in produzione dei pozzi monte alpi 1 nord e monte enoc 3, nonchè alla valutazione sismica dello stabile oggi sede della fondazione osservatorio val d’agri. Lavora alle pompe di estrazione greggio ed alle pompe meccaniche del COVA, al progetto di perforazione del pozzo Volturino 1, e al pozzo Alli2; ( da analizebasilicata)
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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