L’INSOSTITUIBILE CAV. MICHELE LUCIANO

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LUCIO TUFANO

CRONACHE DELL’OTTOCENTO : Il cumulo delle cariche

Attorno al municipio, ai protocolli, alle ordinanze ed ai deliberati, ai poteri del Sindaco e della Giunta, la carica dei consiglieri, degli assessori si corrobora nel prestigio della titolarità, nelle riunioni celebrative; risulta assente invece, agli impegni e alle convocazioni. La stampa ne annota nomi e cognomi. Le dimissioni pronte nel gilè per ragioni di professione, di impiego, di famiglia, alibi per un disimpegno dichiarato e sempre dichiarabile dei «zi pupo», si bloccano, si dissolvono perché vergate con l’inchiostro simpatico, cifrario segreto per riconfermare la propria indispensabilità, antica virtù della nostra collezione di uomini e vini a denominazione di origine. «Indegnum est contra probum civem patriae suae inveire» ed io, cavaliere ufficiale della corona d’Italia, Luciano Michele, Michele Luciano, vecchio, probo, obbligato ad accettare tante cariche pubbliche per il bene del paese, tre anni conciliatore, per un anno esattore fondiario, perché forzato, che non volli mai anticipare un soldo al Comune perché non volevo continuare nella carica, impiegato forzato di prefettura, consigliere forzato di prefettura, lo può dire Giacinto Albini, dicendomi che chi … che se … non accettavo non ero con loro, che non ho voluto fare il consigliere delegato nel mio paese e che il Ministero mi obbligò, dopo sei mesi che passeggiavo Potenza, ad andare ad insediarmi nella prefettura dove fui nominato sottoprefetto, durante il quale tempo fui nominato sindaco di Potenza, carica che non volevo accettare e fui obbligato perché il prefetto andò a Roma a fare forza presso il Ministero per farmi accettare, non dovevo esser insultato, io probo, dalla penna di un ragazzaccio. Intimidita, l’assemblea indugia un quarto d’ora prima degli applausi prolungati.

In realtà è la forza suprema di Roma, la volontà di vivere accortamente nel desiderio del Sovrano, di servire un potere occulto che investe di forza endogena e arrogante gli impulsi e le tensioni che, ieri come oggi, pervadono i Luciano dei lavori forzati nei corridoi e li stringe nella camicia di turno dei votati al potere per il potere. 

Per il ritorno dei tabacchi al monopolio dello Stato: un tantino di tabacco in casa di Gerardo Barbelli gli costa 71 lire di multa. Ad uno ad uno si aprono i mobili della casa, all’occhio indagatore dell’Ufficiale delle guardie doganali.

Un regalo ottenuto da un coltivatore di tabacco delle zone calde, custodito nella segretezza di voluttuosi sogni pomeridiani e nelle spirali della serena pipa.

La cronaca si rivolge al signor Intendente perché piuttosto scopra e punisca chi, contro legge coltiva il tabacco in provincia: «Credevamo di aver acquistato la libertà col sangue e con i sacrifici di tante vittime, ma ci accorgiamo che essa è una spregevole ironia. Un contadino, dunque non è più sicuro né in casa né fuori? Un tantino di tabacco capitatogli per combinazione lo può far soggiacere ad una scena dei tempi della tirannide»

 

La soprano ringrazia

Riceviamo e pubblichiamo con sentito piacere, non senza ammirare la squisita bontà della scrittrice:

Napoli 5 agosto 1883

Egregio Sig. Direttore 

Appena giunta in Napoli, dopo finita la prima stagione del loro simpatico Teatro Stabile, ho creduto debito mio ringraziare tanto il benevolo ed intelligente pubblico Potentino delle sincere manifestazioni di simpatia prodigatemi, quanto Ella per le lusinghiere e ripetute parole, scritte a mia lode, nelle sue periodiche riviste Teatrali. La ringrazio di cuore anche perché, se tali lodi furono superiori al merito, ben sapendo quanto evvi a studiare per raggiungere l’ideale dell’arte, pure mi saranno certo di sprone nel difficile compito dello studio perseverante e continuo, a cui sempre consacro ogni mio debole sforzo. Le sarò grata se vorrà inserire nel suo pregevole giornale queste due righe, e con distinta stima ho l’onore di segnarmi.

Di Lei dev.ma Paolina Marili

 

 

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Sull' Autore

Lucio Tufano

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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