LUCIO TUFANO: GLI ANNI DELLA SCUOLA (4)

0

 

LUCIO TUFANO

Furono anni di conferenze sulla storia e la grandezza di Roma e sulla Magna Grecia del professor Negri e della professoressa Maria Scognamiglio, perfino agli ufficiali del 29° Fanteria, di manifestazioni culturali e cerimonie istituzionali.

Si era soliti premiare gli alunni nell’Aula Magna, con la partecipazione delle autorità e delle famiglie al suono della Marcia Reale e di Giovinezza, spesso eseguite dal Concerto degli Orfani di Guerra, mentre per l’incremento della Cassa Scolastica una fervente attività artistica produceva mostre dell’Alinari, conferenze sui capolavori dell’arte italiana, rappresentazioni di tragedie greche come l’Edipo Re di Sofocle al Teatro Stabile, con gli attori professori e studenti: Nicola Sisto, Cimarrusti, Maffezzoni, Maria Antonucci e Rosa Anna Sambita; con i vestiti preparati dalla signora Emma De Rosa Severini e dalla nobildonna Elvira Ferretti, direttrice del Convitto Femminile “Clotilde di Savoia”.

Le conferenze di Enrico Vita, di Dino Provenzal su Corradino di Svevia e su Farinata degli Uberti, di Padre Semeria, di Federico Gavioli e Sergio De Pilato, di Emilio La Rocca su Ferrante Aporti, di L. C. Maffei su Alessandro Volta, di Magliano sulla cultura degli alberi, di Edoardo Pedio sulla cultura del lavoro; di altri, e le inaugurazioni di ciascun anno scolastico comportavano discorsi e conferenze, quasi tutti con riferimenti al Duce, alla razza “Tu regere imperio populos. Romane memento, pacisque imponere morem. Parcere subiectis et debellare superbos” all’eredità biologica di Roma e alle sue imprese di civiltà.

I premiati erano Angelo Bellezza, Pietro Delli Colli, Michele De Pascale, Giuseppe Mattia (noto attore del cinema degli anni successivi) Alcide Mazziotti, Oreste Onorati, Pasquale Mainenti, Gennaro Eufemia, Sebastiano Mangano e Raffaele Albano.

Vi furono feste del libro e serate di arte e cultura con alunne come Pedio Ada, Marengo Gerardina, Pedio Bianca, Messore Emma, Angiolillo Bice, Indrio Ugo, Gioscia Domenico, Lardo Michele e Onorati Romolo, Triani Antonio, Giocoli Aldo, Cusano Giovanni, Masi Bonaventura, Bisonte Antonio, Pergola Anna, Mona Corrado e Massari Luigi.

Questi sono nomi che non ci riescono del tutto nuovi, così come quelli di Giancarlo Bolis, professore di greco e di latino, uno dei primi caduti nell’ultimo conflitto mondiale, di Ciola Nicola, di Claps Remigio, di De Fino Francesco, di Antonio Erricchetti, di Lauria Stefano Nicola, di Luna Lucia, di Mancinelli Giuseppe, di Mongino Pia, di Pedio Pignatari Anna, Santangelo Pignatari Lidia, Sciaraffia Maria, Zotta Donato, tutti insegnanti del periodo anni trenta.

E poi ancora gli alunni degli anni ’40, nel pieno della loro partecipazione ai fasti imperiali del Fascismo ed alla guerra, quelli del Guf, della prima linea coinvolti nel vortice immane della guerra. Ancora tornano a noi i nomi degli studenti di quegli anni, di Aldo Viola, di Mario Pergola, Irma Benvignati, Titty Bochicchio, Iole Peluso, Delia Suglia, Enrico Maria Ricciuti, Carla Martinelli, Anna Pignatari, Leonida Leone, Edoardo Trillo, Peppino Grezzi, Milly Angrisani, Stefano Iosa,Giandomenico Giagni, Amdeo Di Nuzzo, Giovanni Russo.

 A giugno del 1943 si ottenne la maturità senza l’assillo degli esami. Erano già passati i tedeschi con i mezzi corazzati della divisione “panzer”. Nella villa di Piazza XVIII Agosto trascorrevano i giovani liceali tra attese, giochi al trix sulle panchine di pietra e tentati appuntamenti con domestiche. Gli studenti del “Flacco” avevano esaurito la foga e la baldoria degli anni ruggenti … e, prima di entrare nelle aule per le lezioni toccavano, per scaramanzia i baffi di Umberto I, il busto di bronzo a guardia della scuola. Sulla soglia, per le entrate e le uscite, il noto bidello Marino controllava gli orari, Tonino e Michele Mattia, Lello Marchesiello, Luigi Bonifacio, Michelino Bozza, Tonino Rotunno ed altri avevano già alcuni professori che anche noi avremmo poi conosciuti dal preside Lauria, al professor Calvello, di matematica e fisica, a Lichinchi, di greco e latino, a Cameriero e Lazzario, di lettere.

È qui che si coagula tutta la vicenda di noi e del nostro liceo Quinto Orazio Flacco.  In una sollecita ed intima ammissione, in un bilancio di quanto si è fatto, di ciò che non si è riusciti a fare, vi è certo la inconfessabile indulgenza verso se stessi e verso i professori e la società, di generazioni che avevano i loro programmi di studio, di affrontare ancora una ulteriore fatica, una più severa disciplina, l’abnegazione e spesso il sacrificio.

Vi furono tutti quelli che sostennero il grave fardello del dopoguerra, ai quali gli anni ’50 contribuirono a dare il senso della ricostruzione e della rinascita.

Il fascino di Afrodite, gli amori di Zeus e l’orrore delle Gorgoni, le tre sorelle alate anguicrinite ed il greco e il latino, zoccolo duro della cultura, il cristianesimo che si rifà alla storia della filosofia con i presocratici, i sofisti, Platone, Aristotile, con la Scolastica e la Patristica e la concezione della psiche umana che trova i suoi modelli nella leggenda greca: Edipo, Elettra, le Baccanti, davano ragione ai nostri insegnanti di insistere sui classici, di crearci incontri interessanti con i grandi spiriti dell’antichità.

Ci affascinava quella continua, sterminata, ingannatrice crudeltà di dei e uomini, infedeli, stupratori, assassini che erano eroi e divinità, protagonisti del Mito.

Plutone con Proserpina, Giove con Pasiphae. Eppure inconsciamente, studiando le vicende, avevamo ben capito come anche quella fosse una favola. Ma se rileggiamo “All’amica risanata” e “A Luigia Pallavicini caduta da cavallo”, “A Zante” ed i “Sepolcri”, ci accorgiamo che vi è tutto un tripudio di ègide e di Elicone, fra “scalpelli achei” e “candidi coturni”, facile bisso e ambrosia e nettare, Artemidi ed archi cidonii, Arcadie e Parnasi …

E così il nostro viaggio, nel sogno iniziato al liceo, continua e non si spegne, senza morire.

Studenti frequentanti la III A – anno 1932

Ma in quegli anni ’50, nel chiuso delle aule dai banchi vecchi e corrosi, ove l’odore e la luce dell’incipiente estate ci distraeva dalle lezioni, e la presenza delle compagne più belle ci avvinceva, in quegli anni si completava la nostra formazione.

Il biondo Tramice, il saggio Franculli, il latinista Tramutoli, la professoressa Falciola, i professori Caricasole, Tomasillo, Mazzarella, Caruso, Calvello, il preside Lauria, che con le lenti sul naso ci veniva a leggere gli esiti degli scrutini commiserandoci per quelli più scarsi e tanti altri, come la Dora Naglia, e la signora Abruzzese, la Capoluongo, la Nigro, il prof. Marinaro, don Errichetti e don Michele Rotunno, hanno riempito le nostre impazienti aspettative di liberazione, inconsapevoli di quanto, ancora più difficile, ci aspettava, più gravoso del timore di venire chiamati a conferire. Il tutto meno spensierato e meno esilarante di un bacio, finalmente strappato, alla ritrosa compagna del primo banco.

FOTO DI COPERTINA :Studenti della classe III B

Condividi

Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento