Mentre il centrosinistra cerca di assicurarsi l’unità sindacale intorno al tema dell’autonomia differenziata e della difesa del Sud, il mondo sindacale lucano non offre il massimo di compattezza rispetto allo scenario regionale : da un lato c’è chi attacca a testa bassa l’assessore Leone e i vertici aziendali per una conduzione degli ospedali e dei servizi che è peggiorativa rispetto al passato , dall’altro c’è chi plaude all’intento manifestato dallo stesso Assessore Leone di coinvolgere i Sindacati rispetto alle tematiche sociosanitarie. Cosa ovvia se non fosse che in questo momento storico, l’ovvio appare poco popolare e incapace di sortire effetti speciali. Può essere considerata una posizione tattica,di mediazione, quella offerta da Gambardella ,dopo che un altro sindacato ha fatto fuoco e fiamme sulla conduzione delle strutture sanitarie in Basilicata, chiamando direttamente in causa l’Assessore, ma può anche avere un altro significato più ambiguo e meno chiaro, di uno che si vuole smarcare rispetto ad una posizione che non condivide. Il fatto di per sé non deve scandalizzare, perchè da sempre le tre sigle più importanti ostentano ,o fingono, unità e da sotto lavorano a fregarsi l’un l’altro. Ma è che questa fuga in avanti si manifesta a pochi giorni dalla chiusura di un documento unitario programmatico ( che sarà presentato probabilmente a fine mese) nel quale i sindacati regionali pongono problemi e avanzano proposte in molti campi, a cominciare dal petrolio e a finire alla sanità. In questo senso , l’iniziativa della Cisl ha suscitato la sgradevole impressione di uno che consegna per primo il compitino alla maestra. In verità, chi conosce la storia del sindacalismo italiano, non deve certo meravigliarsi della posizione cislina, storica cinghia di trasmissione della Dc e da sempre vicino ai moderati, molto attiva nel pubblico impiego e nei servizi e meno attrattiva nei posti dove si lavora duro. Così come , di conseguenza, è perfettamente spiegabile il tentativo di Gambardella di farsi interlocutore privilegiato in un quadro politico di centro destra. Il tema vero che si affaccia all’attenzione degli osservatori politici è se c’è qualcuno che, da sopra, da sotto, da destra o da sinistra, sta coltivando la riserva mentale di una strategia volta a disunire i Sindacati in un momento delicato nel quale non si sa più chi è dalla parte dei lucani e chi no. Le cronache di questi anni ci hanno insegnato che tra false opposizioni, finti litigi e piedini sotto il tavolo, il potere si è mosso con disinvoltura , arrivando lì dove intendeva arrivare, per cui è legittima la preoccupazione di dover almeno riconoscere chi difende i lucani da chi li offende. Rocco Rosa
L’UNITA’ SINDACALE E LE FUGHE IN AVANTI
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