MA CHE VUOLE RENZI?

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Che vuole Renzi? Qualche tempo fa la domanda sembrava pertinente, oggi è diventata desueta, perchè ogni giorno vuole una cosa e ogni giorno si agita per qualcosa che non ha, che tradotto sul terreno psicoanalitico significa per quello che non è o non è più. Dopo la breve esultanza per aver salvato l’Italia da Salvini, adesso la vuole salvare da Conti, facendo cadere quel Governo che era il vanto del suo machiavellico cervello. Solo che , dagli oggi e dagli domani, nessuno gli crede più e qualcuno si è messo in testa di vedergli le carte, accettando la sfida del suo continuo alzare la posta fino allo scontro finale. L’uomo  è un giocatore d’azzardo e per una volta che ha sbancato  il casinò  europeo di Bruxelles si crede invincibile, nonostante sia ridotto alle pezze . Oggi, con una pattuglia di 40 parlamentari, pesa quando Calenda pesa più o meno da solo. E sì che ci sono, in quei deputati che l’hanno seguito, figure di primo piano, persone validissime e che hanno ancora molto da dare in termini di capacità di lavoro nelle massime Istituzioni elettive. Ed è ad alcune di queste persone che vorrei rivolgermi per tentare di capire se sono io che sbaglio, se è l’opinione che raccolgo io che è sbagliata, o se invece c’è qualcosa in Renzi che sta sfuggendo alla pubblica percezione, forse travolta da quell’avventurismo che copre anche le cose buone che dice e che rende tutto poco credibile ed affidabile. Sul recovery plan può avere anche un po’ di ragione sul fatto che manca una visione d’insieme, e che non è giusto affidarne la gestione a tecnocrati esterni, che è la solita storia di scorciatoie per non affrontare la vera questione che è l’ammodernamento della pubblica amministrazione ,con nuove tecnologie, nuove regole  e nuove risorse professionali. Ma  quando si vestono queste ragioni con toni apocalittici,  con sfide all’ok corral, facendo trapelare sui giornali  che Draghi è dietro l’angolo,  che è pronta una maggioranza alternativa , allora il senso delle richieste perde d’importanza rispetto alla tattica politica e si innesca un meccanismo che è perverso, come un giro di poker in cui ognuno gioca al bluff vincente. Ma, al di là della vicenda che sta determinando forse lo strappo finale, la domanda che vorrei rivolgere, come opinione pubblica, a persone della sua componente, De Filippo, Bellanova, Rosati, tanto per citare i più autorevoli è la seguente: ci fate capire se in questo comportamento c’è un disegno, una strategia, una visione , che magari sconta anche la momentanea perdita di consensi o se è invece è uno che si è perso in quei labirinti da giornale enigmistico e non riesce a trovare la via di uscita? E dove sarebbe questa uscita? A destra, dove il suo cuore lo vorrebbe portare, gli hanno chiuso la porta in faccia sia Salvini, che è poca cosa, sia Berlusconi che era la grande speranza di matrimonio, con tanto di patrimonio politico da ereditare. A sinistra non ne parliamo, che non vedono l’ora di andare a votare solo per vederlo sparire, all’insegna del muoia Sansone con tutti i filistei.  Al centro ci sarebbe da rifare la margherita, un raggruppamento moderato , cattolico e riformista , ma ci vorrebbe un’altra faccia, una persona come Gentiloni, o la stessa Boschi, che porti il volto sereno e determinato di una componente che chiede concretezza e assicura stabilità e coesione, come per decenni ha fatto la democrazia cristiana. Anche perchè il Pd di Zingaretti viene percepito come una continuazione della sinistra di potere, quella che guarda al modello emiliano e alla grande industria del Nord e che blandisce le insoddisfazioni dell’elettorato , stanco di gestioni che hanno ingrassato i privati e depauperato il pubblico.   Ci sarebbe da lavorare, in Italia Viva, se solo si capisse che la prima pietra di quest’opera  deve servire a seppellire un personaggio che ha vinto una battaglia ed ha perso la guerra. Forse per questo pensano alla Nato, il posto giusto per uno che ad ogni spiffero dichiara guerra. Roba da fine del mondo! Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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