MAGGIORANZA COL MAL DI FEGATO

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C’è un rumore di fondo che sale dal palcoscenico della politica regionale ed è dato dalla preoccupazione delle forze politiche di presentasi all’elettorato come forze non decidenti, nel senso che il centro decisionale non è più sul territorio ma a Roma. Per cui c’è il rischio che in Comuni anche grandi ( e le prossime amministrative non sono una sciocchezza dal punto di vista elettorale) possano giocarsi non su centrodestra e centrosinistra ma su Bardi si o Bardi no. Nel senso che si fa largo nell’opinione pubblica il fatto che questa maggioranza è rimasta sostanzialmente fuori dai circuiti decisionali veri, per cui niente è scontato, né sulle postazioni,né sulle deleghe, nemmeno sui patti che sono stati fatti all’inizio.  L’accelerazione di questo processo di spostamento del baricentro decisionale molti lo collocano negli accordi romani che prevederebbero un consenso alla candidatura del Governatore Bardi in Campania, con il beneplacito della Giorgia nazionale,  candidata a diventare la Thatcher italiana , ma sicuramente in grado di decidere il cuore delle candidature nelle Regioni più grandi. Questo da una parte ha di fatto cambiato gli equilibri in regione, rendendo co-protagonisti quelli che erano i protagonisti assoluti all’inizio della Fiera ( Lega ) e annullando fino allo zero l’apporto che le forze minori hanno portato alla vittoria dello stesso Bardi, a  cominciare da Idea i cui voti hanno concorso in maniera determinante all’esito elettorale. Ora la situazione è più o meno questa: che Bardi ha modellato il suo reggimento in funzione di un direttorio di vertice sotto il proprio comando unico; che le forze politiche locali per sapere le intenzioni del Presidente debbono chiedere informazioni a Roma, che intanto la faccia alle prossime amministrative non la mette Roma ma la mettono i vari Pepe, Benedetto, Piro, Vizziello e via dicendo. E’ evidente che a tirare la corda non conviene a nessuno, tantomeno a Bardi. Già in questi giorni si sono alzati ammonimenti autorevoli a considerare l’alleanza regionale come un referente obbligato per molte delle scelte, almeno quelle che non riguardano i grandi fatti nazionali ma il potere locale e territoriale. Fare la lista a Pisticci e non chiamare il Benedetto di turno a dare una mano, significa un atto di auto castrazione, così come andare per campagna elettorale nel materano senza la convinta partecipazione dei Flli d’Italia, quelli vecchi e quelli di recente arrivo, significa non entusiasmare l’elettorato. E dunque ci sono dei costi che si pagano cash e con moneta locale, che Bardi non può bypassare con futuri pagherò. Queste amministrative arrivano per un chiarimento che molti hanno sussurrato, alcuni invocato e altri posto come condizione. Se Nicola Benedetto arriva a dire: fatemi sapere che cosa rappresento per voi, se sono un alleato oppure un benefattore trovato per strada, allora questo politicamente vorrà dire qualcosa in linguaggio politico che in questo caso supera gli elementi dialettici normali per diventare un bivio obbligato. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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