Maggiorenti e proconsoli

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by Dino De Angelis

A volte ci sono parole che esercitano su di noi una specie di richiamo nascosto. Da qualche giorno mi frulla in mente la parola: maggiorenti. Ne colgo il significato nella sua globalità, ma preferisco andare a cercare una definizione maggiormente azzeccata. Eccola: il maggiorente è quella persona di maggiore autorità, di maggior riguardo, nell’ambito di una città, di un luogo determinato. Mi pare calzante.

Naturale che scatti immediatamente la domanda: chi sono i maggiorenti della città? Coloro che detengono sulle loro spalle il peso delle scelte più importanti, delle decisioni più importanti della collettività? Si potrebbe pensare: le alte cariche. I vescovi, i politici, gli funzionari dell’esercito, i magistrati. Insomma persone che si vedono, che fanno le interviste, che si espongono. Ma non mi convince questa risposta. Se fosse così semplice non saremmo ridotti come siamo. Sento parlare di quote, di luogotenenti, di proconsoli. I proconsoli, nell’età romana, erano degli uomini di fiducia incaricati di governare una provincia lontana dalla capitale. Quanta similitudine con i tempi di oggi in questa parola . Passano i millenni ma il proconsolato è sempre attuale.

Roma capitale nomina nella remota Potenza i proconsoli di sua fiducia, trattando i cittadini sudditi come incapaci di intendere e di volere, se ne sbatte delle libere elezioni e nomina suoi emissari per governare il popolo bue. Cari maggiorenti romani, ma prima di fare le vostre scelte, vi sincerate della qualità dei proconsoli che mandate a governare una provincia che si trova sull’orlo della paralisi economica e sociale? Avete presente il quadro generale che si respira in questo angolo remoto dell’impero?  Conoscete le capacità degli uomini che avete individuato per affrontare e  risolvere una serie infinita di problemi dai quali la città è attanagliata oppure, ancora una volta, ve ne infischiate di risolvere i problemi e i vostri luogotenenti sono degli “yes men” capaci solo di rispondere “obbedisco” al vostro diktat che viene da lontano e che forse ha dimenticato il sapore dell’aria che tira da queste parti?

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