Unica grotta turistica in Basilicata
La grotta delle Meraviglie di Maratea è in località San Giuseppe a Marina di Maratea. Il suo ingresso è a 76 mt s.l.m. Facile raggiungerla in auto perché l’ingresso è lungo la Strada Statale S.S. 18 TIRRENA INFERIORE. (Un cartello ne indica la presenza subito dopo il bivio per le spiagge di macarro, andando da Maratea verso Praia.)
numerosi cartelli ne indicano la presenza. La grotta è impostata lungo una frattura della roccia, in gergo detta faglia. L’acqua, sfruttando fenomeni fisici e chimici, ha eroso la roccia allargando sempre di più la frattura iniziale. Una volta creatasi la cavità è iniziato un altro processo, inverso al precedente, quello di deposizione di carbonato di calcio sotto forma di piccolissime particelle sulla volta e sul pavimento. Fenomeno attualmente ancora in atto che ha formato numerose concrezioni: le stalattiti e le stalagmiti. La Grotta di Marina di Maratea fu scoperta nel 1929 nel corso dei lavori per la costruzione della S.S. 18 TIRRENA INFERIORE. Come si racconta, fu grande lo stupore degli operai che si accorsero della presenza di una cavità estremamente ricca di concrezioni. Le autorità locali, avvisate, provvidero a salvaguardare l’ambiente ipogeo da eventuali predatori. Solo successivamente, al momento di completare il manto stradale, si pensò di creare, proprio sotto la strada, un accesso all’ipogeo. Una prima sistemazione, per renderla accessibile al pubblico, fu eseguita solamente qualche anno dopo. Gli speleologi dell’epoca la inserirono nell’elenco catastale del Regio Catasto delle Grotte d’Italia, in quegli anni curato dal prof. Franco Anelli direttore delle Grotte di Postumia e le venne assegnata la sigla catastale B 01. La grotta è citata in numerose pubblicazioni speleologiche ed in libri e guide turistiche.
Per molti anni la visita alla cavità è stata gestita dallo Stato. Lo stradino dell’ANAS conservava le chiavi del cancello di accesso.
Dopo diversi anni la gestione della cavità è stata affidata all’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Maratea, che negli anni ne ha pubblicizzato l’esistenza organizzando l’apertura continuativa nei mesi estivi e predisponendo apposite guide per accompagnare i visitatori al suo interno. Ulteriori ristrutturazioni, anche all’impianto di illuminazione sono stati eseguiti sempre nel rispetto del microambiente interno. L’ultimo è stato appena concluso con l’intervento economico del Comune di Maratea. Nel corso degli anni la grotta è stata oggetto di studio da parte degli speleologi del Catasto Speleologico di Basilicata. La grotta rimane aperta nel periodo estivo per circa otto ore al giorno, mentre nel periodo invernale la si potrà visitare solo su appuntamento contattando per tempo il Comune di Maratea.
La Grotta delle Meraviglie ha una estensione totale di circa 90 metri (è la grotta turistica più piccola dell’intero territorio nazionale) con un dislivello negativo rispetto all’ingresso di circa 8 metri. Per consentirne una facile visita è stata edificata, al suo interno, una comoda scala che porta al fondo dell’ipogeo. La grotta è costituita da una unica sala che misura circa 70 metri di lunghezza e 20 di larghezza con una altezza media di circa 6-8 metri. Alcuni piccoli cunicoli si dipartono da questa ma sono di scarso interesse e lunghi appena qualche metro. Attraversata la parte artificiale ci si trova immersi immediatamente nella maestosità delle concrezioni poste sulla sinistra. Colonne e coltri stalagmitiche fanno da cornice alla visione che da questo punto si ha dell’unica sala della Grotta delle Meraviglie. Si scende lungo i gradini artificiali scavati nella roccia, giungendo sul fondo della sala: colonne, stalagmiti, stalattiti di grosse dimensioni abbelliscono, unitamente ai drappeggi di calcite, ogni angolo della grotta facendo meritare alla sala il nome assegnatole da Franco Anelli: Grotta delle Meraviglie.
Poi, alzando gli occhi, è facile notare la nutrita presenza di filiformi stalattiti che vengono detti, in gergo speleologico, spaghetti. Sono concrezioni delicatissime: a volte bastano le sole onde sonore emesse da un qualsiasi rumore per spezzarle.
E fra queste la presenza di alcune elictiti, ovvero di stalattiti eccentriche, che crescono senza rispettare le leggi della fisica: per gravitazione le stalattiti tendono ad allungarsi sempre verso il basso. Non in tutte le grotte tale fenomeno si verifica. Il pavimento della grotta è ricoperto da stalagmiti, da coltri di calcite che proprio sul fondo della sala, sono ricoperte da migliaia di microvaschette: si tratta di tanti minuscoli (dell’ordine
di qualche centimetro i più grandi) laghetti. Interessante in questa zona anche il luccichio dei cristalli di calcite. L’illuminazione interna, opportunamente soffusa per evitare la formazione di muschi sulle concrezioni, rende maggiormente fantascientifica ogni visione o ombra proiettata dalle concrezioni sulle pareti della grotta. Un gruppo di piccole stalagmiti poste in un anfratto della sala vengono definite “I pastori del Presepe” dalle guide turistiche. Per uscire bisogna ripercorrere la solita strada e risalire le scale, uscendo bisogna fermarsi a guardare dietro: solo così, una volta che già si è ammirata la bellezza della grotta, si potrà capire la maestosità delle colonne presenti sul lato sinistro: un vero spettacolo di forme e di luci, di riflessi e di luccichii. La finestra artificiale posta sulla strada consente il passaggio dei raggi solari che illuminano direttamente le concrezioni poste in cima alle scale: su queste è facile vedere delle macchie scure, si tratta di muschi che crescono proprio perché sfruttano le caratteristiche meteorologiche della grotta e la luce proveniente dall’esterno: umidità, calore e luce ne consentono la crescita.
E’ reperibile a Trecchina ed a Maratea (edicole locali) la guida La Grotta delle Meraviglie (Coscile E.).
Per maggiori informazioni contattare Catasto Grotte ed Aree Carsiche della Basilicata catastogrottebasilicata@gmail.com



