Matera 2019. Tutto è bene quel che inizia bene

0

La cerimonia di apertura della manifestazione dedicata alla prima giornata da Capitale Europea della Cultura, ha rispettato le attese della vigilia.

Il grande giorno è iniziato con la cerimonia inaugurale a Cava del Sole . La presenza di autorità politiche, religiose e civili, sono il segno che Matera è riconosciuta a pieno titolo per quello che esprime. L’intervento del presidente Giuseppe Conte, applaudito circa 30 volte nell’arco del suo intervento, specie quando ha parlato da uomo del sud rivendicando il ruolo che il sud deve continuare ad averte testimoniare le proprie qualità e, se possibile, essere faro guida per il resto del paese.

Tra gli ospiti il prof. Vittorio Sgarbi, cui , nonostante fosse stato negato il permesso di esporre la sua mostra sul Rinascimento meridionale Venezia-Matera, ha voluto essere presente. Presente anche il commissario europeo della cultura, per la prima volta a Matera. Il presidente della RAI, Foa, e tutti i sindaci della provincia di Matera e Potenza, i neo eletti presidenti e la facente funzioni da presidente, assessore Flavia Franconi che, dal palco riservato alle autorità ha rappresentato la regione Basilicata e il presidente Pittella.

In platea, tanti uomini delle istituzioni e pochi cittadini che, evidentemente, sono riusciti ad accreditarsi, in rappresentanza di quei cittadini che lo stesso Paolo Verri, nel suo intervento, ha citato più volte come i protagonisti assoluti della vittoria e del cammino della città durante l’anno da capitale.

Lo spazio allestito alla Cava del Sole è stato per tutto il giorno blindato da un corpo di sicurezza di tutto rispetto, isolato dall’esterno e inaccessibile. Nonostante tutto, la bellezza di questo luogo ha brillato per tutta la mattinata, baciato da un sole insolito che ha riscaldato gli ospiti. Un luogo che, da discarica qual era, si è trasformato in questa occasione in palcoscenico d’Europa, simbolo della città che si trasforma proiettandosi in una dimensione nazionale, ma anche europea, provando a dettare i tempi e le condizioni per un riscatto generale del sud e, se possibile, dell’Italia tutta. Così ha auspicato il presidente Giuseppe Conte nel suo intervento più volte interrotto da applausi scoscianti e convinti, specie nei passaggi che rimarcavano l’impego che lo stesso presidente ha garantito essere in dirittura di arrivo anticipando “specifiche azioni rivolte a sostenere i territori con contratti di sviluppo. Uno di questi dedicato esclusivamente alla Basilicata. nonché alle politiche attive di sostegno, la dove il disagio sociale ha prodotto sfiducia e rassegnazione.” Il presidente Conte, più volte ha rimarcato nel suo intervento l’importanza che l’anno da capitale europea per Matera avrà per tutto il mezzogiorno, “per accrescere la consapevolezza delle risorse che possono essere sprigionate per il futuro”. “Partiranno cabine di regie e strutture tecniche per programmare, progettare e realizzare opere e investimenti per un grande piano di sicurezza del territorio”. “Un progetto di ammodernamento di un sistema infrastrutturale che possa recuperare in fretta il gap che divide Matera dal resto del paese, separati da un sistema ferroviario che non può esser più sostenibile. Arrivare a Matera è un’intrapresa non degna di un paese civile”.

Un passaggio applaudito timidamente, però, è stato quello in cui il presidente Conte ha affidato ai presenti la sfida da cogliere, dicendo che “occorre riscoprire ciò che siamo e, tutti insieme, con calore ed energia, progettare per diventare cosa vogliamo essere da domani”.

Un passaggio che è stato ripreso dal direttore generale della Fondazione Matera Basilicata Matera 2019, Paolo Verri, vero mattatore della mattinata che, senza mezzi termini e giri di parole, ha rimarcato come “sia meglio lavorare che lamentarsi e come una nuova società sia possibile da progettare e costruire dimenticando la Basilicata di Carlo Levi per sposare la Matera del Futuro”

Una città, un territorio e una regione che deve dimenticare di essere stata per anni la Cenerentola del paese.

Speriamo solo che questa trasformazione da Cenerentola a Principessa non duri il tempo di un ballo e di qualche manifestazione festosa per poi ritornare a essere quello che era, allo scadere della mezzanotte, quando le luci della scena si spegneranno.

Giuseppe Digilio

Condividi

Sull' Autore

Giuseppe Digilio

Lascia un Commento