“Contemporanea” l’invisibilità imposta alle donne artiste in Basilicata

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teri volini

 

Quella della donna è stata nei tempi storici una storia oscura: silente nella sua quotidianità o ridotta al silenzio, messa in difficoltà, o comunque non favorita dalla cultura dominante, quando cercava di emergere, di esprimersi, di mettere in luce le sue qualità, le sue capacità, di chiedere dei diritti e il loro rispetto. E spesso tocca parlare ancora al presente…

Fa testo, in questa accorata riflessione della scrittrice Angela Bianchini, la composizione tutta al maschile di una mostra istituzionale presentata a Potenza (Museo provinciale, 15 dicembre).  Sono 32 i designati a rappresentare l’arte lucana nell’esposizione che dovrebbe passare in marzo a Matera, tra gli eventi per il 2019.

Una selezione mutilata

Già a prima vista la scelta appare di stampo ottocentesco la discriminazione femminile era la norma, e fino al secolo XIX austeri critici, tronfi del potere loro conferito dalla cultura dominante, decretavano tranquillamente l’esclusione femminile nell’arte, come negli altri campi, sociale, culturale etc.
Molte donne eccellenti hanno dovuto far ricorso al nome di mariti, fratelli, amanti, protettori, mecenati, per pubblicare i loro scritti o esporre, e comunque le donne riuscivano ad emergere se sostenute da famiglie nobili,  parenti facoltosi e comprensivi o amici potenti.
Nel caso presente, attivato nel 18° anno del 3° millennio, a rendere ancora più sconcertante la prevaricazione della mostra e più insensata la “contemporaneità” proclamata nel titolo, è che l’incaricata della lacunosa selezione – tanto più sconveniente in una manifestazione pubblica istituzionale – sia stata una donna.

Le androdonne

Ne conseguono dolorose riflessioni sull‘attualità del sistema patriarcale e sulla persistenza dell’equivoco che di esso facciano parte solo uomini, mentre tanti sono quelli che se ne allontanano, sempre più consapevoli dei danni che quel modo di pensare e agire ha prodotto nei secoli alla società; mentre, paradossalmente, molte donne ne sono fiancheggiatrici e attrici.

Si tratta delle androdonne, epigoni del sistema maschilista, di questo sostenitrici e da quello sostenute, con sostegni e posti di potere, seppure piccolo, seppure surrogato, che comunque spesso e volentieri usano contro le altre donne, specie quelle integre e di valore, quelle che restano al di fuori di quei sistemi.

L’aggravante è che quanto avveniva nei tempi storici per necessità, per timore, per bisogno, oggi accade per ambizione e simili, e che  l’appoggio delle donne al sistema patriarcale rappresenta una delle cause della persistenza del sistema stesso ed è d’impedimento alla crescita della società civile.

prof.ssa Teri Volini, artista, operatrice culturale
Presidente del Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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