
Fin dalle prime ore del conflitto in Ucraina, il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza di Basilicata ha iniziato ad elaborare un piano per fronteggiare la nuova emergenza riguardante i profughi. Ha costituito, infatti, una Rete regionale di solidarietà per rendere più efficace la spontanea generosità dei Lucani nei riguardi dei profughi dell’Ucraina.
La rete è formata dall’Ufficio del Garante, dall’Anci, dai Sindaci di comuni lucani in provincia di Potenza e Matera, da molte associazioni lucane di volontari di Basilicata. E’ stata inoltre formalizzata la richiesta al Garante Nazionale di interessare il Governo circa la revisione dello stato dei permessi di soggiorno, evidenziando la necessità di allungamento dei termini previsti attualmente dalla legge, domanda accolta e che prorogherà il soggiorno da tre mesi ad un anno.
Molte le famiglie lucane, al momento più di 400, che hanno espresso disponibilità all’ospitalità per garantire quel calore umano quanto più necessario in questo momento di estrema difficoltà delle donne e dei bambini in fuga dalla guerra, che andrebbero a supportare i centri di accoglienza già pronti a ospitare i profughi in arrivo nei prossimi giorni.
Serve dunque un cambiamento di paradigma, che si stacchi dalla visione univoca dell’accoglienza condotta esclusivamente attraverso gli istituti, e che amplifichi invece la sua veduta, spaziando sulle iniziative offerte dalla bontà e dalla disponibilità dei cittadini, che nonostante il gravoso periodo pandemico appena passato, non hanno fatto mancare dimostrazioni della generosità che ci contraddistingue come popolo italiano.
Si registrano infatti molte iniziative di solidarietà: da parte dei singoli cittadini nel mettere a disposizione le proprie dimore non abitate, da parte dei comuni ad offrire stabilimenti pubblici per accogliere i profughi, e da parte di molte associazioni al supporto emotivo e pratico di queste persone e chi li ospiterà. Anche con una formazione più appropriata per le famiglie ospitanti.
Servono infatti strumenti, e di questo è stato interessato anche il Presidente Bardi, per agevolare la comunicazione dei nuovi profughi con la popolazione, al fine di evitare l’isolamento e, ancor di più, una pericolosa ghettizzazione di questi ultimi. Oltre ad un reclutamento di interpreti e mediatori culturali, è necessario approntare tablet o smartphone con le applicazioni di traduzione simultanea per facilitare uno scambio dialogico tra i rifugiati e le persone con cui dovranno interagire.
Per i bambini più piccoli si potrebbero pensare a usare anche “app” basate sull’uso delle immagini. Bisogna imparare a pensare in termini più umani, più caldi, più vicini alle persone. Non dimentichiamoci che chi scappa dalla guerra ha perso tutto in poco tempo.
L’accoglienza di cittadini ucraini, soprattutto donne e bambini, in fuga dagli eventi bellici è stata esaminata ieri nel corso di una riunione del Consiglio Territoriale dell’Immigrazione, presieduto dal Prefetto di Matera, dott. Sante Copponi.
All’incontro hanno partecipato: il Presidente Regionale dell’ANCI, dott. Andrea Bernardo; i Sindaci dei Comuni della provincia; il Questore, il Comandante dei Carabinieri ed il comandante della Guardia di Finanza; il Direttore della Caritas diocesana; i responsabili delle Associazioni datoriali e delle OO.SS.; i rappresentanti delle Associazioni del Terzo Settore impegnate nell’accoglienza ai migranti; i Responsabili dei Centri di Accoglienza dei richiedenti Asilo attivi in questa Provincia.
In apertura dei lavori il Prefetto ha informato i presenti delle indicazioni fornite dal Ministero dell’Interno con una recente circolare, sulle modalità della accoglienza stessa che sarà declinata con un incremento di posti nell’ambito del sistema di Accoglienza e Integrazione, gestito dal Ministero stesso attraverso i Comuni, o attraverso l’ampliamento dei C.A.S. già operanti in provincia o, ancora, attraverso accordi di collaborazione da sottoscrivere con i comuni, al fine di affidare agli stessi la gestione dell’accoglienza, con le modalità già attuate in questa provincia per l’accoglienza degli afghani.
Sotto questo ultimo profilo si è registrata un’ampia adesione dei Sindaci, alcuni dei quali si sono dichiarati già pronti ad accogliere i cittadini ucraini. Anche la raccolta di beni, spontaneamente partita e proliferata in tutti i territori, ha mostrato la grande generosità di queste popolazioni.
Il Prefetto, in conclusione, si è riservato di fornire, ad horas, ogni utile aggiornamento su questa complessa emergenza umanitaria.
Anche Matera, Città della Pace, accogliente e inclusiva intende fare la propria parte.
La città dei Sassi in questi giorni è stata avvolta dal desiderio di solidarietà di molti cittadini che si sono offerti di donare beni al popolo ucraino. Poche ore fa in prefettura l’amministrazione comunale, con a capo il Sindaco Domenico Bennardi, si è resa disponibile nell’accogliere i profughi al pari di altri sindaci della Provincia.
Ai tanti cittadini generosi che si stanno interessando su come aiutare: ad oggi sono richiesti soprattutto farmaci, presidi medico-chirurgici e risorse finanziarie per sostenere il lavoro che le principali organizzazioni umanitarie, con loro migliaia di volontari, stanno già svolgendo ai confini dell’Ucraina e all’interno del Paese.
Per questo, insieme a tutti i Comuni italiani, anche la città dei Sassi ha aderito alla campagna di raccolta fondi di CRI, Unicef e UNHCR sostenuta da Rai per il sociale. I fondi raccolti saranno destinati a fornire alle famiglie ucraine protezione, rifugi, coperte, cure mediche, acqua potabile, kit per l’igiene personale e supporto psicologico.