MATERA E IL “PATTO PER I BENI COMUNI”

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Intervista a Francesco Salvatore capogruppo M5S in Consiglio Comunale della Città di Matera

LIDIA LAVECCHIA

Come e quando nasce l’idea del Patto per i Beni Comuni Urbani?

“L’idea nasce dall’associazione culturale Matera 2019 come progetto di Legacy della capitale europea della Cultura, oggi animato dalla piattaforma “Care for”, che comprende circa 30 organizzazioni formate da cittadini che stanno continuando a spingere sulla necessità di adottare questo piano. Il percorso in commissione è appena cominciato, ci vorranno almeno un altro paio di commissioni per entrare nel merito dei singoli articoli e quindi per gli adeguamenti, anche perché la bozza è stata completata  a Marzo 2017 quindi qualche aggiusto nel frattempo è necessario.”

Martedì 15 giugno c’è stata una nuova convocazione delle commissioni congiunte cultura, bilancio e patrimonio, per portare avanti l’iter di licenziamento della bozza di regolamento per la gestione condivisa e la partecipazione attiva dei cittadini alla gestione dei beni comuni, con l’audizione della piattaforma “Care for”.

La piattaforma comprende una trentina di organizzazioni che continuano a lavorare sul territorio, per favorire l’adozione di questo regolamento, poiché è sentimento comune che le associazioni, i singoli cittadini, gruppi non associati e aziende private possano voler partecipare attivamente alla gestione della cosa pubblica.

“A candidatura ultimata di Matera Capitale Europea della Cultura 2019,” continua Salvatore, “si è dovuto scegliere se chiudere questa avventura e lasciarla nei ricordi, o ampliare l’oggetto sociale individuando un progetto con le caratteristiche per prendersi cura della città dopo il 2019. Si tratta infatti di portare a termine l’adozione da parte del Comune di Matera del regolamento per i beni comuni che dal 2016 fino a marzo 2017 ha visto numerosi tavoli interistituzionali convocati dall’amministrazione comunale e moderati dall’associazione Matera 2019, includendo la partecipazione delle maggiori amministrazioni pubbliche come Provincia, Regione, Fondazione Matera 2019, Camera di Commercio, associazioni di categoria, associazioni che rappresentano la cultura, il volontariato.”

Un dibattito partecipato dunque che dura da un anno e mezzo. La bozza di regolamento è giunta in commissione patrimonio in più di un’occasione, e trova finalmente riscontro all’interno del programma del Sindaco Bennardi. Entrando nel merito, il regolamento dei Beni Comuni va oltre quella che è la normale visione dell’affidamento di un bene pubblico a un privato cittadino o ad una associazione, perché cambia sostanzialmente il paradigma: oggi se un cittadino vuole prendere in custodia un bene pubblico deve sottoscrivere con il comune un contratto di affidamento o un protocollo d’intesa che diventa esclusivo, perché il contratto è per definizione esclusivo, firmato dalle parti.

Si passa, dunque, dal contratto al patto di collaborazione, che per definizione è aperto ed inclusivo rispetto al contratto, in quanto il comune chiama dei soggetti esterni a partecipare alla gestione di questo bene. Che si tratti di rigenerazione, ristrutturazione, riqualificazione dei beni comuni materiali ed immateriali, mobili e immobili, il Comune ne resta sempre primo titolare e tutti quelli che partecipano al patto ne diventano “collaboratori”.

“L’amministrazione” sottolinea Salvatore, “puó proporre la sottoscrizione di un patto attraverso una open call, un bando, una partecipazione aperta anche ai privati cittadini, associazioni o imprese. Con il patto di collaborazione il bene è sempre libero e deve essere fruibile ed accessibile a tutti, anche dopo che è stato sottoscritto. Nel caso in cui dovessero arrivare delle ulteriori proposte migliorative del patto in oggetto, queste possono essere inserite in qualsiasi momento e quindi il cambio di passo sta proprio in questo: il bene pubblico che viene messo a disposizione della città, di chi vuole partecipare alla gestione senza che il comune si sottragga alle proprie responsabilità amministrative e gestionali di controllo.”

Qual è dunque l’utilità per i cittadini di questo patto con le Istituzioni?

“L’utilità in sostanza si traduce in un accesso regolamentato dei cittadini alla gestione della cosa pubblica e questo è anche in linea con quanto sancito dall’ultimo comma dell’articolo 118 della Costituzione, che parla della sussidiarietà orizzontale, lì dove va a descrivere le modalità secondo cui la pubblica amministrazione deve favorire la partecipazione dei cittadini singoli o associati alla gestione della cosa pubblica. Quindi nel regolamento i patti vanno esattamente in questa direzione definendo il modello di collaborazione con la pubblica amministrazione.” 

Per quando è prevista la conclusione e la successiva attuazione del patto?

“Io credo che entro quest’estate, insieme al regolamento per la costituzione dei comitati di quartiere, questi due regolamenti saranno licenziati in commissione e sarà una grande opportunità per i cittadini materani per trovare quegli spazi e quelle regole per realizzare una partecipazione concreta alla riqualificazione, alla rigenerazione urbana e sociale della città di Matera, così come merita.”

 

 

 

 

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Lidia Lavecchia

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