MATERA, LA CULTURA CHE VIENE DAL BASSO

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NINO CARELLA

Piazza degli Olmi è uno dei quartieri semiperiferici di Matera. Lontano dal caos del centro, dalle viste mozzafiato dei Sassi e della Murgia, dal gioioso assalto del turismo dei ponti festivi e dell’alta stagione. La monotonìa del grigio dei grandi palazzoni e dell’asfalto trafficato dell’ora di punta, fa da contorno agli ampi spazi pubblici, avvolti spesso dal degrado dell’abbandono e dell’indifferenza.

Un campo da basket giaceva in queste condizioni fino a pochi mesi fa. Quando un gruppo di cittadini ha deciso di attivarsi e di mobilitare cittadini e volontari per acquistare tabelloni e canestri nuovi, sostituendo i precedenti, ormai inservibili.

E ieri è stato completato il recupero, ripristinando la pavimentazione e riportando il campetto di quartiere al suo originale splendore.

E mentre siamo tutti impegnati a seguire l’ultimissimo punto politico, mentre ci indigniamo – giustamente – per il disservizio o per la sporcizia, per i ritardi e le mancate promesse, mentre si monta un dibattito artificioso, tardivo e strumentale sul rifacimento di Piazza della Visitazione, da un’altra piazza lontana, da quel grigio quartiere della semiperiferia di Matera, arriva un messaggio forte e chiaro: rimboccandoci le maniche e lavorando, si può fare.

E se non è cultura questa.

 

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Sull' Autore

Nino Carella

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.

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