MATERA E POTENZA, DIFFERENZIATA E DIFFERENZE

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NINO CARELLA


Si apre ancora nella Capitale la ferita mai sanata della raccolta rifiuti: un bando che tarda a partire, una discarica (quella di La Martella) di cui non si sa bene cosa fare, tasse che aumentano ogni anno.

E sì che proprio quello dei rifiuti fu uno dei principali capi d’imputazione di quel “processo ad Adduce” che furono le elezioni del 2015. Due anni dopo, nulla sembra cambiato. A parte la bolletta dei rifiuti a carico dei materani, sempre più salata.

E che anche quest’anno rischia di aumentare se, dice il sindaco De Ruggieri, la Regione non regalerà al Comune 1,5 milioni di euro. Pretesa sufficiente a riaccendere la miccia delle solite, patetiche, polemiche di campanile. Valvano (PSI) dice a mezzo stampa che non un euro dovrebbe essere dato a Matera, visto che non si è impegnata in questi anni per risolvere il problema rifiuti, ad esempio raggiungendo la quota minima di raccolta differenziata. È un crimine dare soldi a chi ha mal governato, ha tuonato il socialista. E il governo cittadino materano ringrazia, potendo così nascondere la propria conclamata negligenza dietro il dito del campanilismo. In effetti, viene spontaneo chiedersi quali alti meriti amministrativi abbia fatto registrare nel recente passato la città di Potenza, allorchè la Regione corse in soccorso del suo dissestato bilancio, versando più di venti volte la cifra richiesta adesso da Matera. Incoerenze misteriose, che si perdono dietro rituali tattici e deludenti rimpasti…

Ma al di là di questo, siamo ora di fronte a un altro nodo che chiama direttamente in causa le sorti del neonato governissimo: se sul fronte Matera 2019, uno dei primari motivi alla base dell’impegno piddino in giunta, si fanno registrare preoccupanti smottamenti, tra blandi commissariamenti e minacce di esclusione dai processi decisionali sulle infrastrutture, anche il fronte rifiuti non sembra così solido. Chi non ricorda i manifesti in cui il PD sbeffeggiava De Ruggieri e l’armata Brancaleone quando, a fronte di promesse riduzioni, deliberò invece il raddoppio di Tasi e Tari? Sottinteso: avessimo vinto noi, l’aumento non ci sarebbe stato!

E allora, se la Regione dovesse rifiutare l’aiutino richiesto, un nuovo aumento di tasse sarebbe  un altro colpo politico alla tenuta del governissimo: a cosa serve l’ingresso in giunta del PD se poi nulla deve cambiare, in effetti, per i materani?

Il sudato accordo per il governo congiunto, rischia di passare presto da eroico sacrificio, a tardivo rimedio all’allergia di alcuni alla lontananza dai centri di potere, vicino a cui si era abituati a stare.

Sul tavolo di Pittella, la questione deve apparire allora ben più larga di quanto sia. E, certamente, più che nel merito della mai risolta questione rifiuti, si scontrerà con i soliti organigrammi da incasellare, e carriere da pianificare.

Un milione e mezzo: l’economico prezzo di un altro giro di giostra.

Viene quasi voglia di scendere.

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Sull' Autore

Nino Carella

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.

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