LIDIA LAVECCHIA
Anche la città di Matera risponde all’accorato appello delle piazze di tutto il Mondo ad unirsi in un solo grido: “No alla guerra, W la pace!”
Nella mattinata di Sabato 26 febbraio, infatti, partiti politici, sindacati e studenti, si sono riuniti in piazza Vittorio Veneto per dire no alla guerra in Ucraina. Tra gli altri protagonisti che sono intervenuti alla manifestazione, anche l’esponente di Europa Verde Basilicata Lucia Summa, ex assessore all’ambiente della prima Giunta Bennardi al Comune di Matera, rappresentando il pensiero politico del movimento: “Da questa piazza arriva un chiaro e fermo No alla Guerra, alla richiesta del ritiro delle truppe russe dall’Ucraina bisogna riflettere sulla fine dell’ utilizzo delle energie fossili, perché non è un caso che poche ore prima dello scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, il cancelliere tedesco Scholz abbia congelato l’autorizzazione del raddoppio del gasdotto ‘Nord Stream due’, quello che avrebbe raddoppiato le riserve che passano alla Germania dalla Russia appunto.”

LUCIA SUMMA, EUROPA VERDE BASILICATA
Questo significa che siamo tutti sotto un vero e proprio ricatto dell’utilizzo del gas, in quanto tutti sappiamo che l’Europa usa per più del 40% di gas fossile e finché l’Europa non investirà in energia rinnovabile, la nostra sicurezza (e sopravvivenza) passerà sempre attraverso l’utilizzo delle energie fossili e, cosa più importante, se l’Europa non è in grado di costruire qualcosa di diverso, attraverso ad esempio proprio con l’uso di fonti rinnovabili, che ponga le basi sulla pace e sulla sicurezza, saremo sempre sotto scacco dell’energia fossile.
“C’è un’altra richiesta fondamentale che può partire da questa manifestazione” sottolinea Summa “quella di mettere in sicurezza i civili: c’è bisogno, infatti, di dare supporto alla cooperazione per mettere in sicurezza uomini, donne e bambini che sono le vittime di questa guerra, oltre a gridare “no alla guerra”, da Matera deve partire anche questa ferma richiesta, che è rivolta ai nostri governi regionali.”
Ciò che si evince dagli ultimi risvolti economici, e risulta davvero preoccupante, è che le politiche energetiche europee degli ultimi decenni sono state un vero e proprio fallimento: non esiste il nucleare di quarta generazione, esistono invece le scorie nucleari, che da anni non si sa dove e come smaltire, limitandosi invece a scambiarsi continuamente di volta in volta la patata bollente, e sarà così finché non si arriverà alla fusione. Tra l’altro occorre evidenziare che per avere l’autorizzazione per estrarre gas da un pozzo ci vogliono ben 20 anni!
“Finché non ci sono investimenti nelle rinnovabili,” conclude Summa, “non avremo mai la neutralità carbonica, per questo bisogna assolutamente investire nelle rinnovabili, perché solo attraverso questo processo arriva la pace”.
Alla luce di queste considerazioni, ci vien da dire che è arrivato il momento di prendere una chiara e ben precisa posizione, che ponga finalmente le basi per il futuro del nostro Paese e dell’Europa, senza fare falsi proclami, che invece continuiamo a sentire anche dal neonato Ministero per la Transizione Ecologica, che finora non ci dà motivo di vedere nessun provvedimento reale e concreto che abbia a che fare né con le transizioni, né con l’ecologia.