#MENOUNO AL 2019

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#MENOUNO è l’hashtag coniato per indicare un fatto generico, e cioè che manca solo un anno allo scoccare dell’anno da Capitale europea della cultura per Matera; e un fatto specifico, un evento, che scocca il 19 gennaio 2018, esattamente un anno prima della data prevista per la cerimonia di inaugurazione che ci introdurrà alla magia del 2019.

Cosa dobbiamo aspettarci in questo 2018? Nonostante tutti gli affanni e le molte sabbie negli ingranaggi, qualcosa si muove. E’ partita l’Open Design School, il laboratorio permanente di progettazione e design che si candida a disegnare qualunque infrastruttura e spazio entrerà nell’orbita del 2019. Un lavoro incessante di design e ideazione fisica nel quale verranno coinvolti il maggior numero di persone possibile, in una proficua continua interazione fra cittadini, designers, architetti, studenti, tirocinanti da ogni parte d’italia e di Europa.

Verranno presentati nei primi giorni del 2018 i progetti culturali (che costituiscono circa il 50% del dossier) affidati alla scena creativa lucana, dopo un lungo faticoso lavorìo di selezione e co-creazione insieme alla Fondazione Matera Basilicata 2019. Gli operatori culturali lucani sono i capofila di altrettante cordate di partner italiani ed europei; è stato loro chiesto di scrivere progetti visionari, alimentati dai “sogni impossibili” di ciascuno degli operatori, ma anche progetti saldamente piantati nel terreno, quanto a sostenibilità ambientale, sociale e soprattutto economica. Nel 2020 l’eredità che rimane deve essere un mondo di accresciute competenze produttive degli operatori locali, la capacità di affrontare i mercati nazionali ed europei senza il salvagente 2019; una rete di contatti continentali, per esportare la Basilicata nel mondo, dal punto di vista della produzione culturale ma anche da quello della storia, delle radici, dei modi di essere cultura proprio delle nostre terre.

E’ partita la Community Matera 2019, con un kick off di tutto rispetto il 16 ed il 17 dicembre: due giorni dedicati a capire come funziona e come si anima una community, quali sono gli elementi minimi che la costituiscono, quali le sensibilità da mettere in campo, cosa distingue e cosa unisce una community on line da una off line. L’obiettivo è mettere in piedi una community di progetti, nella quale qualunque cittadino possa fare una proposta progettuale, che possa poi essere discussa, integrata, completata e infine finanziata e realizzata con il contributo di tutti. Già da giugno 2017 è stato rivitalizzato e chiamato a nuove sfide il webteam Matera 2019, che all’epoca della candidatura fu colonna portante, sui social network e sul sito ufficiale, della comunicazione di quanto si andava costruendo.

Si sta lavorando incessantemente per la costruzione della architettura dell’Istituto Demo Etno Antropologico (IDEA), l’archivio digitale di tutti gli archivi, un contenitore virtuale di qualunque raccolta di pezzi della nostra memoria e del nostro futuro. In collaborazione con biblioteche, scuole, con il contributo determinante di Wikimedia Italia e con modalità totalmente open di accesso per chiunque.

Da alcuni mesi, in crescendo, la sede della Fondazione brulica di idee, contatti, persone, lavoro, a tutte le ore del giorno, senza andare tanto per il sottile per ciò che riguarda giorni feriali e giorni festivi. Le oggettive difficoltà logistiche (in particolare gli organici sottodimensionati – ma presto arriveranno forze fresche – e gli uffici siti nel cuore dei Sassi, di difficile utilizzo) sono superate con molta creatività, molto lavoro di squadra che non sarebbe possibile senza relazioni personali salde, e un discreto ricorso alla certosina pazienza e alle tecniche di sopravvivenza dei monaci zen.

Ci aspetta un anno durissimo, ma, ne siamo certi, esaltante. Sarebbe bello che la pubblica opinione facesse lo sforzo di andare oltre la facciata, oltre i portoncini verdi del palazzotto del Casale, per comprendere quanta fatica – fisica, amministrativa, gestionale, relazionale – c’è dietro l’obiettivo di avere per il 2019 la miglior Capitale Europea della Cultura possibile.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.


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