E’ che alla fine, il problema di tutti quelli che decidono di andarsene dal PD, é pensare di fare un altro PD, anche se più in piccolo. Non funziona granchè; che se uno deve sudare lacrime e sangue, almeno lo fa in grande.
E se Rossi, coerentemente, ha già entrambi i piedi fuori, Speranza ha messo fuori – per ora – solo la testa, con la credibilità di quello che dice “guarda che mi butto sul serio!” alla moglie che lo vuole lasciare, quando entrambi sanno che il poveretto non vuole poi buttarsi davvero , e aspetta invece la prova d’amore che possa salvare lui e il matrimonio. Emiliano ha invece piedi e testa dentro, e davvero non si capisce cosa intenda fare; alla fine ieri pare abbia confermato di rimanere, e di voler correre contro Renzi. Difficile peraltro che possa pensare di avere con gli altri due comprimari nel piccolo partito, le stesse chances di visibilità che avrebbe in chiave antirenziana nel Partito grande.
Sembra complicato, molto, quel che sta succedendo nel Partito Democratico. E invece lo capiscono bene gli italiani che questo scialbo spettacolo è solo lotta di potere. Almeno Civati è uscito su questioni programmatiche e non meramente elettorali. Ma davvero non si capisce (e non si capisce come facciano loro a non capire) perchè mai gli italiani dovrebbero appassionarsi e correre in massa in soccorso della premiata Ditta D’Alema&Bersani, che già tanti danni ha causato in passato, ai governi, al partito, e localmente sui territori; garantendo la sopravvivenza oltre ogni ragionevole necessità di una classe dirigente ormai decotta, compromessa e incapace di rinnovarsi seriamente. Riuscendo però nell’impresa di far lievitare a dismisura un non-partito come il Movimento, alimentato unicamente dall’aria calda dei loro errori. E finendo il capolavoro con il regalare a Renzi il partito (che pure si era candidato per invertire la rotta bersaniana, che invece è stata bruscamente e prepotentemente accelerata).
Davvero, ai militanti e simpatizzanti del Pd non si può riproporre di saltar dentro la padella, perchè la brace brucia di più. Non è credibile, non funziona.
Però, se la scissione dovesse finalmente realizzarsi, sarebbe perlomeno un atto di realtà: il Pd è un partito profondamente diviso e scisso già da tempo. A livello nazionale e locale. L’operazione di verità però, per quanto assai dolorosa nel breve termine, come sempre quando un sogno cullato a lungo svanisce, potrebbe rivelarsi foriera di positività nel lungo termine: Renzi realizzerà il partito renziano che sogna da sempre. Dove lui decide e gli altri applaudono. E sarà almeno chiaro cosa vuole, cosa cerca di fare, senza mediazioni e inutili tensioni. E chi vorrà potrà sfidarlo, accettando però, se perde, la leadership e i metodi del suo avversario. C’è poco da fare: in un partito funziona così, o non funziona per nulla.
Da parte sua, la minoranza interna una volta uscita e se riuscirà ad aggregare sufficiente consenso come si augura, avrà maggiore potere contrattuale che dal di dentro, potendo agire senza il calmiere della disciplina di partito.
Ma se gli scissionisti hanno intenzione di realizzare fuori dal PD un piccolo PD per motivazioni e per metodi, come già altri prima di loro, utilizzando solo strumentalmente contenuti e valori astrattamente richiamabili alla sinistra per garantire carriere e posti di potere, sono destinati miseramente a fallire.
Se, invece, decidessero di realizzare un campo aperto, riformista e socialdemocratico, premiando e allevando nuove classi dirigenti sui territori, potranno forse realizzare qualcosa di veramente attrattivo e di grande valore per il futuro.
Staremo a vedere cosa succede. Renzi scommette sul bluff. Gli altri scommettono di poter ribaltare i sondaggi, che per ora non li premiano granchè.
Certo, interesserebbe di più parlare e sapere di politica economica; di redistribuzione del reddito; di sostegno alla ricerca; di visione dell’Europa; di programmi di investimenti; di apertura delle professioni chiuse; di sostegno alla scuola pubblica, di politiche ambientali, di economia sostenibile e responsabilità sociale delle imprese…
Al solito, Renzi o non Renzi, da troppo tempo di Politica da queste parti se ne vede pochina.
Ma almeno, qui a sinistra, non ci annoia mai.
