MONTALBANO SONO:……………

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ANNA MARIA SCARNATO

Montalbano un paese che forse molti turisti ma anche lucani stessi non hanno ancora visitato, un nome conosciuto anche per via di una serie televisiva, ispirata ai racconti di Camilleri, ora appartiene un po’ a tutti poiché da questo luogo in provincia di MT proviene il candidato Presidente alla Regione Basilicata, Piero Marrese, già sindaco per ben due consiliature (eletto con il 90% di consensi) oltre che Presidente della Provincia di Matera. Dopo tante curve di una strada ben asfaldata, attraversando prima il territorio di Tinchi- Pisticci, che permettono comunque di osservare piccoli poderi abitati e illuminati di sera in mezzo alle campagne coltivate e schermate da tratti boschivi che al buio mandano in libera uscita volpi, istrici e cinghiali, sul tracciato percorso degli uomini che in vettura ci passano, ecco che appare Montalbano che si propone al visitatore di sorpresa. Proprio come la candidatura di Piero Marrese che è lì, stasera  10 aprile, in P/zza Vittoria per un comizio, per un primo “assaggio”, per un impegno più grande degli attuali. Una sorpresa come il suo paese, tutta da scoprire, nel programma che enuncia non con un’elencazione di punti ad hoc, ma con un’emozione da primo esame universitario che presto diventa riflessione e amara constatazione dei problemi che affliggono la Basilicata. Uno stile semplice ma di persona che conosce bene i fatti e gli antefatti e li espone con sfumature di voce che si colorano e generano emozioni capaci di far comprendere la drammaticità del momento storico per la nostra Regione. E gli obiettivi prefissati per il settore sanitario in affanno , per l’agricoltura “azzoppata” dal cielo contrario e dall’inerzia dei governanti regionali attuali; per il settore scolastico stravolto dalle voglie di cambiamento del Ministro dell’Istruzione, incaponito non a rafforzare il sistema scolastico e renderlo più attrattivo per contrastare la dispersione scolastica, quanto a intestarsi leggi e decreti per rimanere nella Storia; per l’Ambiente marino e forestale; per la crisi industriale mal affrontata, diventano comunicazione di principi, di un sentire umano condiviso, di partecipazione ai disagi delle comunità.  E gli scippi fatti alla nostra Basilicata, Acqua e Petrolio, risorse colonizzate “dagli invasori”, divengono motivi per aprire la dolorosa e offensiva determinazione ad approvare l’autonomia differenziata. Nessun commento verso l’uomo governatore o i “zumbafuossi” delle coalizioni, nessuna argomentazione fallace per guadagnare sostegno elettorale. Un nuovo modo di proporsi alla piazza presentando se stesso e il suo impegno costante, la sua storia nelle istituzioni che ha volato alto sui colori delle amministrazioni, garantendo sostegno ai diversi comuni. Ma uno sguardo ampio è una promessa di continuare sulla stessa strada in Regione, uno  sguardo che stimola a cogliere questa opportunità che i lucani hanno, i lucani definiti “terroni”, “africani” che potevano bruciare sotto cenere e lapilli dei vulcani del meridione e che ora i politici in passerella fanno resuscitare a loro piacimento per riaffermare la loro sovranità già attuata sulle risorse ed ora sull’annientamento del libero arbitrio e sulla propria determinazione elettorale. Marrese non si è fatto supportare dai Romani ma è appoggiato dalla coalizione unita e ha la fiducia espressa, nel comizio di mercoledi 10 Aprile nella Piazza Vittoria di Montalbano, da due testimonial, il vice sindaco del Comune, dottor Di Sanzo e l’ex consigliere regionale, dottor Bradascio, stimato odontoiatra in pensione che ha diretto una clinica di alto livello con un team di professionisti premiati, tra cui una delle sue figlie. Di nascita montalbanese e residente da anni a Matera, ha tracciato un profilo di Marrese come amico e come rappresentante istituzionale al quale, come Presidente volontario di associazioni vicine ai ragazzi “speciali”, si è spesso rivolto ricevendo accoglienza e traduzione in atti concreti della vera vicinanza alle persone fragili. E la gente ha scandito parole d’affetto per il loro sindaco.  Marrese evidentemente merita tanto e la comunità, e non solo, sa che saprà ricostruire da zero partendo dalle rovine che giacciono sui tavoli regionali, che sarà al di sopra dei colori e dei campanilismi. E quando avrà raggiunto buoni risultati per il territorio, i Lucani uniti come in questa sera potranno gridare a chi non credeva: “Montalbano sono”. 
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