MONTICCHIO NON PERDE ANCORA IL TRENO

0

Con questo articolo si conclude il bellissimo reportage che il collega Franco Cacciatore ha realizzato su Monticchio, la notissima località turistica del Vulture. Un reportage che più di tanti discorsi denuncia i passi indietro che sono stati fatti rispetto alla valorizzazione di questa stupenda zona lacustre. L’autore è comunque ottimista e questa puntata, intitolata, Monticchio non ha ancora perso il treno,è un messaggio di speranza e di impegno. 

FRANCO CACCIATORE

4^ e ultima puntata

La riattivazione della linea dopo la tappa dello “Sponzfest Express”

L’interesse dell’Unesco e del Fai aprono orizzonti al decollo dell’area

 

 

A Monticchio, come abbiamo detto in precedente puntata, i Lanari avevano anche realizzato linea ferrata con annessa stazione. Purtroppo caduta in abbandono. Ad attualizzarla e far scoprire il suo potenziale turistico nel 2017 lo “Sponzofest Express”, il treno istituito per la manifestazione “Sponz  Fest” di quell’anno a cura di Vinicio Capossela.

Casina Laghi (interno)

 

L’evento ha riaperto la questione del tanto atteso rilancio dell’area che ha tutti i presupposti per divenire polo di grande attrazione turistica. Il percorso del treno da Foggia a Lioni ha evidenziato una linea di grande attrazione e bellezza,attraversando le stazioni di Rocchetta S. Antonio, Calitri e Conza, percorrendo paesaggi stupendi, mozzafiato con il fulcro in Monticchio, dove la natura impera sovrana. Fu l’occasione per chiedere la riattivazione della linea, parimenti a quanto avviene altrove con treni che percorrono aeree di particolare bellezza paesaggistica.

A suo tempo la stazione di Monticchio aveva una particolare importanza, permetteva alle popolazioni del luogo di avere il collegamento con Roma e al tempo dell’emigrazione con il Nord Italia a mezzo di Rocchetta e Foggia. Con il terremoto del 1980, la stazione è crollata e sostituita con un prefabbricato, poi avvolto dai rovi.

Oggi che sono in corso i lavori per ripristinare la Ferrovia Avellino-Rocchetta S. Antonio/Lacedonia si è certi che torni anche il treno alla stazione di Monticchio. Attualmente si stanno sostituendo  le traversine in legno con altre in cemento,  ammodernando i meccanismi elettronici per i passaggi a livello e messa in sicurezza dell’intera tratta. Inoltre con stanziamenti del Ministero del Turismo si darà alle stazioni un carattere “tematico”. Nel futuro collegamenti con l’Alta Velocità  attraverso la Valle del Sele, raggiungere l’Alta Irpinia e la Valle dell’Ofanto, immettersi nell’Eboli-Calitri-Pescopagano con sbocchi per linea adriatica (Foggia/Manfredonia) e quella tirrenica ( Battipaglia) Un incremento di grande portata  che toglierebbe dall’isolamento tutti i paesini della dorsale appenninica di 3 regioni e 4 province, con una ricaduta commerciale, industriale e altamente turistica, con la tappa a Monticchio,

A questo treno,che finalmente non si perderà,si aggiunge un ventaglio di iniziative di altissima valenza e attenzione.  La prima dell’Unesco che candida il monte Vulture quale “Zona Speciale di Conservazione”(Zsc), inserendolo nel programma “Man and Biosphere” a sostegno del progetto regionale di valorizzazione di una delle aree più interessanti della Basilicata, sia dal punto di vista storico che paesaggistico, tale da creare una Riserva di biodiversità della  stessa Unesco. Borsisti e dottorandi di ricerca sono già al lavoro per fare di Monticchio uno dei luoghi dall’alto profilo naturalistico-ambientale,geomorfologico,archeologico,antropologico e culturale.

Particolare attenzione all’habitat naturalistico con la rarità della Bramea, che sopravvive nel luogo da milioni di anni. Ovviamente nel comune auspicio che presto possa essere operante l’Ente Parco, superando l’attuale impasse, e unirsi al programma. Altrettanto interesse da parte del Fai che colloca Monticchio nei “luoghi del cuore”con una serie di iniziative mirate alla  valorizzazione della località, ritenuta fra “le più belle d’Italia”, fra cui la creazione di un infopoint,la naturalizzazione di sentiero che collega il lago piccolo con l’Abbazia con pannelli tattili,totem interattivi, video che illustra il  patrimonio storico e naturalistico. Ovviamente il programma è anche e soprattutto un invito ad adoperarsi anche in loco per mettere finalmente in vetrina questa bellissima località e interrompere quel turismo “mordi e fuggi”, causa primaria della deturpazione dell’ambiente. Tutto questo, unito agli incentivi per la pandemia, lascia ben sperare perché avvenga il tanto atteso decollo dell’area con una crescita ambientale, turistica e anche culturale.

Per Monticchio sarebbe davvero giunto il definitivo cambio di passo e chissà la rivitalizzazione della casina laghi, prima realtà di un tempo, e soprattutto la funzionalità della funivia, elemento di larga valenza attrattiva. Nel concreto farne “meta di turismo internazionale”,come nella Conferenza di Merano del 1932.Incrociamo le dita!

 

Allegati:  Lago piccolo Monticchio – Stazione Monticchio – Il treno a Monticchio nel 2017 – Una protesta per il decollo del luogo nel 2019 – Immagini funivia – Foto d’epoca della casina laghi -Monte Vulture da Melfi.

 

 

 

Condividi

Sull' Autore

Franco Cacciatore

Rispondi