C’è una nuova giunta, la mozione di sfiducia è stata respinta, ma da qui a dire che c’è una maggioranza compatta ce ne corre. La coperta corta è passata da un versante all’altro, accontentando e scontentando . Così che in Consiglio c’erano tre assenze di peso, il capogruppo di Forza Italia, e I leghisti Zullino e Vizziello, e una presenza che si è spostata di banco, la leghista Dina Sileo che , pur votando la fiducia, ha dichiarato di lasciare la Lega. Se questo si chiama risolvere la crisi! Così che gli uomini cambiano nell’esecutivo, chi si era messo da parte è stato richiamato alle armi, vedi Cupparo, chi era colpito dai veti ha messo il suo uomo di fiducia, vedi Rosa e Galella, in modo da dimostrare chi comanda in quel partito. SI voterà il bilancio con le stesse motivazioni con cui si è messa una pezza alla crisi, ma la nottata di questa esperienza politica è ancora lunga e il consiglio resta un pantano dal quale è difficile uscire indenni. La mossa di Sileo probabilmente fa il gioco di Bardi perchè, se si continua a usare la bilancia per ogni merce da pesare, la Lega non può aspirare a riconfermare Cicala e quindi Baldassarre potrebbe candidarsi con buone possibilità di farcela. Votato il bilancio e rimesso in piedi l’Ufficio di presidenza, altri ostacoli temporali non se ne vedono fino alla fine dell’anno e , tra una storia e l’altra, un braccio di ferro e l’altro, si continuerà a sbarcare il lunario di una esperienza che per la gente è stata la più deludente della storia regionale. Vista la piega che prendeva la situazione, con una abdicazione totale del Presidente alle imposizioni della Meloni, Italia Viva si è guardata bene dal correre in soccorso , col risultato che il centrosinistra si è ricompattato in uno schieramento di netta opposizione, con il che chiudendo definitivamente la possibilità di un allargamento della maggioranza. Un buon risultato per chi guarda all’alternativa di questa esperienza politica. Chi ne esce distrutto è proprio il partito del presidente, costretto a pagare i costi di una guida che alterna ultimatum a cedimenti, e che alla fine presenta il costo della debolezza al proprio partito, costretto ancora una volta a pagare dazio. Il sottosegretario Moles dovrebbe passare mano, non si è capito se c’è o ci fa. Rocco Rosa
MOZIONE RESPINTA, MAGGIORANZA A PEZZI
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