Natale di scintille e rimpasti per il governo giallorosso

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MICHELE PETRUZZO

Giorni turbolenti per la politica italiana. Dopo il via libera del Parlamento alla revisione del Mes, le acque non sono tranquille come si potrebbe pensare. Tra i pentastellati ci sono stati screzi e dissidenze, Renzi – come il suo solito – è tornato a far baldoria per ricordare che c’è anche lui, Berlusconi prova a smarcarsi dalla sua ormai canonica marginalità, Meloni continua a sbraitare e Salvini prova ad interpretare il ruolo del politico responsabile, che gli riesce abbastanza male, considerando il soggetto.
Mentre Conte e Renzi litigano, il Segretario del PD Nicola Zingaretti prova a sedare le schermaglie degli ultimi giorni, appellandosi alla coesione ed auspicando che non ci siano scontri all’interno della maggioranza.
Nel frattempo si è registrato un importante passo avanti per il DL Immigrazione, che modifica i decreti sicurezza di salviniana memoria. Con 279 voti favorevoli, infatti, è passato alla Camera e si attende ora l’esito della votazione al Senato.
Dunque sta accadendo un po’ tutto ed il contrario di tutto nel panorama politico italiano di questi giorni: se da una parte Renzi minaccia la tenuta del governo, dall’altra Salvini prova a cambiare strategia e ad apre ad un possibile dialogo con Conte. Carte e potenziali convergenze silenziose che si mescolano, perché Salvini non ha fatto mistero di apprezzare alcuni punti del discorso tenuto da Renzi al Senato il 9 dicembre. Quel che è certo è che il leader leghista si stia sfregando le mani davanti all’eventualità di un nuovo scenario che potrebbe aprirsi nel caso in cui venisse a mancare il sostegno di Italia Viva al governo.
Dunque la politica italiana ai tempi del Covid si sta rivelando un puzzle particolarmente complesso, dove si fatica a ricomporre l’insieme, perché le tessere mancanti sono molte e difficili da trovare. Quasi un gioco di alleanze e tradimenti, che sembrano poter apparire e scomparire repentinamente tanto da un lato, quanto dall’altro.
Tuttavia, nonostante tali avvicendamenti, il Premier Conte è apparso fiducioso ed ha, addirittura, rilanciato la sfida, invitando la maggioranza a proseguire compatta. È, però, chiaro che l’esecutivo giallo-rosso non abbia più la stessa solidità di prima, soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate da Renzi al quotidiano spagnolo “El Pais”, a cui ha riferito di essere pronto a far cadere il governo nel caso in cui Conte si arrogasse “i pieni poteri” e non arretrasse sulla cabina di regia dei fondi europei.
Certo, appare abbastanza singolare che il leader di un partito dalle percentuali irrisorie abbia la forza politica di un ricatto simile sul governo. E questo la dice lunga sull’ex sindaco di Firenze, che probabilmente crede di essere ancora ai fasti del 2014, quando uscì vincitore dalle elezioni europee, forse la sua unica vittoria vera.
La tensione però sta salendo e lo si nota anche dalle dichiarazioni di alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle, pilastro dell’attuale governo. Di Battista ha, infatti, tuonato: «É da irresponsabili, da folli pensare di far cadere Giuseppe Conte o parlare di rimpasto in tempi di pandemia».
Anche Roberto Fico, Presidente della Camera, si è espresso sulla situazione politica attuale, spiegando che nel caso in cui cadesse il governo, l’unica strada percorribile sarebbe quella delle urne, non essendoci le condizioni per trovare una nuova maggioranza.
Insomma, risulta alquanto difficile capire quanto avverrà nel futuro prossimo, perché le parti politiche sembrano molto distanti e i vari interpreti e leader di partito mantengono lo sguardo fisso su obiettivi differenti, nonostante il solito e retorico alibi di “agire per il bene del Paese”. Se per una volta si provasse a non confondere il bene del Paese con quello della propria forza politica, probabilmente qualche passo avanti riusciremmo a farlo. Mai come in questo momento, uno sfaldamento generale dell’esecutivo di governo porterebbe ad una deriva pericolosissima. Altro che Italia Viva!
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Sull' Autore

Michele Petruzzo

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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