Nessun regalo di Natale ai petrolieri. Il Ministro Costa chiarisce la sua posizione sulle 18 verifiche di ottemperanza rilasciate ad EGIP ed ENI

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Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, risponde alle voci che sono rimbalzate nei giorni scorsi su alcuni media rispetto ad un suo presunto assenso a richieste di concessioni rilasciate ad alcune società petrolifere.

Secondo il Ministro, tali affermazioni, pubblicate da un blogger molto attivo sui social, tendono sopratutto a confondere l’opinione pubblica sul fatto che, tali provvedimenti, sono stati operati da precedenti Governi e che nulla hanno a che vedere con una sua richiesta di verifica di ottemperanza di prescrizioni. Verifica per altro già decretata.

Il Ministro, in seguito a tali affermazioni, ha querelato l’autore del pezzo, ripreso e parzialmente modificato dall’Espresso.

Di seguito la nota integrale pubblicata dal Ministro Sergio Costa.

Lo ribadisco ancora una volta: quelle 18 verifiche di ottemperanza non sono provvedimenti che danno i permessi ad Agip e Eni di trivellare. Semplicemente perché quei permessi erano già stati dati quando io non ero ancora ministro ma ero “semplicemente” Generale dei Carabinieri Forestali. L’autore del blog e l’autrice dell’Espresso avrebbero potuto fare una ricerca banale su google per capirne la differenza.

I 18 provvedimenti sono “ottemperanze” – spiega il ministro COsta – L’ottemperanza è la verifica della conformità di un progetto soggetto a valutazione di impatto ambientale (VIA) alle prescrizioni previste nel decreto di rilascio della VIA. In sostanza: Durante il Governo precedente è stata rilasciata la VIA con delle prescrizioni ambientali.

La commissione tecnica di verifica della Via del ministero dell’Ambiente accerta, con proprio atto, l’avvenuta ottemperanza. E’ dunque, una procedura di garanzia, perché le prescrizioni previste nella VIA sono obblighi a carico delle aziende. È un’azione di vigilanza per permessi già accordati nel passato.

Il blogger – continua il Ministro – dopo una richiesta di smentita ha modificato il pezzo aggiungendo che: “Da un esame più approfondito delle 18 verifiche di ottemperanza positive rilasciate il 10/12/2018, sembra che facciano tutti capo al parere 2714 del 20/04/2017 della commissione tecnica VIA, relativa al monitoraggio della subsidenza nel mare Adriatico.

In quella data, però, il governo Conte non era ancora nato.  Eppure sull’Espresso si preferisce scrivere di un ministero pro-trivelle. A testimonianza si di questa affermazione, si aggiunge che abbiamo incontrato l’Eni.

Sapete qual è la differenza? Appena insediati abbiamo emanato un decreto trasparenza secondo il quale dal primo settembre tutti gli incontri con stakeholders che avvengono al ministero dell’Ambiente sono pubblicati online. Non era mai successo prima. Grazie a questa agenda, la giornalista, viene a sapere che il ministero incontra l’Eni. Da questo deduce una permeabilità ai poteri forti.

E ancora – spiega il Ministro Costa –  nella costruzione fantasiosa dell’articolo, la modifica di una norma che prima consentiva a chi inquinava di non bonificare, viene fatta passare per un’azione riparatrice per non finire sui giornali. Insomma, tutto l’articolo è costruito ad hoc per attaccare e colpire il ministro e il governo.

Siamo consapevoli – conclude Costa – che il nostro operato sta disturbando certi poteri forti. E siamo fieri del nostro operato. Questo non significa che siamo perfetti. Ma quando ci dipingono come i “signori delle lobby”, allora la nostra risposta deve essere ferma, sostanziale e se ce ne dovessero essere le premesse, procedere per le vie giudiziarie.

A proposito di un’altra fake news – dice il ministro Costa – leggo questa anticipazione di una interrogazione: “Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e i Cinque stelle vogliono ‘svendere’ il territorio salernitano alle compagnie petrolifere. La commissione Via (valutazione impatto ambientale) del ministero ha dato parere favorevole alle richieste della Shell di effettuare trivellazioni nelle aree di Monte Cavalo, nel vallo di Diano,tra la Campania e la Basilicata”.

Anche su questo, le voci si riferiscono a un’istruttoria nata mesi fa e non ancora conclusa dalla Commissione Via, e io – aggiunge il Ministro Costa –  non ho firmato alcuna autorizzazione a trivellare il Cilento. Se il parlamentare oltre all’annuncio farà arrivare l’interrogazione, la risposta sarà ufficiale e netta.

Hanno anche scritto di un voltafaccia alla Basilicata per la costituzione in giudizio nel ricorso sollevato dalla Regione contro un progetto di idrocarburi. Ma cosa c’entra!! Parliamo di una costituzione della presidenza del consiglio per conflitto di attribuzioni che è un atto dovuto.

Non c’entra niente con i permessi in oggetto che non abbiamo dato. Anzi!! Proprio a inizio dicembre come Ministro dell’Ambiente ho deciso di non concedere l’autorizzazione per prospezioni petrolifere senza la valutazione Via Vas, come era stato proposto dal governo Gentiloni!

Quello si che sarebbe stata una scorciatoia pro trivelle!”

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