in VIA veritas. I Verdi di Basilicata Chiedono la sospensione in autotutela dei permessi petroliferi rilasciati in prorogratio

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PETROLIO: VERDI- M5S SI RIMANGIA LE PROMESSE E DONA ALL’ITALIA UN NATALE NERO PETROLIO.
NUOVI PARERI FAVOREVOLI ALLE TRIVELLAZIONI DELLA SHELL IN BASILICATA E CAMPANIA
DIFFIDA DEI VERDI A SOSPENDERE IN AUTOTUTELA PARERI COMMISSIONE VIA

“Come accaduto con l’Ilva, con la Tap e la lista sarebbe lunga, il M5S al governo si rimangia le promesse fatte e dona all’Italia non un bianco Natale ma nero petrolio, emanando dal ministero dell’Ambiente pareri tecnici favorevoli alla ricerca petrolifera” Lo dichiarano Angelo Bonelli e Donato Lettieri dell’esecutivo nazionale dei Verdi che aggiungono: “
“Il 10 dicembre il ministero dell’ambiente rilascia in un solo giorno 18 pareri favorevoli di ottemperanza alla ricerca di idrocarburi in modo particolare nel mare Adriatico, il ministro Costa si affretta, in data 17 dicembre, a fare una precisazione stampa pubblicata sul sito del ministero con la quale afferma che i pareri positivi alla ricerca erano un atto dovuto ad atti precedentemente rilasciati . Peccato che questo atto dovuto che doveva essere espresso entro 30 giorni è stato dato dopo un anno e mezzo dal rilascio della Via con ben 18 pareri dati tutti lo stesso giorno.”

“Ma non è finita qui: il governo il 21 dicembre si costituisce in giudizio dalla parte di chi vuole trivellare e contro la regione Basilicata che aveva detto no alle perforazioni a Masseria La Rocca, facendo così un’inversione ad U rispetto al no annunciato da Di Maio al Cdm del 12 dicembre .
Nel frattempo la commissione tecnica VIA del ministero dell’Ambiente ha dato ben 3 pareri favorevoli alla ricerca petrolifera, riformulata a novembre scorso, che si trovano in Campania (“Monte Cavallo”) e Basilicata (“Monte Cavallo”, “Pignola” e “La Cerasa”). Si è aperto così un nuovo tentativo di aggressione petrolifero in terraferma su ben 347 km/q con ricerca sismica attraverso geofoni attivati da cariche esplosive, nelle aree comprese nel Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, all’interno di Riserve naturali, aree Sic e Zps, situate nei boschi, su bacini idrici ed aree carsiche superficiali e di profondità. Le tre istanze riguardano il territorio di 19 comuni lucani e campani, con la regione Basilicata e Campania e una decina di comuni che hanno espresso pareri contrari alle tre istanze.”
“Con la legge di Bilancio – proseguono gli ecologisti – il M5S avrebbe potuto abrogare la norma dell’art.38 della legge Sblocca Italia, voluta da Renzi che consente di unificare l’autorizzazione di ricerca con la concessione ad estrarre idrocarburi, ma come ha fatto con l’Ilva, confermando per intero quello che ha fatto il precedente governo, né il ministro Costa né Di Maio hanno ritenuto di dover presentare un emendamento alla finanziaria per abrogare il famigerato art.38.”

“Il 14 giugno 2018 il ministro Costa aveva provveduto ad azzerare la commissione Via e Vas, ma solo il 16 novembre 2018 pubblica il bando per la nomina con nuovi criteri di una nuova commissione. A settembre nel frattempo la Corte dei Conti aveva dichiarato non conforme alla legge la nomina della commissione tecnica VIA-VAS, commissione che ha rilasciato i pareri positivi alla Shell, per questo chiediamo con una diffida di sospendere in autotutela, tutte le autorizzazioni rilasciate da quella Commissione e che il ministro spieghi pubblicamente le ragioni di questo incredibile ritardo nella nomina di una nuova commissione Via considerato che quella che lui ha azzerato si trova in prorogatio.” Concludono Bonelli e Lettieri

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