Nicchie lucane : CALVERA

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FB_IMG_1494228502969  EMANUELA DI MARE


PASSAGGIOASUD dedicherà questo spazio informativo anche ad alcuni piccoli paesi Lucani dalle caratteristiche insolite. Nicchie nascoste ma ricche di cultura, buoni sapori e tanta genuinità.

 

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Palazzi Bianchi: Il luogo culturale è rappresentato dall’intero centro storico del
comune di Calvera (PZ), caratterizzato dalla presenza di un gran numero di palazzi storici che prendono il nome dalle famiglie che tra il ’700 ed il ’900 vi hanno abitato. In precedenza il feudo di Calvera è stato in mano ai Donnaperna e, prima ancora, ai Sanseverino.
Fin dalla sua fondazione (intorno all’anno 1000) i monaci basiliani avevano capito la prosperità delle sue terre che, con il tempo hanno reso possibile l’edificazione di questi straordinari palazzi.
La sua posizione strategica e le sue ricchezze agricole, hanno portato ad interscambi economici e quindi anche ad una contaminazione culturale con i territori vicini.Girando per le vie della “zona civile” o della “Rabatana” si possono cogliere queste influenze, a partire dai diversi stili architettonici dei palazzi stessi..

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Una caratteristica che li accomuna invece è il bianco delle pareti esterne quasi ad indicarne la purezza ed a sottolineare lo splendore delle famiglie che vi abitavano.Anche Matilde Serao, la prima donna italiana fondatrice di un quotidiano (Il Mattino di Napoli), dopo il suo viaggio a Calvera, ne sottolinea le sue bellezze ed i suoi colori.Calvera è un piccolo borgo nell’area sud della Basilicata, ricadente nel Parco Nazionale del Pollino. Fa parte dei comuni della Valle del Serrapotamo, un’area interna oggi scarsamente collegata alle maggiori arterie stradali della regione.Nel corso dei secoli, i grandi proprietari terrieri hanno costruito ed ampliato le proprie dimore, quasi ad affermare la grandezza della propria famiglia.

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In sinergia con la gente del posto avevano creato un piccolo ecosistema che permetteva a tutti di andare avanti: La povera gente lavorava le terre di queste famiglie e collaborava alla costruzione e manutenzione delle loro abitazioni, ricevendo in cambio il necessario per vivere.Ancora oggi, nei racconti della gente, si percepisce una sorta di riconoscenza reciproca tra i due ceti sociali calveresi.Nel secolo scorso sono state emanate diverse ordinanze comunali per regolamentare la tinteggiatura esterna delle case, suggerendo ed, in alcuni casi, obbligando i proprietari a conservare la colorazione bianca caratteristica del borgo.Si racconta che dopo la prima ordinanza, il sindaco dell’epoca avesse messo a disposizione dei cittadini meno abbienti un operaio che con una rudimentale pompa spruzzava la calce per biancheggiare le loro abitazioni.Dalla fine del secolo scorso si è iniziata a perdere questa rigidità ed alcuni edifici sono stati ritinteggiati con vernici di colori diversi che risultano oggettivamente male intonati con l’omogeneità del bianco originario.Le famiglie De Nigris, Mazzilli, Mobilio, Nocera, Calabrese, Bononati con i loro notai, giudici, avvocati, medici, sacerdoti hanno contribuito alla vita della comunità calverese e l’hanno traghettata fino ai giorni nostri.
Oggi purtroppo i loro palazzi sono quasi tutti disabitati e vertono in condizioni di scarsa manutenzione. Alcuni di questi, a causa delle intemperie, hanno le coperture con infiltrazioni di acqua e rischiano l’inagibilità, rappresentando anche un pericolo per gli edifici circostanti. Conservano comunque il loro fascino e vengono orgogliosamente “raccontati” ai visitatori che giungono a Calvera durante l’estate, insieme alle tantissime storie ad essi legate.I palazzi bianchi hanno ospitato grandi personaggi come la giornalista e scrittrice Marilde Serao che, agli inizi del ‘900, fu ospite dell’allora sindaco Nicola Mobilio all’interno del suo palazzo; hanno visto nascere calveresi illustri che hanno ricoperto ruoli molto importanti sia in Italia che all’estero.Dal punto di vista storico, l’integrità dei palazzi rappresenta la testimonianza di una presenza significativa di Calvera e dei calveresi all’interno del territorio regionale e extraregionale. Alcune decorazioni certificano l’interscambio economico e culturale con altre realtà ben più grandi di quella locale.La presenza di fornaci su tutto il territorio comunale indica che la lavorazione della calce era molto diffusa, grazie anche alla grande disponibilità di pietre calcaree. Inoltre quasi ogni casa possedeva una nicchia che veniva utilizzata nell’ultima fase di lavorazione cioè nello spegnimento della calce.

tartufo2013 “il Tartufo Bianco del Serrapotamo”

Era ormai da tanto che si stava lavorando a questo progetto nato principalmente per l’impegno delle Amministrazioni di Calvera e Carbone, sensibili ad una valorizzazione di questo importantissimo prodotto. A Carbone era stato organizzato un interessante convegno sul tema in cui intervennero l’Assessore Regionale all’Ambiente Gianni Rondinone, molti qualificati relatori tra cui anche due docenti dell’Università di Basilicata che avevano condotto numerosi studi sul tartufo bianco del Serrapotamo. Da questi incontri, dalle sagre organizzate sempre a Carbone è iniziato un discorso di piena collaborazione con l’Amministrazione di Calvera con il coinvolgimento diretto dell’Alsia (Agenzia Regionale per lo sviluppo di valorizzazioni di prodotti tipici) che ha messo in campo una specifica filiera per la diffusione e commercializzazione del prodotto, con l’Assessore Regionale all’Ambiente e tutti insieme, si è cercato di dar forma e trovare alcune soluzioni affinché tutto il territorio benefici di questa grande ricchezza.Tanti gli incontri, le riunioni sia con i tartufai e sia con gli altri comuni ricadenti nel bacino del Serrapotamo. Anche il nome scelto vuole rimarcare la tipicità del nostro prodotto. Non è stata utilizzata la parola “Parco del Pollino” in quanto si è ritenuto troppo generica la denominazione e l’individuazione dell’area che si vuole valorizzare e legare al nome del tartufo bianco. Il toponimo “Serrapotamo” , anche se meno conosciuto, invece, va ad individuare una specifica e delimitata area così da farla conoscere anche per questa pregiata produzione.Attualmente questo prodotto al territorio che lo produce non lascia nulla in termini di valore aggiunto. In modo anonimo viene acquistato in loco, avviato e venduto nei più grandi mercati italiani e stranieri, spacciato come prodotto di altre famose aree di produzione. La qualità del nostro tartufo, così come risulta da analisi e studi fatti sia dall’Università di Basilicata che da quella di Perugia, risulta eccellente, molto superiore, per proprietà organolettiche, di aromi e profumo, a tanti altri rinomati (Alba inclusa). Allora perché non sfruttare questo prodotto di eccellenza per la promozione e per far conoscere il nostro territorio e , ancora, per far venire persone da noi? Da questo è nato l’impegno degli amministratori prima e dei tartufai dopo affinché, insieme, si possa valorizzare il prodotto, tutelare la risorsa oggetto di una pressione che potrebbe addirittura farla scomparire per troppo sfruttamento perché non si dà il tempo alle tartufaie di recuperare. La regione Basilicata ha già predisposto alcuni importanti finanziamenti sia per la realizzazione di tartufaie controllate, e sia delle altre attività.

RICETTE LUCANE CON IL TARTUFO

Il tartufo è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell’albero con cui vive in simbiosi. Infatti, nasce e si sviluppa vicino alle radici di alberi principalmente quelle del pioppo, del tiglio, della quercia e del salice, diventando dopo la formazione un vero e proprio parassita. Le caratteristiche di colorazione, sapore e profumo dei tartufi saranno determinate dal tipo di alberi presso i quali essi si svilupperanno. Ad esempio i tartufi che crescono nei pressi della quercia, avranno un profumo più pregnante, mentre quelli vicino ai tigli saranno più chiari ed aromatici. La forma, invece dipenderà dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio.

Frittata su sugna rossa e scaglie di tartufo
Sbattere le uova, (di solito 4 a frittata.)
In un padellino antiaderente sciogliere un mezzo cucchiaino di sugna rossa e un filo di olio al tartufo, cuocere la frittata da una parte, prima di girare , a caldo grattarci qualche scaglia di tartufo.
Tagliare la frittata a strisce e servire su crostoni di pane arrostito.

Bruschette al tartufo
Ingredienti:
Pane casareccio a fette, olio d’oliva extravergine, tartufo nero.
Preparazione: arrostire il pane nel forno e condire con olio. Tagliare il tartufo a fette finissime e condire le bruschette.

Risotto al Tartufo
Ingredienti per 4 persone
300 g di riso, tartufi neri, 50 g di burro, 80 g di pecorino Moliterno, 1/2 cucchiaio di panna.
Preparazione: cuocere il riso in abbondante acqua salata.
Scolare il riso molto al dente ed aggiungere il burro, la panna, pecorino e parte del tartufo grattugiato. Mantecare il tutto e servire guarnendo ogni piatto con fette di tartufo.

Acciughe e crostini
Consigli: Questo piatto deve essere preparato 24 h prima, servito con crostini di pane tostati. Prima di consumare.
Ingredienti
Acciughe sotto sale
Tarfufi
Vino bianco secco
Olio extravergine

Preparazione: sciacquate le acciughe, private di testa, coda e togliete la lisca centrale; separate i filetti e asciugate. Spazzolate e lavate con il vino bianco i tartufi, quindi fate le scaglie. In un contenitore con il coperchio disponete strati di filetti di acciuga e scaglie di tartufo, che avrete precedentemente lavato con del vino bianco.
Coprite il tutto con abbondante olio e chiudete bene il recipiente. Mettete in frigorifero

Carpaccio di podolica con il tartufo
Ingredienti
Fettine di mucca podolica a fette sottilissime (di solito la noce)
Tartufo, rucola, limone e pepe bianco
Preparazione: condite le sottili fette di carne, con poco pepe bianco ma ricoperte letteralmente con fettine di tartufo e servite su un letto di rucola tritata e insaporita con un goccio di limone.

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Sull'Autore

Emanuela Di Mare

Libera professionista, con esperienza nel settore marketing , allestimenti , coordinamento risorse umane e logistica aziendale . Si occupa fattivamente di ottimizzare e razionalizzare proposte commerciali , enogastronomiche , ambientali ed ultimamente culturali . Per la divulgazione di notizie , si avvale anche dei più comuni strumenti come i social . Sue caratteristiche sono la cordialità e la concretezza . Hobby e passioni : arti visive ed in partcolar modo il disegno e la pittura , attività nate spontaneamente , che proseguono motivate da un’ innata creatività .


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