NON CHIUDETE IL CID. LA DEL PUENTE MERITA RISPETTO!

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La svolta che ha preso la questione del Centro Internazionale di Dialettologia non fa bene a nessuno, fa sicuramente male  alle  persone che ci hanno lavorato con passione in tutti questi anni e danneggia L’istituzione regionale, nei suoi organi più rappresentativi di Giunta e Consiglio, perchè avvalora la tesi che la cultura, quella vera, è un bene sopprimibile, un diritto alienabile e che prima del merito, nelle decisioni, hanno premio considerazioni politiche di tutt’altro genere, che vanno dall’appartenenza ideologica alle simpatie o antipatie personali. Avevamo colto da tempo il rischio che l’iniziativa internazionale della professoressa Del Puente stava correndo, sia per via di una burocrazia che non riesce a vedere oltre il proprio naso , sia per via di una certa insofferenza di  una ricercatrice a entrare nella logica spaccacapello della burocrazia e a muoversi all’interno delle sue regole. Così che uno può aver afferrato traguardi incredibili, fatto cose che lasciano il segno, portato alla luce la genesi di centinaia di dialetti, predisposto un meraviglioso Atlante lucano , realizzato un autorevole consesso internazionale di studiosi della materia, ma se c’è un capello fuori posto ,stai tranquillo che il burocrate è spietato, nel senso che non pesa le decisioni, non consiglia, non corregge,  non dialoga ma butta l’acqua con tutto il bambino. Se a questo si aggiunge la presa di distanza da tutta la vicenda di un Assessore cui  non sono piaciute alcune esternazioni della Del Puente e, da persona puntigliosa qual è,ha chiuso ogni rapporto con la prof. , chiamandosi fuori rispetto all’atteggiamento della burocrazia, allora la frittata è fatta. . Ora la colpa della Del Puente è di essere una che nel lavoro ci mette tanta passione  e che alla sua creatura ci tiene come una madre. perchè il centro internazionale è cresciuto bene e si è procurato l’interesse dei ricercatori di mezzo mondo,  diventando un punto di riferimento per molti Atenei nei quali lo studio delle tradizioni e delle lingue è giustamente tenuto in alta considerazione. .  Un confronto internazionale su queste ricerche , con la guida riconosciuta al nostro Ateneo, è qualcosa di cui onestamente andar fieri e questo forse ha armato la lingua della docente potentina nel difendere la sua creatura. Anche perchè , in verità, non avrebbe dovuto lei, da sola, perorare una causa che avrebbe dovuta essere essere dell’Ateneo e di chi lo rappresenta..Ci fosse stato Fonseca, questa cosa non sarebbe neanche nata, perchè una personalità di quella statura scientifica e morale non aveva bisogno di togliersi il cappello per difendere una grande presidio culturale. Oggi sembra che questa cosa non interessi nessuno,  come se il CID fosse una cosa personale  della Del Puente, e non già una eccellenza dell’Ateneo lucano. Gelosia, indifferenza, superficialità? E’ certo che lasciare questa vicenda come se fosse un braccio di ferro tra una docente e un assessore, non fa bene a nessuno. Faccia Cupparo un gesto che può impedire sicuramente l’avvio ineluttabile di polemiche inutili e fuorvianti in un periodo come questo: faccia una leggina per dare ufficialità a questo centro e faccia le regole di comportamento, magari sottoscrivendole insieme al Rettore. Saranno salvati sei ricercatori e si riporterà la  questione in termini istituzionali, se proprio quelli  personali non riescono a ricomporsi.  Diciamolo brutalmente: le dimissioni della Del Puente hanno un messaggio chiaro: se sono io la causa di questa vicenda, fate pure a meno di me,ma non penalizzate una conquista che è dell’Ateneo e , data la materia, dell’intera comunità lucana, perchè riguarda la testimonianza più ricca ed accurata della sua identità di popolo formato come un albero plurisecolare in tantissime stratificazioni. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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