NON SCINDETE QUEL PARTITO: LA BASE DI LEU RUMOREGGIA

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Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

Non tutto rimane fermo a sinistra. Le basi dei principali partiti “rossi” sembrano in fibrillazione. La scissione sincronizzata di LEU e di PAP è stata mal digerita da entrambe le componenti. E si moltiplicano in Italia le iniziative per remare verso nuovi lidi. Possibilmente, per costruire una lista per le europee che non sia un mero cartello.

Da tempo dentro Liberi e Uguali si discute della costruzione del nuovo partito. Dopo la defezione di Possibile dal progetto comune, formalizzata dopo le dimissioni di Pippo Civati dalla segreteria, anche Sinistra italiana ha recentemente ufficializzato il proprio dissenso rispetto alla rotta comune. Chiunque può, d’altronde, testimoniare che in tutta la penisola Articolo Uno e Sinistra italiana stiano agendo autonomamente su quasi ogni questione.

Sul finire dell’estate è però fiorito un fitto scambio epistolare all’interno di LEU. A scriversi tra loro sono stati i Comitati promotori territoriali, quello nazionale e anche Pietro Grasso, che era stato candidato alla premiership. La sensazione che gli elettori del partitino rosso vogliano andare avanti nel progetto e superare le divisioni è palpabile.

Dal punto di vista politico, i due azionisti del movimento comune la pensano diversamente sulle elezioni europee. Articolo Uno-MDP si trova nella difficile necessità di non sganciarsi troppo dall’orbita del Partito Socialista Europeo, nelle file del quale militano i tre eurodeputati che ha. Al tempo stesso però, il rapporto col PSE è travagliato: se da un lato il PD continua a ostacolare la formale entrata degli scissionisti nella casa comune europea, dall’altro è MDP a dover conciliare queste aspirazioni con la critica alle politiche di austerità che hanno determinato la scissione.

La contropartita di Sinistra italiana appare debole agli occhi dei bersaniani. I seguaci di Fratoianni infatti si schierano (anche loro con un certo imbarazzo) più o meno nella GUE, la Sinistra europea che annovera anche Tsipras e Podemos. Ma dalla quale è uscita la France Insoumise di Jean-Luc Melenchon. E nella quale non milita il Partito laburista di Jeremy Corbyn, icona ispiratrice del programma elettorale di LEU. E che invece continua ad aderire al PSE.

Trovare la quadra è difficile, perché a seconda della scelta bisognerà elaborare anche una tattica differente. Avvicinarsi alla sinistra corbynista potrebbe significare un dialogo più sciolto col PD (magari perfino un’adesione alla lista unica degli europeisti di cui da giorni si straparla). Se l’ala destra del PD abbandonasse, magari a seguito della vittoria di Zingaretti, per i bersaniani la scelta diventerebbe semplicissima.

Fratoianni e i suoi pensano invece a recuperare il resto della sinistra diversamente sparso. In particolare il progetto di Potere al Popolo, recentissimamente orfano di Rifondazione comunista, ha l’estrema necessità di riprendere quota e scongiurare lo scioglimento. La figura attorno al quale Sinistra italiana vorrebbe coagulare il cartello delle europeiste potrebbe essere Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli e un tempo dato per prediletto da D’Alema quale successore di Grasso.

Ma i mal di pancia sono sempre più forti nelle basi militanti di MDP, SI, PAP e perfino Rifondazione. L’estrema divisione della sinistra è percepita sempre peggio dagli elettori e dagli iscritti. In particolare bisognerà prestare attenzione all’assemblea nazionale autoconvocata a Roma per il 24 novembre dai comitati promotori territoriale di LEU. Da quell’appuntamento emergerà la strategia di chi vuole scongiurare l’ennesima, inutile scissione.

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Sull' Autore

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pisa. Ho militato nella sinistra radicale, e sono tesserato all'Associazione "I Pettirossi". Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E. In passato ho scritto anche per ItalianWheels, per Onda Lucana e per Leukòs.

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