NOSTALGIA CANAGLIA,NOSTALGIA LUCANA

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Dott.ssa Margherita Marzario

Matera, nel cuore del Sasso Caveoso. Due giovani innamorati, dopo un giro, si siedono su un masso che dà di fronte alla Murgia al di là del torrente Gravina, rocce e grotte con tutte le stratificazioni dell’emersione delle terre. Ignari o noncuranti della preistoria che hanno dall’altra parte e della storia che li circonda, si arrotolano una sigaretta e si concentrano sul loro cellulare. Poco più in là un uomo anziano, verace materano ma senza alcuna inflessione locale, con al seguito tre cagnolini, ti rivolge la parola chiedendoti la provenienza, ti indica orgoglioso la sua abitazione, un “sasso” sopraelevato (e non scavato) e ristrutturato, e comincia a raccontare e raccontarsi. Parla del padre, dei sacrifici e dei disagi per la vita in mezzo all’umidità del tufo, della sua infanzia, di piazza San Pietro Caveoso piena di bambini e ragazzini, della sua malattia di tubercolosi e della colonia estiva per curarsi… Ascolto e cultura derivano da “coltivare”, perché coltivare memoria e storia è umanità, costituisce e conserva l’umanità e fa la civiltà umana. Ogni rapporto, anche fugace, comincia con lo sguardo, sin dalla nascita. Come lo sguardo fotografico che coglie l’attimo che fugge, il dettaglio che fugge. Quasi per riprovare quell’emozione primigenia di essere venuti al mondo e di aver stabilito un contatto con la propria mamma! Matera: sito dell’archeologia dell’anima, luogo di nostalgia del vero senso del tempo. Nostalgia, il “dolore per il passato”, perché il dolore è componente dell’essenza umana. Senza dolore vivremmo da anestetizzati e insensibili automi!

Salandra: la stradina in cui sono nata; la scuola dell’obbligo in cui mi sono formata; la seconda guerra mondiale vissuta dai nonni; i sacrifici dei genitori; lo studio in cui mi chiudevo; gli sguardi che evitavo; il silenzio che mi caratterizzava; la salsa di pomodoro e la salsiccia che ho imparato a preparare e che non ho più fatto; il suono della zampogna nella messa della notte di Natale; il sibilo del vento nevoso d’inverno; lo scoppiettio del fuoco; lo schiamazzo delle galline la sera del terremoto del 23 novembre 1980; lo scricchiolio dell’altalena legata all’albero del fico; il sussurro notturno dei rami frondosi; le storie fondate o inventate nei pettegolezzi; gli sposi che si correva ad ammirare, quando passavano lungo la “via nuova”; le scorciatoie per tagliare le processioni; la solidarietà su cui contare; le suore dell’asilo nido; la semplicità in tutto e di tutti… Salandra: so quel poco o tanto che mi ha dato, ma non saprò mai quello che sarebbe stato se ci avessi ancora abitato. Malinconia o nostalgia? Semplicemente poesia: quella scritta tra le righe dalla vita! La nostalgia per il paese di nascita la si prova per il paese dell’infanzia, dei ricordi, perché il paese è diventato, poi, altro e di altri: la nostalgia è la poesia che il passato lascia di sé!

È una notte bellissima d’estate. / Nelle alte case stanno / spalancati i balconi / del vecchio borgo / sulla vasta piazza. / In quell’ampio rettangolo deserto, / panchine di pietra, evonimi [arbusti], acacie / disegnano in simmetria / le nere ombre sulla bianca arena. / Allo zenit, la luna, e sulla torre / col quadrante alla luce l’orologio. / In questo vecchio borgo vado a zonzo / solo, come un fantasma” (il poeta spagnolo Antonio Machado in “Notte d’estate”). Soli come fantasmi, paesi fantasmi (Craco vecchio, Campomaggiore vecchio, Grumentum, …), casolari fantasmi, tratturi fantasmi, ruderi fantasmi: Basilicata, terra di magia e nostalgia la cui traccia non va via.

“La nostalgia è il profumo dolce dei ricordi” (l’aforista Antonio Curnetta). Basilicata, terra di nostalgia, terra di cui ogni zolla emana un profumo dolce di ricordi, come la bruma del primo mattino o del crepuscolo.

“E venendo da cenacoli chiusi / in prati d’erbe / smunte / senza refoli di vento, / l’avventura dei tuoi passi / su erbe bagnate / colorate d’ignoto / da un oltre che segna / il tuo passaggio di silenzio. / Andavi per pareti di vento. / Ed io a inseguire, / per acuto di nostalgia / il tuo profumo di vento” (Angelo Casati, sacerdote poeta e scrittore). Poesia che s’addice alla poeticità della terra lucana: terra che arriva da un oltre che segna chi vi nasce e che lascia, a chi se ne va, l’acuto di nostalgia del suo profumo di vento! Basilicata: luoghi dell’anima, anima dei luoghi, dall’aridità alla sperdutezza del suo territorio!

“Certe sere vorrei salire sui campanili della pianura, veder le grandi nuvole rosa lente sull’orizzonte come montagne intessute di raggi. […] Vorrei toccare con le mie dita l’orlo delle campane, quando cade il giorno e si leva la brezza: sentir passare nel bronzo il battito di grandi voli lontani” (la poetessa Antonia Pozzi, 1912-1938). Così la nostalgia suscitata dai paesaggi lucani, dagli orizzonti remoti, con i colori e le luci dell’impressionismo e con le emozioni dell’espressionismo nell’astrattismo e cubismo della vita!

“Quando ti viene una nostalgia, non è mancanza, è presenza, è una visita, arrivano persone, paesi, da lontano e ti tengono un poco di compagnia” (Erri De Luca in “Montedidio”). Nostalgia, dolce compagnia nei lucani che se ne vanno facendosi portatori di lucanità itinerante ed anche in quelli che restano a baluardo della lucanità radicata!

“Nero e duro distacco / che io sopporto al pari di te. / Perché piangi? Dammi meglio la mano, / prometti di ritornare in sogno. / Noi siamo come due monti… / non ci incontreremo più a questo mondo. / Se solo, quando giunge mezzanotte, / mi mandassi un saluto con le stelle” (la poetessa russa Anna Achmatova nella poesia “ In sogno”, 1946). Malinconia e nostalgia dei tanti, troppi distacchi lucani!

Basilicata, culla di nostalgia, perché i suoi paesaggi brulli, le sue avversità scavano solchi profondi nel cuore di chiunque vi nasca e se ne allontani per un po’ o per sempre. Come tutte le esperienze o relazioni significative che segnano! Nostalgia e gratitudine sono stati d’animo che prova chi è sensibile, cioè capace di sentire lo strato sottostante e lo stato dell’altro.

“Il fascino di Peter Pan è legato a una nostalgia profonda: ci ricorda i baci che non abbiamo ricevuto, pur desiderandoli ardentemente. Si cerca così di compensare con la fantasia ciò che non si è potuto vivere” (il gesuita Giovanni Cucci).

La vita è e rimane bella anche quando è venata di malinconia o di nostalgia che la velano di un’atmosfera diafana e arcana.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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