SE UNA NOTTE DI CAPODANNO UN ORCHESTRALE

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giuseppe romaniellodi GIUSEPPE ROMANIELLO *

Sentire un’orchestra suonare, nella piazza principale di Potenza, la notte di capodanno, in diretta televisiva è stata, per me, un’esperienza fra l’estetico e, perché no, l’etico.

Le orchestre mi hanno affascinato sin da quando, ancora piccolino, le ascoltavo fermo e piantato sulla punta dei piedi, rapito, non già dal primo violino, ossia dal musicista virtuoso in grado di inanellare centinaia di note con eleganza e rapidità, bensì dai musicisti di seconda linea, quelli che in genere costruiscono il sostegno armonico, l’impasto sonoro senza il quale nessun solista ritroverebbe il senso delle sue capacità tecniche.

Per dirla con Miles Davis, perché dobbiamo suonare una miriade di note, se possiamo suonare quelle giuste? Ecco, un buon orchestrale lo immagino così: uno che sa interpretare le note giuste che altri hanno scritto per lui e, a volte, sa scegliere, fra le note scritte, quelle più giuste, ossia quelle in grado di mettere il solista in condizione di esprimere meglio la sua arte.
Se così vissuto, un gesto siffatto porta con sé una generosità inusuale di questi tempi, perché è un’azione pensata per mettere a proprio agio chi assume su di sé il rischio del volo, dell’impresa ardua, dell’esporsi per perseguire il bello; è un gesto generoso perché fatto nella consapevolezza che nella maggior parte dei casi, chi ascolta, e semmai osserva, resterà impressionato solo dal solista, dalla sua bellezza, dal suo coraggio.

Eppure è proprio nella generosità consapevole di un orchestrale che risiede il segreto delle comunità felici e riuscite, quelle comunità che sanno riconoscersi ed unirsi intorno ad un unico destino, che sanno proporsi coese, belle e di successo, mettendo in secondo piano la fatica della disciplina individuale e del rispetto reciproco fra pari, elementi necessari per la riuscita di ogni impresa pubblica o privata che sia.

Adriano Olivetti riconosceva nelle comunità concrete e territorialmente ben definite, purché in grado di coordinarsi, quell’efficienza organizzativa necessaria ad assicurare, con coralità, il perseguimento del rispetto della personalità umana, della cultura e dell’arte.
Una buona orchestra è un esperienza esemplare di cooperazione fra pari di una comunità; la qualità della sua azione, per giunta, si misura innanzitutto su parametri quali la bellezza che incarna, la cultura di cui è espressione, l’arte che la ispira.

Comunità e cooperazione, ecco, le due parole che potrebbero, anzi dovrebbero, ispirare la nostra azione corale di cittadini consapevoli; la necessità di cooperare ed il desiderio di sentirsi comunità, potrebbero aiutarci ad affiancare alla dinamica della competizione individuale, determinante nel secolo passato e indubbiamente ancora non eludibile oggi, la coralità della condivisione collaborativa.

Ma, nell’epoca delle community piuttosto che delle comunità, immersi come siamo in un globale fatto di connessioni e di simultaneità, cosa resta del locale, del territorio, della prossimità? Restano, a mio giudizio, le comunità concrete, quelle fatte di persone con il loro diritto alla felicità ed alla socialità; resta la determinazione e la passione di chi, quotidianamente, compie un atto generoso e corale, per riconnettere persone e luoghi, laddove scompaiono i luoghi canonici dell’aggregazione e dell’incontro – i partiti, le parrocchie , per citarne alcuni -; resta il freddo e la fatica dell’orchestrale di seconda fila, che, in Piazza Prefettura a Potenza, nella splendida cornice del centro storico di una città improvvisamente vitale, suona le note giuste per consentire agli artisti che si alternano sul palco di far assaporare, per un attimo, la bellezza e l’abilità del solista, che tali sono, perché abbracciati da un’orchestra di pari.

Buon futuro collaborativo alla mia comunità; nella vita, come nella musica, sono le idee semplici a dare la pulsione giusta: ma occorre stare sulla clave.

* Giuseppe Romaniello è laureato in Economia e Commercio ed in Sassofono Jazz. E’ commissario straordinario di APOF-IL, dove ha svolto funzioni di dirigente generale; consigliere nazionale di AIF – Associazione Italiana Formatori. Componente della redazione di FOR – Rivista di tendenze, strumenti strategie della formazione in Italia. Autore di www.sixmemosinjazz.it. Jazzista, sassofonista della Basilicata Jazz Orchestra.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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