OPENESS, LA TECNOLOGIA CHE OFFRE FIDUCIA

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fausto villani

 

Quante volte abbiamo sentito o usato questa frase che, nella sua genericità e generalità, richiama ad una concezione del mondo, della società, delle relazioni uomo-uomo e uomo-natura, basata sulla diffidenza in un contesto di solitudine esistenziale.

Sembra che proprio questa sia la base su cui si fondano le relazioni al tempo del liberismo più spietato mentre ferocemente vira verso nuove forme di nazionalismo o sovranismo.

Ma è davvero questa la base su cui è fondata le nostre società e la cultura contemporanea?

Tutti questi pensieri mentre mi trovo sull’ennesimo aereo Napoli-Milano e mi sembra di essere tornato ai tempi in cui, sulla mia amata Suzuki Sj 413 la domenica mattina andavo in fuoristrada per boschi e neanche la cintura di sicurezza riusciva a mantenermi completamente aderente al sedile.

Non conosco il pilota dell’aereo, non so se ieri ha litigato con la moglie o se ha partecipato ad un rave party, eppure sono tranquillo al mio posto così come vedo facce sufficientemente tranquille tutto intorno a me. Semplicemente ci fidiamo del fatto che il pilota conosca bene il suo mestiere.

Non so quanti siano convinti davvero che introdurre le telecamere in asili e scuole possa migliorarne l’efficacia e la sicurezza o piuttosto trasformi quell’importantissimo momento della vita dei bambini e dei ragazzi in uno scenario “orwelliano” da grande fratello. Certo è che da molti decenni, generazioni intere sono state affidate ai loro insegnanti senza porsi tanti problemi, e che i casi di maltrattamenti, per quanto dolorosi, sono sempre stati una frazione piccolissima.

Più ci penso e più mi rendo conto che la nostra vita quotidiana è scandita quasi completamente da atti di fiducia, e che senza di essi anche le più piccole azioni o scelte sarebbero un inferno.

Probabilmente la genesi antropologica di questa predisposizione a fidarsi potrebbe provenire dal lungo periodo di cui hanno bisogno gli umani di restare sotto le cure parentali prima di diventare autonomi così come la genesi della diffidenza potrebbe provenire, come diceva Freud, dal fatto che quando si crede di amare un altro in realtà si ama sempre se stessi, si ama la nostra immagine ideale che vediamo riflessa nell’amato o nell’amata e nello stesso modo proiettiamo negli altri le forti spinte al tradimento ed al comportamento egoistico. 

Comunque, senza entrare in troppi dettagli, mi sento di poter affermare che in qualche misura la nostra società è basata sulla fiducia almeno quanto sulla diffidenza e che bisogna fare i conti con entrambe le realtà.

Faccio una semplificazione che farà sobbalzare, probabilmente a ragione gli economisti. Come ci ha insegnato Ronald Coase i costi di transazione (il valore delle risorse impiegate per condurre i processi di negoziazione) costituiscono un problema in quanto allontanano il mercato dall’efficienza. Qual è l’elemento che maggiormente incide su tali costi se non la diffidenza, la mancanza di fiducia tra persone e tra organizzazioni?

E perchè allora non seguire il consiglio di Isaac Asimov (“La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta”) facendoci aiutare dal potente armamentario che la tecnologia oggi ci mette a disposizione: IoT (Internet of things), AI (Intelligenza Artificiale), Blockchain. La tripletta magica che, come dicono sia le startup che le multinazionali “trasformeranno il mondo in un posto migliore”.

Ma quanto ci si può fidare della tecnologia?

Se da un verso la tecnologia può trasformare, come ha già fatto e continua a fare, la nostra vita ed il nostro mondo, dall’altro ci sta riempiendo di interrogativi e di dubbi. Basti pensare ai deepfake, la tecnica, basata sull’intelligenza artificiale, in grado di produrre video falsi che facciamo fatica a riconoscere come tali.  

Eppure c’è una strada percorribile per la costruzione di un mondo davvero migliore, basato sulla fiducia e che utilizzi la tecnologia come fattore abilitante di tale fiducia. Tale strada si chiama “Openess”, un concetto che richiama alla trasparenza, alla collaborazione, all’inclusività, alla condivisione delle conoscenze.  

Tutto ciò non è un’utopia, abbiamo già esempi di successo di progetti basati sulla “openess” capaci di generare anche valori economici, si pensi al mondo del software Linux.

Possiamo dire allora che sicuramente fidarsi è meglio e che la fiducia oggi ha bisogno di tecnologia ed openess..

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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