PAESOLOGIA LUCANA, UNA TRAMA PER MATERA 2019

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MARGHERITA MARZARIO

 

 

Lucania di una volta, Basilicata per sempre. Ronca e ronchetto, tra gli attrezzi usati dai contadini. Roccia su cui nascono Matera, Castelmezzano, Pietrapertosa e altri paesi. Rocciosa la tempra dei lucani. Rotonda (PZ), paese famoso per la sua melanzana rossa che sembra un pomodoro e Rotondella (MT) che si distingue per la sua forma avviluppata che la fa sembrare, dall’alto, un piatto di spaghetti attorcigliati. Rovi con rose canine tra la flora locale. Rocco, il santo più venerato (rinomata la statua del santo ricca di monili d’oro di Tolve) e Rocco il nome maschile più diffuso in passato. Romiti alcuni paesini e alcuni paesani. Rosamaria, il nome che si attribuiva all’accompagnatrice importuna delle coppiette e Rosabetta il nome della granita a base di neve e caffè o quello che si possedeva in casa. Rosone della cattedrale di Matera, uno dei più belli dello stile romanico pugliese, con elementi sacri e pagani, la figura dell’arcangelo S. Michele sopra e quella di Atlante sotto. Rovine della Magna Grecia a Metaponto e lungo la costa ionica. Rostro degli uccelli rapaci tanto cari a Federico II di Svevia a Castel Lagopesole. Rocchette di filo nero e filo bianco immancabili in casa per rammendare e rattoppare i pochi indumenti e rocchettoni di più colori nelle sartorie di paese. Rovinosi terremoti o altre calamità naturali che hanno cambiato la morfologia regionale rendendo, per esempio, Craco (MT) un “paese fantasma” in seguito ad una frana o cancellando dalla carta geografica Saponara (PZ) dopo il sisma del 16 dicembre 1857 e ricostruito, poi, come Grumento Nova.

Salandra (MT), paese dei nonni. Pasta di varie fogge preparata dalle donne delle varie generazioni che vivevano in casa. Pane in pagnotte da due chili impastate in casa e portate su tavole di legno in testa dalle donne nel forno del paese. Paglia per i sedili delle vecchie sedie e in fondo alle case per gli animali. Pagliai in campagna, usati anche come ripari. Passi pesanti, perché si portavano quasi sempre le scarpe da lavoro. Passeggiate tra sole donne o soli uomini. Pannocchie che venivano sgranate sull’uscio di casa da nonni e nipoti, con grande gioia dei piccoli. Panni lavati in acqua e cenere e col sapone prodotto dal grasso di maiale e stesi in mezzo alle strade su fili mantenuti da aste di legno. Pantaloni di panno grossolano per gli uomini e pantaloni corti e tagliati in mezzo al cavallo per i bambini (per far scorrere la pipì). Pastrano, il cappotto a ruota che indossavano gli uomini in inverno. Padri di famiglia, più temuti che rispettati. “Pacchiana”, la donna semplice nelle vesti tradizionali. Papaveri con cui giocavano i bambini soffiando i petali e usando i pistilli come timbrini sulla fronte o sulle mani. Parsimonia in tutto, pure nelle manifestazioni d’affetto. Parole dialettali, alcune derivanti dal latino, come “cra” per dire domani. Pantofole ricavate da vecchie scarpe. Paure comuni e condivise, a cominciare da quella di perdere i raccolti. Pance semivuote per la miseria generale. Palpebre semiabbassate per stanchezza o riservatezza. Parenti con tutti, anche perché i bambini chiamavano “zii” i vicini e gli anziani. Pastori che attraversavano il paese con i greggi. Parroco, punto di riferimento per tutti. “Paddon”, caciotta dal sapore invitante lavorata amorevolmente – in tarda primavera – tra le mani esperte. Passata di pomodoro messa ad asciugare al sole. Padovane, le galline ovaiole allevate davanti casa e fatte rientrare la sera. Pavimenti in pietre di fiume o cotto grezzo, difficili da spazzare. Pareti interne inesistenti o, tutt’al più, sostituite da tende fiorate…

Paesi lucani, paesi dei nonni: patrimonio culturale inestimabile e introvabile!

da  gennaio 2019

D.ssa  MARGHERITA MARZARIO

Docente, laureata con lode in Giurisprudenza e perfezionata in Legislazione minorile presso l’Università degli Studi di Bari. Collaboratrice di riviste giuridiche in qualità di giurista minorile, autrice di oltre 100 pubblicazioni giuridiche citate in più sedi (convegni, università, siti specializzati, tesi di laurea), cultrice di scienze umane, operatrice nel volontariato, è appassionata di fotografia, lettura e scrittura, in particolare dei giochi di parole, della cosiddetta scrittura creativa, perché ogni parola suscita la propria forza creativa e rivela la bellezza della vita. Amministratrice su Facebook dei gruppi FB: Ricordiamo il  Beato Giovanni Paolo II conoscendo i suoi insegnamenti” e “Diritti dei bambini – La nostra Costituzione”. Il suo ultimo libro pubblicato è: “La bellezza della parola, la ricchezza del diritto”. Autrice di “Un petalo al giorno – Riflessioni su Giovanni Paolo II” , “Mediazione familiare e dintorni”, coautrice di “La giustizia sostenibile- Volume II” e “La giustizia sostenibile- Volume III” tutti editi da Aracne Editrice. Nata a Salandra, vive a Matera.

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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