IL PARASSITISMO IMPRENDITORIALE CHE FRENA LO SVILUPPO

0

rocco rosa

rocco rosaChe la Basilicata abbia saputo spendere i soldi è un fatto innegabile, nel senso che tutti nei diversi momenti storici hanno trovato soluzioni per evitare che i finanziamenti tornassero in Europa. Il cervello della macchina amministrativa ha pensato nel verso giusto e sono poche le defaillance che abbiamo dovuto registrare in situazioni nelle quali rispetto al rischio di finire in tribunale si è alzato bandiera bianca. I Cinque stelle si chiedono però, nel momento in cui il Governatore della regione rivendica la capacità di spesa, perchè questa capacità di spesa non si sia tradotta in posti di lavoro. In realtà la nuova occupazione c’è stata, solo che essa non si vede perchè è servita a ricoprire la frana di posti di lavoro determinata dalla crisi economica dal 2008 al 2013 , nonostante alcuni interventi di sostegno emergenziale ( vedi tabella infocamera qui sotto). Si è determinato quindi un  parossismo da incubo notturno in cui è sembrato di correre e invece si rimaneva sul posto, cercando a fatica di fermar ela frana e risalire il burrone. Il grafico 2015, migliorato ancora nel 2016, dimostra come siamo tornati ai livelli del 2008, cioè gli interventi sono serviti a riportarei il utto ad un livello di galleggiamento che non è certamente fisiologico ma che era quello di prima della crisi. Si apre adesso una fase che è decisiva per la Basilicata e questa fase potrà essere decisiva, in positivo, se si tolgono alcune catene storiche, in negativo se si fa finta di ignorare questi ceppi ai piedi. Che si chiamano mancanza di competitività  e di concorrenza vera, e cioè un sistema che continua a non far emergere i migliori ma a proteggere una sorta di corte che ha l’unico merito di saper trovare le strade giuste per diventare casta nella casta.  Oggi le condizioni ci sono perché c’è una visione strategica dello sviluppo, c’è un quadro di riferimento che è più decisamente orientato a cogliere le opportunità ed ais-4ZpJg valorizzare le risorse, c’è un atteggiamento politico e culturale che mira a proteggere di più il territorio e a quantificare i costi di un utilizzo selvaggio di esso. C’è soprattutto una destinazione di risorse verso l’innovazione e la competitività, tutte cose che però richiedono appunto meritocrazia e libera concorrenza. Ebbene tutto questo sforzo fatto in direzione del nuovo ha bisogno di regole nuove e di una cultura di governo che assicura imparzialità, controllo e verifica dei risultati.  A fronte di questa enorme positività, c’è però ancora la tendenza a non finalizzare il tutto verso interventi che producono lavoro stabile, portando avanti progetti e progettini che sembrano più dare un pò d’acqua ai Comuni che a creare l’acquedotto per il comprensorio. Così come tutta l’acqua pompata non sembra arrivare dovunque, ma soggiacere agli istinti predatori di chi è più forte degli altri e si piazza davanti ai rubinetti della spesa pubblica, con una organizzazione che altri non hanno e con le spalle così larghe da non far vedere nulla agli altri, come spettatori di terza fila di un film che si vedono la vista occupata da omoni . Ecco ci sarebbe bisogno di allargare l’orizzonte e di seminare dall’alto in maniera da avere vista libera e di consentire anche ai più piccoli, che poi sono la vera forza vitale e produttiva di occupazione, di partecipare agli input pubblici. Così come ci sarebbe bisogno di dimensionare le gare in maniera da aprire il mercato alla piccola imprenditoria, sopratutto quella edilizia. E ,più a valle, c’è da rivedere il concetto di lavori pubblici che non debbono più collegarsi a nuovi lavori, ma a manutenzione, recupero, mantenimento di strade e di servizi, che poi significa più uomini, più lavoro e meno profitti alle imrpese. Si può fare. Si può fare. E sopratutto si può giocare sul fatto che portare i risultati di una politica di sviluppo significa prendersi il consenso di una comunità , consenso che vale e che resta, mentre certe amicizie o certe fedeltà si vendono tanto al chilo al mercato delle carte false. Ci sono troppe persone che vengono chiamati imprenditori con lo stesso spirito con cui a Napoli i posteggiatori chiamano tutti Dotto!i

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Rispondi