PD, I TERRITORI RECLAMANO IL NUOVO. LETTA ESCE DI SCENA

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Scrive , in un post, Antonio De Caro, pd, sindaco di Bari e Presidente dell’Anci
“Abbiamo perso
Ha perso il Partito Democratico. Ha perso questa coalizione di centro sinistra. Ha perso l’idea di politica e di Paese che abbiamo proposto agli italiani. Abbiamo perso. E guai se l’analisi del voto, a qualsiasi livello, non partisse da queste due parole. Saremmo di fronte all’ennesimo stratagemma retorico per provare a giustificarci falsificando la realtà. Ha vinto, invece, l’idea di Paese del centrodestra. E quindi, come è giusto che sia in una democrazia, tocca a loro, adesso, governare. Il Partito Democratico perde tutte le elezioni politiche nazionali dal 2008. Mentre nelle elezioni locali, non solo riesce a vincere, ma, soprattutto, riesce a tessere una relazione solida, coerente e responsabile con i cittadini.  Sindaci e amministratori del PD governano il 70% dei Comuni italiani, e si dimostrano quotidianamente capaci di amministrare e di proporre un’idea politica seria. E le vittorie elettorali ne sono la conseguenza. Perché in quelle elezioni i cittadini hanno la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti e di chiedere loro conto, quotidianamente, di quello che promettono in campagna elettorale e di come lo realizzano una volta diventati amministratori.  Questo meccanismo virtuoso di fiducia e controllo, nelle elezioni per il Parlamento salta completamente. E ci ritroviamo deputati e senatori che non sanno nemmeno trovare sulla carta geografica i paesi nei quali vengono eletti. Solo perché fedelissimi ai leader di partito, o a qualche capo-corrente.  Contro questa stortura, che viola il principio base della democrazia rappresentativa, tradendo di fatto la volontà popolare, io da sindaco e da cittadino mi batterò con tutte le mie forze. Perché è uno dei sintomi più evidenti della malattia di una politica più propensa a preservare il potere dei dirigenti che a dialogare con i cittadini e a vincere le elezioni.  Si torni alle preferenze e lo si faccia subito. Questa deve essere la prima battaglia che il Partito democratico deve intraprendere nei prossimi mesi.  In queste ore sarebbe troppo facile sparare a zero sul segretario nazionale del Partito Democratico. E sarebbe inutile. È l’intero modello su cui il PD si fonda che va smantellato. Basta con i capi corrente che fanno e disfano le liste a propria immagine e somiglianza. Basta con questo esercizio del potere per il potere. Basta con l’autoconservazione come unico scopo della politica. O saremo capaci, finalmente, di azzerare questi meccanismi perversi e di ritornare a parlare alle persone, oppure la sconfitta perpetua alle elezioni politiche sarà il nostro ineluttabile destino.”
Fa piacere che a livello alto della classe politica di scuola dem si ponga finalmente il problema di un ritorno ai territori, alla scelta dal basso dei suoi dirigenti e alla selezione della classe politica tramite strumenti di partecipazione democratica. Lo sosteniamo da mesi, senza però che nel partito democratico  si sia riusciti a tradurre in iniziativa questo messaggio che arriva dalle comunità locali. Oggi è il momento di non limitasi a segnalare il problema ma di organizzarsi per farne una mozione congressuale, nella quale insiema al rifiuto del centralismo democratico, alle opportune modifiche statutarie , si ponga il tema della ricollocazione politica del partito nello schieramento progressista e riformista. Agevola questo compito la forte presenza organizzata del partito sui territori  , e la possibilità di adattare l’agenda dei lavori alle esigenze reali e prioritarie della comunità. Un partito che si organizza sui territori, deve essere in grado di scegliersi ,senza alcuna interferenza romana, i suoi dirigenti,i suoi sindaci, i suoi candidati al Consiglio regionale, il suo Governatore e naturalmente i suoi veri rappresentanti a Roma. Così funzionava la politica una volta, così deve tornare a funzionare almeno un partito che voglia rigenerarsi nelle regole e nei fini.
E a proposito del ruolo che il pD può ancora giocare nel panorama politico, il collega Leonardo Pisani è lapidario nel sostenere  cheora il Partito Democratico deve fare una seria e profonda riflessione, lasciando stare le Primaria farlocche dove possono votare tutti e andare a un serio congresso politico. Deve decidere se legittimamente vuole essere un partito liberal, ma collaterale agli ambienti finanziari e orientata al liberal-capitalismo, oppure essere di sinistra o centrosinistra con una vocazione “di popolo” social-democratica e di dottrina sociale cristiana. Di certo non può e non deve continuare con la presunzione di essere l’unica forza progressista in Italia, anche perchè ha al suo interno forze ben più conservatrici di molti esponenti del centrodestra italiano. Lo stesso vale per quegli irriducibili di “Noi siamo più a sinistra e  quindi siamo i migliori”  che poi non superano l’1%, impregnati di quella arroganza di antica memoria extraparlamentare e anche di un certo Pci ma privi di vere letture e approfondimenti politici, sociali  e culturali. Aggiungo ora il Partito Democratico deve anche dire chiaramente se è a favore  all’Autonomia Differenziata alla Bonaccini oppure è a favore di un Neo Meridionalismo alla Provenzano; deve dire chiaramente se è un partito orientato agli interessi del Centro-Nord e dei legittimi interessi di quella classe dirigente oppure è un partito che ha anche una vocazione Neomeridionalista.
Ecco come i territori parlano a Roma lontana
Rocco Rosa.
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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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