PD, MA IN CHE MANI SIAMO?, SI CHIEDE LA BASE

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Una volta i cittadini avevano una fiducia incondizionata nello “Stellone” , che era visto non come il colpo di fortuna dei “soliti italiani”, ma come una responsabilità dei governanti di trovare soluzione alle crisi all’ultimo minuto che evitasse la deriva verso situazioni insostenibili. Oggi lo “Stellone” appare talmente deteriorato da non funzionare come amuleto e non autorizzare di conseguenza alcuna illusione, per cui molti cittadini si sono muniti della rassegnazione necessaria a sopportare, problemi dopo problemi e disastri dopo disastri, quello che la sorte rovescia sullo Stivale. E’ successo semplicemene che, in linea generale, quella capacità dei nostri governanti di guardare lontano, di analizzare gli effetti delle decisioni, di assumere responsabilità sul piano generale, di tenere distinti gli interessi della collettività dalle convenienze di partito e di gruppo o personali, non c’è più. La vista è miope  e gli obiettivi sono più terra terra,  di conservazione più che di innovazione, di tipo tattico più che strategico. Il comportamento del Pd in questa vigilia elettorale provoca questa considerazione intorno a scelte di alleanze che, a nostro parere, non hanno nè capo,nè coda, e che denotano una mancanza di visione e un agire incerto e altalenante fatto di convenienze immediate e di tentativi  di tenere insieme il diavolo e l’acqua Santa. Passi per l’esclucione di italia Viva  , dove è forte il sospetto che Letta abbia restituito lo “stai sereno” a Matteo, ma tenersi vicino Fratoianni , che ha fatto l’oppozizione a Draghi su tutte le questioni ,dalla guerra, al sostegno all’Ucraina,alla decisione sui gassificatori, e mettere al bando Conte nonostante la sua netta collocazione a fianco del Pd e la sua agenda sociale che recupera quei vuoti che proprio il Pd ha manifestato in questi anni, è segno di una pochezza strategica tale da ridimensionare la figura del leader in questione. In più, c’è il riparto delle quote uninominali che premia gli alleati e mortifica il partito dem. Il 30 per cento ad Azione e più Euriopa e il 20 per cento del 70 per cento rimasto dato a Bonelli e Fratoianni, lascia il partito con le tasche vuote e con molte incognite circa la capacità di avere un voto più della destra, Quindi da un lato una coalizione, di destra,  che ha chiuso subito le riserve e le discussione sul passato , manifestando velleità finora tenute in soffitta, quali il presidenzialismo e l’autonomia difefrenziata delle Regioni ( le cui conseguenze sono inimmaginabili) dall’altro una coalizione dove il Pd paga un prezzo alto senza per questo aumentare le sue capacità di vittoria complessiva. E quando si andrà a valutare nelle periferie l’effetto di queste decisioni si scoprirà che il Pd ha fatto un cattivo affare, aumentando le tensioni all’interno e minando la sola condizione  che era necessaria per uscire indenne ,  non vincitore ma almeno con il maggior consenso di partito, e cioè l’unità della base dem.Così che quando dagli accordi nazionali si passerà a mettere i nomi sulla carta, c’è da prevedere onde di reazione abbastanza alte e tali da demolire il castello di sabbia che Letta ha infantilmente costruito. Ma a chi dà ascolto questo leader? Dubitiamo che senta le persone giuste.Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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