PD , PERCHE’ NON UNA DONNA ?

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Molti commenti all’articolo di ieri sull’incapacità del gruppo dirigente del Pd di assicurare una transizione generazionale, mettendo avanti un volto nuovo che provenga dalle seconde file e affidandogli tutta la responsabilità di portare il partito fino alle elezioni regionali, hanno sottolineato il fatto che io abbia parlato solo al maschile, dimenticando che la stessa operazione di rinnovamento potrebbe  e dovrebbe riguardare anche la vasta rappresentanza femminile che milita nel partito. La tesi è giusta, ma il punto di vista è diverso. Il mio partiva dalla situazione di fatto che si è venuta a creare con la iniziativa prodotta congiuntamente da De Filippo, Pittella jr e Cifarelli e che dichiaratamente punta a prendere la guida del partito per il triennio che ingloba sia l’elezione del nuovo Parlamento che quella del nuovo consiglio regionale. E sostenevo la tesi di mettere da parte per un momento le ambizioni parlamentari e le conseguenti mosse di ciascuno per assicurarsi un seggio nelle due Camere e anteporre, invece, la preparazione di una squadra per le prossime regionali, che veda nel candidato segretario anche il possibile candidato dem alla guida della Regione, salvo diverse intese finali di coalizione, il che non cambia la questione. Questo cambio di strategia ha con sé elementi oggettivi di convenienza e di opportunità: responsabilizza una persona a rinforzare il partito, lo mette in grado di  battere il territorio per cercare adesioni e sostegno, gli consente di presentarsi non come un quisque de populo in un partito nel quale non si sa che comanda, ma come la massima espressione territoriale, candidato di bandiera  alla guida della Regione, lo collauda in un governo ombra che deve incalzare punto per punto e settore per settore l’attuale gestione Bardi, interloquendo con le espressioni organizzate della società, con le categorie imprenditoriali, con quelle rappresentative dei lavoratori.  Se è questo il punto di vista, oggettivamente non vedo francamente un personaggio femminile che abbia caratteristiche occorrenti per una spiccata leadership, e questo perché la maggioranza  delle attuali esponenti del partito a livello regionale è cresciuta all’ombra o di tizio o di Caio , e , pur portando professionalità, cultura e preparazione, non ha dimostrato quella capacità di imporsi  e di imporre la propria autonomia di pensiero e la propria personalità, così che si ricadrebbe, con questo o quel nome, nell’albo genealogico correntizio . Se invece si allarga il perimetro della dirigenza femminile dal partito ad altre espressioni delle società civile, che sia l’associazionismo o la guida di istituzioni rappresentative o la capacità di farsi strada nell’imprenditoria o nelle professioni, grazie a Dio ne vedo tante e tutte capaci di interpretare questo ruolo. Siccome parlavo con la situazione data ( e cioè la controversia in atto e il braccio di ferro fra due o tre schieramenti) mi sono permesso di suggerire qualcuno delle seconde file per dare energia e sprint al partito che c’è e non a quello ideale dei sogni. Magari si volesse uscire dalla conta interna per agganciare da subito volti nuovi della società ,nella quale il protagonismo femminile c’è ed è dimostrato!. Ovviamente le tesi sono fatte anche per essere confutate e può darsi che qualcuna di quelle che animano il partito possa essere la persona ideale per portare avanti questa ipotesi di lavoro.  Nel qual caso, felice di essere smentito dai fatti . Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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