IL BOTTO

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La Magistratura potentina ha decretato oggi la fine di un sistema di potere che ha riguardato la Basilicata. Sistema di potere nel senso di un sistema di potenti, persone che alla professionalità riconosciuta hanno aggiunto il di più di relazioni forti che si sono tenute intrecciate negli anni e che hanno riguardato tutti i settori della vita economica e istituzionale. Vogliamo chiamarla casta, facciamolo per comodità di linguaggio , ma è un fatto che certe cose scorrono meglio quando si hanno a disposizione molte leve di comando. La classe politica  di Potenza , nei decenni del dopo terremoto, ha incrociato questa casta  e si è lasciata condizionare, chi in buona fede, chi mettendo a tacere la propria coscienza. E poi, col petrolio, le ambizioni sono cresciute, lo sguardo si è allungato e le occasioni per nuove convenienze si sono  centuplicate. La realtà che abbiamo vissuto in Basilicata è questa: a Matera,. come a Potenza, la storia di persone che contano più degli altri, che possono arrivare lì dove i comuni mortali non arrivano, che possono determinare chi vince e chi perde è la storia che tutti conoscono ma che nessuno ha potuto provare come verità . E quando arriva un imprenditore, piccolo o grande che sia, che voglia portare a termine certe questioni, sa che c’è da un lato una scalinata , dall’altra un ascensore riservato. Di questo si è trattato e contro questo molte persone si sono battute inutilmente, con la stessa impotenza di Pasolini quando sul Corriere titolava: io so, ma non ho prove. Ci fossero state le telecamere, dieci o venti o trent’anni fa, si sarebbe potuto immortalare una incredibile processione di personaggi diversi, si sarebbero visti rappresentanti di istituzioni diverse, di partiti diversi, persone che di giorno si accapigliavano pubblicamente e la sera si incontrava nel gruppetto degli amici. Niente di scandaloso, niente di perverso: la provincia ha sempre funzionato così, tenendo separata la gente comune da quella che conta. I fatti che questa bomba giudiziaria ha disvelato contano molto poco, ma l’operazione è eclatante e  va al di là della mazzetta che uno squallido personaggio avrebbe messo in tasca o nel cestino della chiesa poltiica. Il vero messaggio che ne esce è che l’intreccio tra politica ed affari è diventato insopportabile e il segnale non è solo verso il passato ma anche verso il presente, ai molti faccendieri che purtroppo trovano varchi intorno al potere istituzionale, come a dire che in una regione piccola quello che si fa si sa e che si andrà avanti senza guardare in faccia a nessuno. La domanda è se siamo davvero alla vigilia di una svolta etica o solo al pensionamento di qualche personaggio  ingombrante. ROCCO ROSA

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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