PER VICOLI E ALTRE STRADE NEL BORGO

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di  GERARDO  ACIERNO

È scoppiata la primavera. Si prova a lasciare la capanna. Coprifuoco, vaccini, e riaperture ci rubano ancora giorni e pensieri. Si prova a ricominciare. Nonostante l’arancione e la risalita dei contagi. E si va per vicoli e altre strade, nel borgo. Luoghi noti, conosciuti, un tempo molto frequentati. In altra stagione, quando tutto sapevamo delle mille pietre spianate sui gradini festanti dei vicoli. Ne conoscevamo le dure pieghe, i buchi neri, gl’incavi, le sbrecciature, la loro taciturna complicità. Ora, nell’erba indesiderata delle loro fratture scivola stanca una lucertola e quelle pietre puzzano soltanto di niente. Anche i sogni di questo tempo “sospeso” hanno il sapore della stranezza, sciolgono nodi esistenziali, sono sempre segnati da melanconie tipicamente meridionali. Sogni e tempo si fanno trappole di ricordi, corde di funamboliche alternanze, di sentimenti vivi e contrapposti. Ci consegnano a sciocca solitudine, ci trasformano in merli beccanti il basilico alla finestra. Eppure dentro questi giorni spezzati, dimezzati, sminuzzati, sogni e tempo riescono a riflettere sul ruvido muro dell’esistere ombre luminose e musiche bizzarre. Ma non basta. Inchiodati a silenzi, la clessidra macina e sfarina. Misura questi cadenti giorni e li rivende al primo rigattiere che urla nel vicolo impaurito. Intorno c’è marasma, c’è una vita da molto tempo dispersa, confusa nel groviglio del “non-tempo”. Si è avuta la possibilità, durante quest’inverno senza fine, di riflettere su se stessi. Di conoscere ancora meglio i figli. E i figli i padri. Questo lungo tempo, è vero, ci ha aiutato a sviluppare le nostre passioni: lettura, scrittura, musica ma ci ha spesso spinto verso paurose cadute nella solitudine. E nelle stupide, infinite dispute sui social. La famiglia, nel suo complesso, si è per certi versi frantumata. Nonni e nipoti a lungo lontani. Zero visite, zero incontri. Ma se questo è il rosario dei giorni in agenda, dopo aver accatastato legna al caminetto senza uscire di casa, non ho più voglia di narrarmi storie di scoiattoli nei buchi, di boschi carichi di meraviglie, di luce dopo oscurità. E se è vero, come è vero che è scoppiata la primavera, usciamo dalla capanna. Rispettiamo le regole e riprendiamoci la vita. È là, sul ciglio della strada del Convento, dove si passeggia e si corre; è nel prato della villetta dove sono spuntate le primule; è là, sulla punta del campanile della Chiesa Madre mentre rintocca Vespro; è là, in mezzo  alle altalene del parco-giochi, tra i panni stesi ai balconi del Quartiere, tra i portali della Terra o sotto le cariatidi di Palazzo Gaeta aspettando le rondini e i loro folli voli sulla Piazza semideserta che alle diciotto ha tirato giù le serrande e lentamente si spegne.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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