PETROLIO, LA SITUAZIONE E’ GRAVE E NESSUNO SA COME USCIRNE

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Governare i processi non è cosa semplice. Occorre freddezza e lungimiranza, possibilmente tenendo lontano quelle persone che si realizzano nella guerra degli altri, quelle sempre pronte ad aizzare e a gettare benzina sul fuoco, dai quali poi , essendo preparati, sanno tenersi lontano. Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione estrattiva che non ha più mani libere ma si vede osservata e controllata. E’ una condizione nuova, in gran parte prodotta dalle stesse compagnie petrolifere che sono scese in Basilicata pensando di poter far tutto ed hanno ecceduto fino a creare un punto di rottura, evidente e oggettivo, come i dati che fuoriescono dalla terra perforata. Si può uscire da questa situazione in due modi: il primo, affrontando a carte scoperte il modo di andare avanti nella sicurezza e nell’interesse comune; il secondo, aprendo una guerra permanente con le Istituzioni, contestando, minimizzando, minacciando. In questo secondo caso, il clima diventa un fattore imponderabile sia dal punto di vista politico, prestandosi a tutte le iniziative di contestazione della realtà rappresentata, sia dal punto di vista imprenditoriale, con l’alea di dover fermare l’attività ora per questo ora per quello. La stessa voce fatta circolare su un possibile disarmo da parte del colosso petrolifero, oltre a non essere vera, può prestarsi al gioco del boomerang, perché il diritto sta dalla parte dei cittadini e non c’è scritto da nessuna parte che l’attività doveva essere poco sicura e poco controllata. Nei panni di imprenditori che hanno speso miliardi per un gioco che non sta valendo la candela, col prezzo del greggio ai minimi storici con lo sviluppo veloce delle tecnologie alternative, non si dovrebbe scartare l’ipotesi di ripartire da zero, facendo tesoro delle esperienze raccolte e degli errori fatti, il primo del quale è di non  aver creato un clima di reciproco rispetto con le popolazioni e con le Amministrazioni. Il tutto è avvenuto, o è stato raccontato, come un atto di forza perpetrato da imprese statali, in nome dello stato centrale e contro quello periferico. Che può aver espresso sudditanza, connivenza, correponsabilità , ingenuità, inadeguatezza a trattare, e che può avere la sua parte, anche grande, di colpe, ma non tali e tante da assolvere chi è stato chiamato a fare gli interessi dello Stato in una parte del suo territorio. Oggi ci vorrebbe la saggezza e la capacità di dire: abbiamo sbagliato tutti. Ricominciamo daccapo, con un patto di sviluppo garantito dallo Stato e onorato in tutti i suoi aspetti, in un rapporto tra eguali. Non so, forse è tardi, ma è certo che bisogna uscire da questa situazione con dignità, che non significa uscire e basta.  Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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