MATERA: TASSA DI SOGGIORNO, GOVERNISSIMO IN CONFUSIONE TOTALE

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NINO CARELLA

Autunno, tempo di bilanci: era a questa stagione che il PD materano aveva rimandato l’analisi del suo contributo al governo cittadino. Personalmente mi sento di dire: poche luci e molte, troppe, ombre.
Tra le prime, l’aver indiscutibilmente e fortunatamente rimesso Matera e Matera 2019 sui corretti binari dai quali il treno della cultura come perno degli investimenti era stato fatto brutalmente deragliare dal primo governo De Ruggieri. Treno che arriverà in ritardo, con meno vagoni di quanto sarebbe potuto essere. Ma almeno arriverà. E nesi fa, non era affatto scontato.
Ma oltre a qualche personale iniziativa di qualche singolo assessore, il governo materano non sembra svoltare come dovrebbe: il bando sui rifiuti è sul punto di essere pubblicato a giorni, da almeno tre anni; politicamente l’ampia maggioranza è sempre attraversata da incrostazioni e malumori, che la sola effimera opposizione grillina non riesce nemmeno ad evidenziare a dovere; e in generale si continua a procedere in ordine sparso. A procedere, e questa è sicuramente già una notizia positiva, ma senza una visione chiara di dove so sta andando o si vuole andare.
E’ il caso della contestata decisione di raddoppiare la tassa di soggiorno e prolungarne il periodo di tassazione da due a tre giorni. Le associazioni di categoria annunciano proteste veementi, denunciano di non essere state ascoltate dall’Assessore Poli Bortone, che per canto suo risponde con comunicati un po’ troppo sprezzanti (nel mentre, il Comune non ha ancora un addetto stampa). Non un bel modo di procedere verso il radioso futuro della nostra città.
Peraltro, anche uno sbarbatello deve aver letto da qualche parte in un testo di scienza delle finanze, che le tasse hanno almeno un duplice obiettivo: da una parte finanziare la spesa pubblica per servizi di utilità generale, dall’altra indirizzare i consumi in maniera considerata più appropriata (così, se tasso di più il petrolio e meno il metano, posso aspettarmi di incentivare il consumo del secondo a danno del primo).
Nel caso della nostra tassa di soggiorno (che per legge può essere utilizzata dal Comune soltanto per spese inerenti lo sviluppo del turismo) non si capisce proprio quale maggiori servizi si vorrebbe andare a finanziare. Visto che, peraltro, pare, i fondi raccolti da quando la tassa è stata introdotta, non sono stati praticamente mai utilizzati, finora. Ma per una logica tutta nostra, come quando prima si ristrutturano i fabbricati (vedi il Casino Padula o la ex scuola elementare di Agna) e poi si passano anni a decidere cosa farne – mentre quelli, irriconoscenti, si sbriciolano – anche qui prima si tartassa, e poi si cerca di mettersi d’accordo su come dividere i danari. Non un bel modo di procedere, si capisce.
E poi la cosa più clamorosa: un comunicato stampa circolato in questi giorni, giustifica l’estensione al terzo giorno della tassa, perchè il soggiorno medio del turista medio è di solo un giorno e mezzo. Sfido l’amato lettore a trovarci la logica per la quale un provvedimento del genere dovrebbe in qualche modo incentivare una più lunga permanenza in città (sarebbe come dire che siccome il petrolio inquina, e il gas naturale no, si aumentano le tasse sul gas). Trovatala, si prega di volerla gentilmente comunicare alla cittadinanza tutta.
Ma fonti politiche vicine all’assessore al ramo, si stanno in queste ore spellando le dita cercando di convincere i materani che i turisti brutti e cattivi sporcano e non spendono, e che tassarli è una punizione più che accettabile. E che, comunque, non saranno pochi spiccioli in più a farli desistere dai loro programmi di soggiorno.
Ma: siamo davvero sicuri che a pagare “i pochi spiccioli” della benedetta tassa di soggiorno (che moltiplicati per tutti i soggiorni di tutti i turisti che pernottano a Matera, ragranella quasi un milione di euro l’anno), siano effettivamente i turisti? O invece, molto più spesso, specie per le piccole strutture ricettive diffuse, la tassa è piuttosto compresa nella tariffa di pernottamento, e quindi di fatto l’aumento verrà sopportato e scaricato sui gestori (materani)? Che, certo, possono sempre ritoccare in alto le tariffe. Mercato permettendo. E il mercato è feroce, per l’enorme concorrenza non solo cittadina, ma anche dei comuni limitrofi. E quindi il rischio e il sospetto che alla fine i soldi usciranno fisicamente dalle tasche dei materani, pur essendo un altro il soggetto d’imposta, aggiungendosi a quelli già sborsati per il raddoppio di Tari e Tasi, sono più che fondati.
De Ruggieri passerà alla storia come il sindaco delle tasse.
Lo diceva mesi fa il PD. Che ora, però, è partito delle tasse anch’esso. Non avendo abbassato quelle raddoppiate, e raddopiandone altre lui stesso.
Davvero, non un bel modo di procedere.
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Sull'Autore

Nino Carella

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant’anni.


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