PICERNO DOMINATO MA PORTA A CASA IL PARI

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ROCCO SABATELLA

   Di positivo nel pareggio del Picerno sul campo dell’Andria ci sono due aspetti: il punto conquistato e l’ottima partita difensiva fatta da De Franco e compagni. A conferma di quello che abbiamo detto ieri sull’importanza maggiore del risultato rispetto alla prestazione, come ripete spesso Longo. E a proposito di prestazione il Picerno ha fatto un passo indietro rispetto alle partite precedenti perché ha subito per tutta i 90 minuti la decisa pressione della squadra pugliese che nel primo tempo è passata in vantaggio con Urso dopo una splendida azione corale. Occasionale e fortunoso il pari del Picerno nei minuti finali del primo tempo. La palla lanciata nell’area pugliese è stata respinta corta da un difensore dell’Andria: sul pallone si è avventato Golfo che ha colpito a volo trovando la deviazione decisiva di un  difensore che non ha lasciato scampo al portiere Zamarion. In pratica nellla prima frazione di gioco da ricordare solo i due gol, oltre all’infortunio di Guerra costretto a uscire sostituito da Monti. Predominio territoriale dei padroni di casa fino alla tre quarti di campo ma occasioni da rete nessuna e Crespi, portiere dei lucani, mai impegnato. Ancora più accentuato il predominio della Fidelis nella ripresa quando la squadra di Cudini ha cercato in tutti i modi la rete della vittoria. E’ stato, praticamente, un assedio alla porta di Crespi e almeno quattro sono state le occasioni create e non concretizzate dai pugliesi. E di queste quattro opportunità solo una è stata conclusa con un tiro nello specchio di Bolsius parato da Crespi.  E le cause della mancata vittoria come della precaria posizione di classifica sono da ricercare nello scarso peso offensivo della squadra di Cudini. Situazione che ha reso meno complicato il compito dei difensori del Picerno nel controllo dei vari Pavone, Sipos, Bolsius molto evanescenti e con poca dimestichezza con il gol. Il Picerno è uscito dal guscio della propria metà campo solo nella fase conclusiva della gara quando la Fidelis stava accusando un po’ di stanchezza. E in un paio di occasioni ci poteva scappare addirittura il sorpasso clamoroso che sarebbe stato troppo penalizzante per l’Andria. Se l’Andria si vuole tirare fuori da questa situazione, sfrutti il mercato degli svincolati per reperire una punta che sia più produttiva in zona gol di quelle che ha in organico. Per il Picerno, in fin dei conti, un punto d’oro ma una constatazione: una squadra confermata per otto undicesimi e quindi con pochi problemi di gioco corale ha un rendimento, sia nello sviluppo del gioco, che nelle occasioni create, inferiore a quello della scorsa stagione. Tocca a  Longo trovare le soluzioni per far esprimere meglio la sua squadra. Meno filosofia verbale da parte sua e più concretezza invece nello sviluppo della manovra. Che non scorre fluida e trova sbocchi solo quando il Picerno affronta squadre che attaccano a tutto spiano e lasciano spazi invitanti agli avversari. Come è successo a Catanzaro dove il Picerno in area avversaria è arrivato spesso prima di essere travolto e con il Foggia e come poteva succedere anche contro l’Andria. Fino a questo momento e sono state giocate 5 turni di campionato, il Picerno non ha mai imposto il suo gioco se si eccettua forse il primo tempo con la Turris. Con l’Andria, che era ampiamente alla portata del Picerno, poteva essere l’ occasione buona per puntare alla prima vittoria esterna. E invece sono stati i pugliesi a essere padroni del campo e mettere sotto il Picerno nonostante la situazione di classifica potesse essere un freno a livello psicologico per giocare in tranquillità. Sabato prossimo un’altra sfida difficile per il Picerno che attende al Curcio il Monopoli.       

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