PIPPO CANCELLIERI: COMMENTARIO SULL’IDEA DI UNO STADIO IN ZONA CIP-ZOO

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PIPPO CANCELLIERI

Da qui in avanti le motivazioni per quali non è possibile realizzare il nuovo Stadio ed annessa area commerciale presso l’area della ex CipZoo in Potenza, evitando accuratamente di aggiungere opinioni personali sulla operazione che si sta portando avanti da parte di un gruppo di imprenditori locali.

-Ambiente.

L’area interessata è quella del sedime su cui insisteva lo stabilimento di stabulazione, ingrasso, macellazione e confezionamento di decine di migliaia di maiali per anno di lavorazione.

Tale attività si è protratta per decine di anni senza mai provvedere, se non molti anni dopo la sua apertura a realizzare impianti di trattamento degli scarti di lavorazione a partire dalle deiezioni fino ai residui da macellazione o la eliminazione delle carcasse degli animali abbattuti o persi durante il ciclo.

L’area di sedime impegnata da stalle di stabulazione ed impianti di trattamento da macellazione, superava la metà della superficie recintata ed era coperta da un manto impermeabile costituito da lastre ondulate di cosiddetto Eternit (fibra di amianto) che solo ultimamente e oltre cinquanta anni dalla sua apposizione, si è provveduto a rimuovere dopo ripetute segnalazioni di cittadini, attività ed Enti questi aventi sede nell’immediato confine come la Rai e addirittura l’Arpab. L’amianto presente sul tetto dei manufatti, per decine di anni esposto alle intemperie era fortemente degradato e prima ancora dilavato dalle acque piovane che lo hanno disperso sui terreni antistanti mentre l’azione del vento ha volatilizzato le fibre di amianto di cui erano costituite le lastre, nei luoghi vicinori.

E’ evidente che per qualsiasi iniziativa si volesse intraprendere su tale area, bisognerebbe procedere alla caratterizzazione anche profonda almeno fino al livello di magra dell’antistante fiume Basento con una maglia di prelievi attraverso carotaggi con maglia in pianta non superiore a 5×5 metri.

Identico lavoro di caratterizzazione bisognerebbe effettuare sulle opere in elevazione perché su queste ha operato sia il dilavamento che il vento delle fibre di amianto del tetto.

Qualora si dovesse verificare la presenza nel terreno e nei manufatti di elementi inquinanti quali carcasse di animali, deiezioni e scarti e/o amianto, si dovrebbe necessariamente provvedere alla bonifica sia dei materiali in elevazione che del terreno fino alla profondità di sicurezza. E’ evidente in questo malaugurato caso, che tali operazioni interesserebbero decine di migliaia di metri cubi di materiale da rimuovere con tecniche di ampia garanzia per la salute degli operatori, delle attività vicinIori e della intera cittadinanza.

I materiali di risulta poi dovrebbero essere avviati in condizioni di assoluta sicurezza in discariche appositamente attrezzate al loro trattamento e conservazione.

Il tutto con una spesa certo impegnativa.

-Sicurezza.

Distinguo due tipi di sicurezza con la prima passiva e la seconda attiva.

Il sito si trova a poche decine di metri da uno stabilimento che tratta e conserva ogni anno decine di migliaia di metri cubi di gas da petrolio liquefatto e metano.

Ebbene questi gas sono per normativa nazionale ed internazionale, assimilati a pericolosi esplosivi per la loro tendenza appunto ad esplodere se improvvisamente sottoposti nel momento del loro cambiamento di stato da liquido a gas, alla vicinanza di una fiamma libera come può essere una qualsiasi scintilla.

Ricordiamo tutti le immagini della esplosione di una sola autocisterna sulla tangenziale di Bologna dello scorso anno che oltre le vittime, fra l’altro causò il sezionamento dei collegamenti fra Nord e Sud sulla dorsale adriatica.

E’ evidente che un luogo affollato e di nuova realizzazione non si sposa con un sito ad elevato rischio.

Il luogo inoltre deve consentire l’accesso di mezzi di soccorso al manufatto stadio su tutti i lati senza che gli stessi mezzi possano subire rallentamenti.

Inoltre su ogni lato dove si ipotizzano ingressi devono essere previste apposite aree polmone che consentano sia l’ingresso ordinato delle persone che quello in uscita in caso di improvviso sfollamento. A margine di ricordano tragedie legate al mondo del calcio che si sarebbero potute evitare se si fossero previsti percorsi adeguati da sfollamento caotico.

-Vincoli di distanze.

Il sito è praticamente al confine con la superstrada Basentana, le cui caratteristiche sono appunto quelle di Autostrada sulle quali esistono vincoli di distanze dal nastro di asfalto particolarmente restrittivi allo scopo di permettere sia l’eventuale allargamento che l’accesso al nastro dall’esterno per manutenzioni che già attualmente non appaiono rispettate (a solo esempio stazionamento e passaggio di un mezzo di servizio senza impegnare la viabilità esistente).

Si segnala inoltre che la corsia di decelerazione in ingresso alla città da Metaponto appare già ora  sottodimensionata e che quindi andrebbe allargata con evidente spostamento della fascia di rispetto.

Esistono inoltre vincoli di distanza dagli argini del fiume Basento e che non risulta almeno al sottoscritto alcuna verifica alla piena dell’asta citata che è di tipo torrentizio e che quindi può esondare sia per portata di piena anche per rigurgito all’indietro per ostacoli a valle come ad esempio e non solo, la strozzatura dell’arco del ponte San Vito.

Vincoli Urbanistici.

L’area per poter essere destinata a qualunque attività diversa dalla vigente ha bisogno di un nuovo strumento urbanistico che necessariamente deve tenere conto oltre della nuova destinazione d’uso anche e soprattutto delle interessenze che questa avrebbe con la intera città, sia in qualità di interferenza fisica che nella definizione di un nuovo asse di sviluppo diverso da quanto ad oggi si è anche subito come ad esempio lo svuotamento del centro storico a vantaggio della creazione peraltro caotica della zona cosiddetta commerciale del Gallitello.

Il nuovo strumento urbanistico necessita di un dibattito ampio fra le forze politiche e sociali oltre poi una procedura autorizzativa che durerebbe anni a partire dalla istituzione di una conferenza di servizi cui avrebbero diritto di intervento oltre gli Enti titolati anche le forze sociali, cosa questa della quale mai si è accennato fino ad oggi.

-Varie.

Nulla si sente dire sulla adozione di un nuovo piano del traffico a partire a solo esempio dalla immissione dal lungo Basento in direzione Centro Potenza utilizzando allo scopo il Ponte Musmeci con la creazione del petalo di quadrifoglio lato campo sortivo federale, solo accennata all’atto della realizzazione del viadotto ed abortita mentre la si realizzava, lasciando monco anche dal lato della autostrada il pregevole manufatto.

Inoltre ad allo stato non è chiaro a che titolo, a che prezzo l’area sarebbe ceduta dal Pubblico al privato, area sulla quale lo Stato ha investito decine di milioni di euro in valuta attuale e che almeno per giustizia necessiterebbero nel caso di un ritorno economico. 

Concludo riportando ancora una volta che ho inteso solo segnalare aspetti dei quali non si parla mai in questa città dove tutto e il contrario di tutto è stato permesso fino ad oggi in spregio a qualunque minimo operante di Leggi e Regolamenti.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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