PISTICCI: A 59 ANNI DALLA POSA DELLA PRIMA PIETRA DELL’ ANIC

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Giovanni Benedetto

Una data storica quella del 29 luglio 1961, si apre, in una zona tra le più povere del mezzogiorno un nuovo scenario di svolta sociale e di benessere economico.
Approda in Basilicata l’industria chimica con un importante progetto industriale.
Un’area che occupa poco meno di 2 milioni di metri quadri da sempre destinata all’agricoltura e pastorizia si trasforma in un grande polo industriale della chimica nazionale.
Lo stabilimento occupa, 1 milione di metri quadri, circa la metà di tutta la zona è collegato con un metanodotto ai vicini pozzi di gas naturale.
Quest’ultimi scoperti verso la metà degli anni cinquanta.
Oltre la produzione di metanolo e metilacrilico, vi si producevano le fibre tessili sintetiche.

Furono tre lustri di benessere e speranze per tanti migliaia di lavoratori occupati ma interrotti dalla crisi del settore che avvenne verso la fine degli anni settanta.
Quegli anni dettero inizi agli scioperi, alle proteste, alla cassa integrazione, alle riqualificazioni e varie ristrutturazioni del personale e dell’impiantistica.
Non segui una riconversione, sperata e richiesta in tanti anni di lotta, per ridare alla zona una nuova dignità industriale, si dovette assistere amaramente ad una lenta morte di tutto il comparto.
Di quella esperienza rimane il retaggio di un’area Sin, l’area inserita nella mappa dei siti industriali più inquinati d’Italia, la cui bonifica, ancorchè finanziata non è stata ancora realizzata.
L’onorevole Giuseppe Molinari, che conosce molto bene tutti i passaggi storici che hanno trasformato le zone della nostra Basilicata a partire proprio dagli anni sessanta, a proposito della data del 29 luglio 61, ci invia una sua riflessione:

“Il 29 luglio 1961 nella piana di s. Angelo di Pisticci alla presenza del presidente del consiglio Amintore Fanfani,di Colombo e di Enrico Mattei fu posta la prima pietra del grande stabilimento ANIC . Questa data seguiva quella dell’anno 1959 quando in val Basento vennero rinvenuti i primi giacimenti metaniferi di Salandra,Grottole,Grassano,Ferrandina,Craco e Pisticci che aprirono la strada allo sviluppo industriale. Fu proprio Enrico Mattei sulla tv di Stato a comunicare al Paese il ritrovamento del gas. Erano gli anni in cui si coltivava l’ambizione di una autonomia energetica per cercare di rafforzare lo sviluppo industriale dell’Italia. A quella notiza fece seguito una grande mobilitazione delle popolazioni locali per rivendicare l’utilizzo in loco del metano. Territori spopolati per la migrazione che vedevano in quella risorsa una opportunità per non dover andar più via. La politica seppe dare grazie all’opera ed all impegno di un grande italiano come Enrico Mattei insieme al ministro dell industria Emilio Colombo una efficace e forte risposta proprio con la costruzione di questi impianti a Ferrandina e Pisticci. Il 13 luglio 1959 il Presidente del Consiglio Antonio Segni personalmente effettuò un sopralluogo a Ferrandina.
In valbasento per assistere a quello storico evento si diedero appuntamento migliaia di persone giunte da ogni angolo della regione. Fu una grande festa di popolo che diede il via ai lavori per la realizzazione del sito petrolchimico compreso una pista di volo per aerei leggeri intestata al presidente dell ENI Mattei ed un avveniristico quartiere residenziale per i dipendenti. Un modello urbanistico straordinaria. Un boom economico che nella val Basento durò più lustri offrendo lavoro compreso l’indotto a 5000 persone

Poi emerse il rovescio della medaglia con la crisi del petrolio e il declino di fine anni 70 inizio 80. Ci fu anche un accordo di programma il primo e livello nazionale del dicembre 1987 per salvaguardare l’occupazione. Ma nulla fu come prima. Il resto è storia recente,una storia purtroppo dolorosa fatta di patologie legate alle lavorazioni, cassa integrazione, proroghe misure di accompagnamento alla pensione. Un sito abbandonato dove ancora resistono alcune realtà e potenzialmente altre ne potrebbe attrarre. Ci vorrebbe però la politica per programmare ma da quando preferisce inseguire i sondaggi non sa assumersi più le sue responsabilità. Questa è la differenza tra il luglio di allora e quello di oggi.”

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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